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Spagna in fiamme, Madrid a rischio: dietro la tragedia dei roghi non c’è solo il caldo, ma il mega-taglio dello Stato alla prevenzione
Spagna in fiamme e Madrid minacciata: i report ufficiali svelano che il Governo Sánchez spende nella prevenzione dei roghi 2,5 volte meno rispetto a 15 anni fa. Un risparmio di bilancio che ora si paga a caro prezzo.

Fiamme alte decine di metri devastano i boschi spagnoli, minacciando direttamente la capitale Madrid. Il bilancio è spaventoso: case ridotte in cenere, decine di migliaia di sfollati, feriti e purtroppo vittime assediate dal fuoco. Mentre la politica punta il dito unicamente sul gran caldo eccezionale e sul cambiamento climatico, i numeri ufficiali raccontano una verità ben diversa e colpevole.
Dietro il disastro delle ultime settimane non c’è infatti soltanto il clima incandescente. Esiste una responsabilità precisa di natura finanziaria e gestionale, che parte dal governo di Pedro Sánchez e si trascina da oltre tre lustri. Ci sono politici che, con le proprie decisioni, hanno facilitato il disastro.
I dati ufficiali del Ministero della Transizione Ecologica parlano chiaro. Nel 2024 la spesa dello Stato centrale per la prevenzione degli incendi boschivi è stata di appena 28,3 milioni di euro. Una cifra ridicola se confrontata con il passato.
Nel 2009, in piena crisi finanziaria, il governo Zapatero destinava alla prevenzione 72,5 milioni di euro. In altre parole, oggi si spende due volte e mezza in meno rispetto a quindici anni fa. I tagli draconiani fatti all’epoca non sono mai stati recuperati dai governi successivi, né da Rajoy né da Sánchez.
Non si tratta di una fatalità, ma di una scelta politica ben precisa. Lo Stato preferisce spendere dopo, quando il danno è ormai compiuto, anziché investire prima per evitare il disastro.
Spesa statale per la prevenzione degli incendi in Spagna
| Anno | Governo | Spesa Prevenzione Statale | Note / Contesto |
| 2005 | Zapatero | 22,1 Mln € | Inizio fase di aumento investimenti |
| 2009 | Zapatero | 72,5 Mln € | Picco massimo di spesa statale |
| 2011 | Zapatero | 11,6 Mln € | Taglio drastico post-crisi finanziaria |
| 2018 | Rajoy / Sánchez | 13,0 Mln € | Stagnazione dei fondi |
| 2024 | Sánchez | 28,3 Mln € | 2,5 volte meno del 2009 |
La logica di Palazzo Moncloa pare semplice quanto miope: spegnere le fiamme fa notizia, fa fare passerelle elettorali e mostrare elicotteri in prima serata. Fare manutenzione ai boschi in inverno, invece, non porta voti nell’immediato.
Così i fondi per i Canadair e le brigate d’emergenza superano sempre quelli destinati alla pulizia dei sottoboschi. Ma spegnere un incendio gigantesco costa enormemente di più che prevenirlo. Senza contare i danni incalcolabili per il territorio, le abitazioni e le attività produttive locali.
La situazione si incattivisce per la mancanza di bilanci statali aggiornati nel 2025 e 2026, che ha congelato ulteriormente i fondi disponibili. A questo si aggiunge la grottesca decisione del 2023, quando il governo ha venduto quattro aerei antincendio ritenuti “obsoleti”, aerei che oggi stanno operando attivamente in Portogallo.
Gli esperti forestali ricordano che le barriere tagliafuoco da sole non bastano. Occorre riattivare l’economia rurale e favorire l’allevamento estensivo. Le pecore e i bovini al pascolo puliscono i boschi gratis, riducendo la biomassa che alimenta i roghi.
Invece, i sussidi agricoli europei (PAC) vengono indirizzati prevalentemente verso gli allevamenti intensivi a fondo valle. Un cortocircuito burocratico che priva la montagna dei suoi naturali custodi e trasforma le colline in una polveriera pronta a esplodere al primo fiammifero.
Il conto economico finale di questa strategia è devastante per le casse pubbliche. I costi di ricostruzione delle infrastrutture, i risarcimenti per le abitazioni e il blocco delle attività economiche locali costeranno centinaia di milioni di euro. Molto di più di quanto si sarebbe speso con un piano di prevenzione pluriennale ben finanziato.
La lezione di questo drammatico luglio è evidente. Quando lo Stato risparmia sugli investimenti strutturali per far quadrare i conti di breve termine, a pagare il prezzo più alto sono i cittadini e l’economia reale. Politicamente viene a convenire molto di più mostrarsi a lottare a petto nudo contro l’incendio, piuttosto che pulire i boschi e mantenere i pascoli in anticipo, ma i costi degli incendi sono enormi. Alla fine però Sanchez e i suoi daranno comunque la colpa al Cambiamento Climatico.







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