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Sovranità digitale o salto nel buio? L’intelligence francese scarica Palantir per ChapsVision
I servizi segreti francesi abbandonano l’americana Palantir per la nazionale ChapsVision. Una mossa che infiamma lo scontro e lascia l’Italia drammaticamente senza alternative sicure.

La Francia decide di chiudere le porte all’americana Palantir. I servizi segreti interni di Parigi (DGSI) hanno scelto di sostituire i sistemi dell’azienda fondata da Peter Thiel con quelli della francese ChapsVision. L’annuncio è stato dato dal Primo Ministro Sébastien Lecornu. Il messaggio è chiaro: la Francia non vuole più dipendere da potenze straniere nel campo digitale. Una mossa che suona come una vera dichiarazione di guerra commerciale nella tesa sfida tecnologica tra Europa e Stati Uniti.
Il divorzio non sarà immediato. Palantir si è affrettata a precisare che il suo contratto a lungo termine con la DGSI, rinnovato alla fine del 2025, resta pienamente valido. L’ufficio di Lecornu ha dovuto chiarire che gli strumenti americani verranno usati finché i sistemi di ChapsVision non saranno integrati del tutto. Questo serve a evitare vuoti operativi pericolosi per la sicurezza nazionale. Un processo che, inevitabilmente, richiederà anni, per cui parliamo più che altro un progetto, piuttosto che una realtà.
L’insofferenza verso le tecnologie degli Stati Uniti non è solo una questione francese. I governi europei sono sempre più stanchi e cauti verso le grandi piattaforme d’oltreoceano. In particolare, c’è molta diffidenza verso Palantir, una società nata con i fondi della CIA e nota per i suoi strumenti di analisi dati usati in ambito militare.
- La Germania ha già fatto sapere che le sue forze armate non useranno più i sistemi di Palantir.
- Nel Regno Unito, forti pressioni politiche stanno portando a una profonda revisione del contratto da 330 milioni di sterline (circa 440 milioni di dollari) con il sistema sanitario nazionale.
- Il sindaco di Londra, Sadiq Khan, ha bloccato un accordo da 50 milioni di sterline tra Palantir e la polizia della città, scatenando la dura reazione dell’azienda che minaccia azioni legali.
Per rimarcare la sua spinta verso l’indipendenza, la Francia ha anche annunciato un piano da 655 milioni di euro. Questo denaro pubblico servirà a sviluppare l’intelligenza artificiale, creando chatbot per i servizi statali e per l’agenzia sanitaria pubblica Ameli. L’obiettivo economico è evidente: lo Stato interviene pesantemente con i soldi dei cittadini per creare sviluppo, finanziare le aziende locali e formare dei “campioni nazionali”. Un approccio per non farsi schiacciare dai giganti esteri.
Il paradosso italiano: dalla padella alla brace?
Mentre il presidente francese Macron accelera per costruire un’Europa meno dipendente, questa mossa va letta anche come un duro colpo di Parigi verso l’approccio di Donald Trump. Le scelte americane rendono gli alleati insicuri, e l’Europa reagisce chiudendosi a riccio. A Peter Thiel tutto questo non piacerà affatto: perdere contratti pubblici europei è un brutto colpo economico.
Ma in tutto questo, come si posiziona l’Italia?
Mentre i francesi finanziano e impongono i loro campioni, da noi non si vede all’orizzonte una “ChapsVision” italiana. Le nostre opzioni si riducono a due strade, entrambe molto insidiose:
- Rimanere agganciati ai sistemi americani.
- Passare ai nuovi sistemi francesi.
Passare da Washington a Parigi rischia di essere come cadere dalla padella alla brace. ChapsVision, infatti, è un’azienda dal controllo strettamente francese, guidata da Olivier Dellenbach, e finanziata da fondi nazionali come Bpifrance, Tikehau Capital e Qualium Investissement.
Affidare i nostri dati sensibili ai francesi, che sono nostri diretti concorrenti economici e politici in Europa, non ci garantisce affatto una maggiore sovranità. Al contrario, dimostra la nostra totale dipendenza e debolezza.
Intanto Palantir ha avuto un ritocco al ribasso:








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