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Silenzio e mascherine obbligatorie: guida della Lamorgese al sabotaggio dei referendum

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Come ti saboto l’unico, residuo, strumento di democrazia diretta in Italia? Lasciando che a organizzarlo sia un ministro teoricamente tecnico, praticamente politico, anzi iper-politico, come l’attuale ministro degli interni Lamorgese.

Il ministro degli interni ha compiuto due mosse genialmente diaboliche:

  • prima di tutto ha emesso un regolamento relativo alle votazioni che riporta in auge, con la scusa della prevenzione del covid, l’obbligo delle mascherine per chi vota e per gli scrutatori. Incredibile che chi si reca in un affollato centro commerciale non debba più indossare le inutili protezioni, mentre chi va a votare le debba mettere. La misura non ha alcuna spiegazione logica, se non quella di voler irritare gli elettori sino a dissulaaderli dal voto;
  • quindi si fa il silenzio assoluto sulle votazioni. A parte qualche obbligatorio spazio informativo, niente, non una tavola rotonda, non un dibattito,. Nessuno spazio informativo, e sappiamo bene che in Italia si abbonda nelle informazioni quando queste fanno comodo a chi comanda i giornali, altrimenti niente.

Quindi ecco compiuto il delitto perfetto: chi si oppone al referendum, quelli  che non vogliono che il popolo si esprima, quelli che  si sentono illuminati dall’alto, hanno vinto, o pensano di averlo fatto. Il tutto nel silenzio più totale. Del resto la democrazia e la sovranità interessano a ben pochi, anzi a nessuno. A quanto pare neppure agli italiani.

 


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