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Si muove finalmente qualcosa in Europa sul fronte Ets, dopo il pressing di Roma e Berlino

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Il primo a porre la questione è stato il ministro del made in Italy e delle imprese, Adolfo Urso che a fine febbraio disse senza termini che “Il sistema Ets dell’Ue è un’ulteriore tassa a carico delle imprese europee, che incide sui costi e ne limita la competitività. Chiederemo alla Commissione europea la sospensione fino a una sua profonda revisione che intervenga sui parametri di riferimento delle emissioni e sui meccanismi di assegnazione delle quote, incluso il rinvio della graduale eliminazione delle quote gratuite”.  Poche settimane dopo il ministro ne discusse con il vice presidente esecutivo della Ue, con delega all’industria, Stephane Sejournè, in visita a Roma, che si mostrò aperto al confronto su una misura, che le imprese europee vedono come fumo begli occhi, soprattutto per come è stata gestito il meccanismo degli scambi di certificati di Co2, diventati ormai preda della speculazione finanziaria, perdendo la loro caratteristica di sostenibilità ambientale.

Giorgia Meloni che accusa il sistema degli Ets di gonfiare i prezzi dell’elettricità e di rappresentare un costo ulteriore per le imprese. Ora finalmente pare, almeno secondo quanto scrive Euractiv, agenzia di stampa europea, che qualcosa in Europa si stia muovendo su questo fronte.

Secondo quanto emerso da fonti interne, la Commissione europea starebbe pensando di assegnare nei prossimi anni un numero maggiore di permessi di emissione di CO2 gratuiti rispetto a quanto inizialmente previsto, a seguito delle pressioni esercitate da Berlino e Roma. Questo avrebbe certamente l’effetto di diminuire il valore degli ets e spezzare la spirale dannosa delle speculazione, riducendo il costo per le imprese.

L’industria pesante dell’UE, soggetta al prezzo del carbonio più alto al mondo attraverso il sistema di scambio di quote di emissione (ETS), ha storicamente beneficiato di un’elevata percentuale di emissioni gratuite, a condizione che migliorasse le proprie prestazioni.

“L’ultimo aggiornamento del quadro normativo, noto come benchmark ETS, è stato oggetto di forti critiche in quanto avrebbe ridotto significativamente le “assegnazioni gratuite” per l’industria chimica e cartaria dal 2026 al 2030, con gli impianti nordici a biomassa che avrebbero fissato parametri di riferimento ritenuti irraggiungibili per l’UE continentale.” si legge nel resoconto dell’agenzia di stampa di Bruxelles

Per “rispondere alle preoccupazioni dell’industria”, l’esecutivo UE sta rivedendo il proprio approccio. Invece di considerare solo le emissioni dirette, i permessi gratuiti saranno collegati anche alle emissioni indirette, secondo una presentazione tenuta giovedì agli esperti nazionali dell’UE.

Il nuovo approccio si tradurrebbe in “4 miliardi di euro in più di assegnazioni gratuite”, si legge nel documento ottenuto da Euractiv. “È positivo che la Commissione stia sfruttando tutte le possibilità per fornire un maggior numero di certificati gratuiti”, ha dichiarato Peter Liese, eurodeputato tedesco del Partito Popolare Europeo di centro-destra.
In precedenza, sia Berlino che Roma avevano sollecitato Bruxelles a modificare il proprio approccio al quadro normativo gratuito sulle emissioni di carbonio. Secondo il documento, una nuova bozza di parametro di riferimento sarà presentata all’inizio di giugno e adottata entro la fine del mese. La Commissione ha anche già  proposto modifiche per gestire la volatilità dei prezzi, prevedendo di mantenere stock di quote (oltre i 400 milioni) per evitare picchi speculativi.

Inoltre la Commissione europea ha adottato un quadro temporaneo per gli aiuti di Stato per consentire agli Stati membri di sostenere l’economia dell’UE nel contesto della crisi in Medio Oriente. Il quadro temporaneo per gli aiuti di Stato in risposta alla crisi in Medio Oriente è un quadro mirato e temporaneo pensato per far fronte agli effetti della crisi su alcuni dei settori più esposti dell’economia: agricoltura, pesca, trasporti e industrie ad alta intensità energetica. Il quadro temporaneo sarà operativo fino al 31 dicembre 2026.

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