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Golfo dell’Oman: Apache USA abbattuto dall’Iran. L’equipaggio salvato da una barca-drone, prima assoluta. Rotta la tregua

Tensione alle stelle nel Golfo dell’Oman: l’Iran abbatte un elicottero Apache americano. In una missione storica, i piloti vengono salvati da una nave-drone senza pilota. Ora Trump annuncia ritorsioni immediate.

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La tecnologia militare ha appena fatto un salto in avanti notevole, e lo ha fatto nel modo più drammatico possibile. Nelle acque agitate del Golfo dell’Oman, vicino allo Stretto di Hormuz, un elicottero d’attacco AH-64 Apache dell’esercito degli Stati Uniti è stato abbattuto dall’Iran.

L’incidente, avvenuto la sera dell’8 giugno, segna non solo la fine del cessate il fuoco di aprile, ma rappresenta una prima assoluta nella storia militare: l’equipaggio è stato salvato da una nave-drone senza pilota.

I fatti e il salvataggio robotico

I due membri dell’equipaggio stavano pattugliando le acque regionali per proteggere le navi commerciali, una missione vitale per garantire il flusso delle merci e del petrolio. Dopo l’abbattimento, le operazioni di recupero sono state fulminee. Entro due ore, i piloti, rimasti illesi, sono stati portati in salvo.

La vera novità è il mezzo utilizzato. Invece di inviare una squadra di soccorso tradizionale – che avrebbe richiesto elicotteri pesanti, aerei di supporto e messo a rischio decine di altre vite in territorio ostile – la Marina americana ha impiegato un USV (Uncrewed Surface Vessel), ovvero una barca-drone di superficie.

USV , banrca senza pilota, della Task Force 59 US Navy

  • Il primato: È il primo caso riconosciuto di un’operazione di ricerca e soccorso (CSAR) in mare condotta da un mezzo navale senza pilota.
  • La Task Force 59: L’operazione è stata guidata dal Comando Centrale delle Forze Navali USA e dalla celebre Task Force 59, l’unità della Marina specializzata nello sviluppo di droni in Medio Oriente.
  • Azzardo zero: L’uso della barca-drone ha garantito il successo della missione senza mettere in pericolo altri uomini. In un’area densamente difesa, un drone navale può infiltrarsi silenziosamente, recuperare l’equipaggio e tornare alla base, il tutto in modo controllato, senza rischiare di mettere a rischio altre vite umane, come successo quando è stato recuperato l’equipaggio di un F 15  abbattuto su monti Zagros.

Le implicazioni economiche e militari

In termini puramente economici e logistici, questo evento è uno spartiacque. Le operazioni di recupero in zone di guerra (CSAR) sono tradizionalmente tra le più costose e rischiose. Inviare velivoli specializzati per recuperare un pilota abbattuto significa spesso esporre asset da decine di milioni di dollari e decine di militari a un rischio altissimo. Se un drone viene distrutto durante il soccorso, si perde solo del capitale, ma nessuna vita umana. Una spesa che qualsiasi bilancio militare è più che felice di sostenere.

La reazione politica: fine della tregua

Il presidente Donald Trump, appena rientrato a Washington, ha confermato l’evento sul suo social network, Truth Social, usando parole che non lasciano spazio a dubbi: “Gli iraniani hanno abbattuto uno dei nostri sofisticatissimi elicotteri Apache… Gli Stati Uniti devono, per necessità, rispondere a questo attacco”.

Questa dichiarazione annulla di fatto il cessate il fuoco. Le ritorsioni americane sono attese a brevissimo. Le conseguenze di questa nuova fiammata di tensioni si faranno sentire immediatamente sui mercati, in particolare su quello energetico, con un probabile balzo del prezzo del greggio dovuto all’instabilità di uno degli stretti più importanti al mondo per il commercio marittimo.

 

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