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Settembre, nuovo anno 5779 nuova vita. (di Silvio Ceci)

 

 

Questo mese non solo segna la fine delle tradizionali vacanze estive con la ripresa delle ordinarie attività di lavoro e l’inizio dell’anno scolastico per milioni di studenti, ma marca un evento più specificamente spirituale che va ben al di là delle mondane occupazioni che ci assorbono quotidianamente.
Infatti, dal 9 all’11 Settembre le comunità israelitiche nel mondo celebrano il Capodanno secondo la tradizione ebraica che segue, come giusto, non il calendario gregoriano – come ormai assodato, ben poco affidabile ed inquinato da errori di calcolo che si sono accumulati nel corso dei secoli – ma quello, per così dire, eterno, fissato nell’Antico Testamento e che conta i giorni dalla creazione dell’universo fino ad oggi.
In base al più affidabile calendario dell’Antico Testamento, dunque, in questi giorni si festeggia l’anno 5779 dall’entrata dell’umanità nel disegno divino.
La tradizione religiosa assegna a tale evento però un significato ulteriore – che dà un risvolto più profondo ed impegnativo alla ricorrenza – giacché si ritiene che l’Eterno proceda, in questi giorni, all’esame del comportamento degli esseri umani per giudicarli in relazione alle loro azioni.  Per tale motivo, negli otto giorni successivi al Capodanno, i religiosi si impegnano a migliorare il loro comportamento, pentendosi di ogni colpa eventualmente commessa, in vista dell’espiazione della riconciliazione con Dio.
In questa sequenza di eventi vi è non solo una liturgia coinvolgente che per essere apprezzata richiede la presenza e la visione delle preghiere e dei riti , ma anche un messaggio profondo che, ritengo, vada al di là della appartenenza alla specifica religione. Infatti, solo attraverso il rinnovamento che nasce dall’impegno a riflettere sulle proprie azioni (giuste ed ingiuste) si può pensare al miglioramento dell’individuo e quindi dell’umanità.
Quanti di noi  possono affermare di avere svolto almeno una volta nella vita una seria riflessione su se stessi e sulla necessità di una elevazione nel comportamento tanto negli affari quanto nelle relazioni personali?
Credo ben pochi.
Io penso che se noi tutti – partendo ovviamente da chi ha funzioni di potere e di responsabilità – avessimo la umiltà – che nasce solo dalla consapevolezza dell’esistenza di una Forza che ci sovrasta e ci osserva, esattamente come insegna la tradizione ebraica – di fare un profondo e serio Autoesame con l’impegno a correggere i nostri errori, questo mondo potrebbe essere diverso e probabilmente migliore. Perché è solo dal confronto costante con se stessi si realizza la crescita dell’individuo e, in modo più ampio, del mondo.
L’esigenza di riflessione e di analisi si impone a tutti i livelli ed in tutti gli ambiti sociali, partendo ovviamente dall’ambito politico nel quale si decide il nostro destino di cittadini attraverso le leggi e l’amministrazione della macchina pubblica.
Si sa che la storia del nostro Paese è costellata di eventi torbidi e discutibili ma negli ultimi anni si sono verificati episodi indubbiamente clamorosi  che lasciano bene intendere una gestione del potere spesso senza scrupoli e senza principi etici rispettosi innanzitutto della collettività in nome della quale i politici agiscono. Non sto ad elencare i guasti – noti a tutti – creati da una classe politica impreparata e spesso volutamente dannosa ma i disagi derivanti da una consapevolmente cattiva gestione dei flussi migratori ed il disinteresse per un riassetto del sistema dei poteri, partendo dalla magistratura, ormai ben al di fuori dei suoi limiti costituzionali, con ricadute enormi sulla serenità del Paese, sono sotto gli occhi di tutti.
Fortunatamente nei mesi scorsi un cambiamento importante è avvenuto con la nascita di un nuovo Governo guidato dal Professore Giuseppe Conte che si è impegnato e sta dimostrando di muoversi in un’ottica diversa a tutela effettiva della gente.
La strada, dunque, è tracciata nel segno del Rinnovamento.
Partendo dal messaggio ebraico per il Capodanno, il mio auspicio è che l’anno nuovo sia innanzitutto contraddistinto dalla prosecuzione del percorso intrapreso dal nostro Governo, con interventi sostanziali che aiutino il Paese a risollevarsi dalla condizione critica nella quale è precipitato da troppo tempo ma anche che, nei prossimi giorni, gli uomini che hanno responsabilità importanti verso noi cittadini si dedichino a una attenta valutazione del loro ruolo, dell’impatto delle loro azioni sulla collettività e si impegnino a  correggere i propri sbagli per realizzare il perfezionamento necessario a loro stessi e, quindi, a noi che siamo i destinatari delle loro scelte.
Agli amici ebrei auguro un nuovo anno di pace e di serenità e a tutti gli altri una buona ripresa del lavoro nel segno del miglioramento costante.


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