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Lo stratega Jeff Sessions salva Trump: Comey licenziato e Clapper, Yates presto indagati. Poi sarà il turno di Berlino (assieme a Renzi?)

Mi dicono cose impressionanti dagli States. Che possono essere tradotte nel detto, “Non dire gatto fino a quando non lo hai nel sacco”.

Partiamo dai fatti: la ministro della giustizia ad interim USA nella transizione post giuramento del nuovo Presidente, quella che si rifiutò con motu proprio di attuare un ordine presidenziale, ossia a grande rischio di alto tradimento, è sotto indagine parlamentare per le intercettazioni su Trump durante la campagna presidenziale, un Watergate allargato. Clapper, il coordinatore di tutti i servizi segreti USA, è anch’egli sotto torchio ma da ex militare è più scaltro [e protetto] e sta buttando di fatto tutti i problemi dalla parte di Sally Yates.

Poi ieri la chiusura del cerchio: Comey, l’ormai ex capo dell’FBI, è stato licenziato ieri per non essere più in grado di dirigere il Buerau, In realtà il motivo è che non ha voluto procedere contro M.me Clinton ai tempi delle presidenziali pur avendo innanzi prove schiaccianti. In tutti i sensi (…).

Cosa significa tutto questo? Due cose. La prima, che Trump ha ceduto, sì, ma solo ai propri repubblicani ed ai militari, ottenendo in cambio la pulizia del passato, sia esso Clinton, Obama e tutto l’entourage stra schierato assunto dal primo presidente di colore degli USA (anche la governante della Casa Bianca, di colore anche lei, è stata licenziata). Aprendo la diga….

Secondo. A fronte del cedimento trumpiano su alcuni dossier, cedimento finalizzato alla pulizia delle incrostazioni clinton-obamiane, ora il Presidente ha carta bianca per muoversi di conseguenza, da qui l’indagine parlamentare sul duo Yates-Clapper ed il licenziamento di Comey. Si noti: le indagini federali in USA hanno due elementi imprescindibili, uno è l’accusa (l’FBI) e l’altro è l’approvazione dell’indagine (il Ministro della Giustizia, Jeff Sessions), ne manca uno e non parte nessun procedimento. Ossia, dalla nomina del nuovo capo dell’FBI partiranno le inchieste arenate ad arte, quelle che contano. Manca solo la nomina del nuovo capo dell’FBI che, scommetteteci, sarà iper-repubblicano.

Chi vincerà in tutto questo? Certamente i militari, che sono super partes, ma avranno la loro guerra. Probabilmente vincerà Trump (se non verrà eliminato dalle elites oscure nei prossimi 100 giorni, vedasi oltre) che, viste le ipotetiche malefatte clintoniane, con le indagini che verranno farà scoppiare un terremoto a Capitol Hill. A seguire verranno “regolati” i traditori, soprattutto quelli esterni agli USA che avevano scommesso troppo presto su un Trump normalizzato.

Una chicca, sapete da dove partirà l’offensiva globale trumpiana? Dalla pedofilia. Voi direte, ma che c’entra? Molto, anzi moltissimo. Purtroppo le elites globali evidentemente hanno qualche vizietto inconfessabile – magari anche esoterico, qualcuno – che sembrerebbe passare per l’abuso di minori, vi basti pensare che anche in Italia scompaiono ogni giorno (dati 2016) 5 bambini italiani. Per inciso, quello che nessuno vi dirà – ne sono certo – è che NON è stato Trump a licenziare il capo dell’FBI Comey ma il ministro della giustizia ed il suo vice, Rosenstein (quest’ultimo eletto convoto bipartisan Repubblicani-Democratici).

 

Nelle scorse settimane, nel quasi silenzio della stampa italica, è partita un’offensiva globale contro la pedofilia, 900 persone in tutto il mondo. Sapete chi ha mandato avanti l’inchiesta? L’FBI,  l’inchiesta è partita dagli USA dove il referente centrale è stato condannato a 30 anni, tutto deriva dal famoso Pizzagate basato a Washington molto vicino al Capitolio (questa è una nota per gli addetti ai lavori…). Ovvero, sembrerebbe che proprio i tentennamenti di Comey nel mandare avanti tale inchiesta – e non necessariamente quella su Hillary, che però potrebbe incrociarsi anche con questa – gli sia costato il posto, potendo così Trump giustificare il suo licenziamento.

Aggiungiamo anche che la nuova presidenza sta nominando decine di giudici federali USA, molti dei quali seguaci del fu Antonin Scalia, amato iper conservatore, ed avete capito dove si andrà a parare.

Chi è lo stratega nemico giurato dei pedofili? Jeff Sessions! (esiste un video in rete in cui lui scansa un famosissimo politico USA della scorsa amministrazione che cerca troppo intensamente di avvicinarsi a sua nipote durante una cerimonia se ricordo bene di comunione a cui era stato dovutamente invitato, …). Vedremo.

Insomma, tenetevi forte, con il nuovo capo dell’FBI cambieranno le cose; Trump ha solo dovuto prendere tempo, per attaccare successivamente. Un colpo al cerchio ed uno alla botte. In tale contesto la Germania – il vero stato canaglia come tradimento dell’atlantismo – sarà il prossimo obiettivo americano, il finanziatore occulto di tutte le attività contro Trump e contro gli interessi USA in EUropa, a cui mira a sostituirsi. E Renzi, affiliato al progetto di contenimento trumpiano – vedasi l’incontro con Obama a Milano di ieri – farà parte del repulisti, c’è da scommetterci. Già in un paio di occasioni gli è stato negato l’incontro a Washington con il neo presidente.

E ricordate che in Italia non è ancora successo niente: il capocentro CIA a Roma è ancora lo stesso, ossia l’ambasciatore americano nominato da Obama (incredibilmente non è stato cambiato nel bailamme succedutosi nei primi 100 giorni di Trump, guarda caso tutte le indagini “in canna” da novembre scorso sembrerebbe si siano improvvisamente arenate da circa due mesi, …).

Scommetto che manca poco all’avvicendamento.

Verrebbe da dire che giudici e politici italiani vanno avvisati, poco tempo.

Per chi ha orecchie per intendere.

Fantomas

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