CanadaDaziEconomiaUSA
Scontro totale tra USA e Canada: Carney vara dazi al 50%, ma per Ottawa rischia di essere un suicidio economico
Rappresaglia di Ottawa contro Washington: dazi al 50% su acciaio, alluminio ed elettrodomestici USA. Ma con un surplus commerciale e la manifattura alle strette, il Canada rischia un drammatico autogol economico.

La guerra commerciale nel Nord America è ufficialmente fuori controllo. Il governo canadese guidato da Mark Carney ha rotto gli indugi e ha varato una massiccia rappresaglia doganale contro gli Stati Uniti: dazi punitivi fino al 50% su un valore di 20 miliardi di dollari di beni americani a partire dall’8 settembre.
Una mossa di puro orgoglio politico che promette di rispondere “dollaro per dollaro” all’offensiva di Washington, ma che nei fatti rischia di trasformarsi in una trappola devastante per l’industria e i consumatori canadesi.
La lista nera di Ottawa: stangata su metalli e consumi
Il provvedimento colpisce circa 700 categorie di prodotti d’importazione a stelle e strisce. La misura più pesante è il raddoppio immediato delle tariffe su acciaio e alluminio americani, che schizzano dal 25% al 50%.
Nel mirino del governo canadese finiscono anche:
- Attrezzi industriali, abbigliamento e prodotti forestali.
- Elettrodomestici di uso quotidiano e beni di largo consumo.
- Il comparto automobilistico, su cui resta confermato il dazio del 25% con un meccanismo a quote per non affossare del tutto le fabbriche integrate oltreconfine.
Lo stesso premier Carney, con il consueto realismo da ex banchiere centrale, è stato costretto ad ammettere l’amara verità: la rappresaglia farà salire i prezzi e ridurrà la scelta sugli scaffali per i cittadini canadesi.
La trappola delle forniture: dove troverà l’acciaio il Canada?
Colpire l’acciaio e l’alluminio statunitensi significa tagliare i ponti con il fornitore naturale e più vicino. Per le imprese manifatturiere canadesi si apre ora un rebus logistico drammatico.
L’Europa, fiaccata dai costi energetici e dalla deindustrializzazione, non è minimamente competitiva sui prezzi. Le rotte marittime dal Golfo Persico e dal Medio Oriente rimangono parzialmente compromesse da tensioni e colli di bottiglia logistici. A Ottawa non resta che rivolgersi alla Cina o ai paesi del Sud-Est asiatico. Una soluzione scomoda, lontana, costosa in termini di noli navali e politicamente paradossale per un governo occidentale che dichiara di voler difendere la sicurezza nazionale.
I numeri del commercio: Davide contro Golia (ma senza fionda)
La sproporzione economica tra i due paesi rende questa prova di forza quasi donchisciottesca. L’economia canadese è circa un dodicesimo di quella americana.
Soprattutto, il Canada gode di un consistente surplus commerciale nei confronti degli Stati Uniti. I dati ufficiali per il 2025 (espressi tutti in dollari USA) mostrano con chiarezza la bilancia degli scambi:
| Fonte / Ambito | Import USA dal Canada | Export USA verso Canada | Saldo per gli USA |
| USTR (Solo merci) | 383,0 miliardi $ | 336,5 miliardi ì | Deficit 46,4 mld |
| Statistics Canada (Merci) | 425,0 miliardi $ | 365,4 miliardi | Deficit 59,6 mild |
| USAFacts / BEA (Merci + Servizi) | 453,6 miliardi $ | 426,3 miliardi | Defcit 27,3 mld |
A seconda dei metodi di calcolo e dell’inclusione dei servizi, il disavanzo statunitense oscilla tra i 27,3 e i 59,6 miliardi di dollari. Comunque gli USA, sulle merci sono in deficit, e forte.
Questo significa una cosa precisa: il Canada esporta negli USA molto più di quanto importa. Chi è in surplus commerciale ha tutto da perdere in una guerra tariffaria frontale.
Un conto salatissimo per il bilancio pubblico
Il paradosso finale è contabile. Il governo canadese prevede già di spendere per sostenere le proprie aziende esportatrici danneggiate dai dazi americani molto più di quanto riuscirà a incassare dalle nuove tariffe doganali.
Ottawa rischia di trovarsi con entrate tariffarie limitate, una spesa pubblica alle stelle per i sussidi industriali e un’inflazione interna importata. Come ha ironizzato la stampa d’oltreoceano, presentarsi a uno scontro a fuoco con una scacciacani non è una strategia vincente. Difficilmente Trump lascerà correre la risposta di Carney e lo scontro è destinato a decollare a livelli superiori, soprattutto nel breve periodo. Che farà a quel punto Carney? Sovvenzionerà tutta l’industria?







You must be logged in to post a comment Login