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Scivolone de La Stampa sulle interferenze russe nelle elezioni italiane. Le prese in giro sul web.

 

 

Oggi, 17 febbraio 2018, una delle principali (o almeno così ancora accreditate) testate giornalistiche italiane ha titolato:

precisando nel sottotitolo: “Nostra inchiesta. Sospetti su cinque account twitter a favore di 5Stelle e Lega”. Nell’articolo, che riportiamo integralmente a firma del corrispondente da New York Paolo Mastrolilli,

http://www.lastampa.it/2018/02/17/esteri/cos-la-propaganda-social-filorussa-prova-a-influenzare-il-voto-italiano-VezZWg2zS7epq56vUjFPsL/pagina.html

a supporto della tesi che i potenti mezzi a disposizione della Russia di Putin stanno influenzando le prossime elezioni politiche italiane, il giornalista  chiama in causa cinque account twitter

@DoctorWho744, @CorryLoddo, @lucamedico, @Outis2000, @FrancoSuSarellu

rei di “seminare” propaganda a favore del M5S e Lega. Ora,  anche i più inesperti fra coloro che hanno accesso a Twitter, andando a verificare gli account citati nell’articolo de La Stampa, hanno potuto facilmente verificare che si tratta di profili estremamente marginali visto i follower (persone che seguono l’account) che come da foto ammontano complessivamente (!!!) a 1353 seguaci!


e il quinto inesistente;

Ora La Stampa è liberissima di fare il titolone di apertura che desidera dove sostiene che 5 account Twitter (di cui uno non esistente) con nientepopodimeno (!!!) 1352 follower complessivi e 382 following (persone seguite da questi account) siano al soldo dei russi per manipolare le elezioni in Italia, ma dopo non devono lamentarsi se la loro reputazione e credibilità vada sotto zero e se sul web parte la gara delle risate!

Ma l’aspetto più inquietante di questa, per loro stessa ammissione, “nostra inchiesta”, è che Mastrolilli specifica nell’articolo che “un’autorevole fonte internazionale” gli abbia segnalato questi account Twitter e che per uno di questi “L’attività della casella e-mail sarebbe molto limitata: riceverebbe molta posta di spam, compresi tentativi di phishing, ma si limiterebbe ad inviare pochi messaggi all’anno. L’account avrebbe messaggistica privatamente con meno di 10 persone negli ultimi 4 anni, tra Twitter e Facebook”.

Cosa??? Come hanno fatto a sapere queste cose se non si è violato l’account e-mail? Lo sanno anche i bambini che è un reato gravissimo di privacy previsto in tutto il mondo a meno che non ci sia una specifica richiesta della Magistratura. La Polizia Postale è gentilmente pregata di verificare… perché i casi sono due: o La Stampa ha scritto baggianate (in inglese Fake news) o ha avuto accesso agli account e-mail.

Di una cosa comunque siamo certi: se il giornale di Torino ha paura che 5 account Twitter, tanto da farne il titolone d’apertura, con miseri complessivi 1352 follower, siano in grado di condizionare le elezioni in Italia agli ordini dei russi, tutti si chiedono divertiti dove dovranno andare a nascondersi quando decine di milioni di italiani voteranno schifati proprio contro chi hanno loro stessi sostenuto stoicamente con devozione sulle stesse pagine fino alla fine?

admin

 


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