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Il prof. Sapelli, dopo averci fatto temere che fosse passato all’altra sponda, oggi conferma: l’unico alleato dell’Italia è Washington (alla buon’ora!)

Secondo il New York Times del 3 Febbraio 2017, per i Repubblicani – ossia per il partito di Trump – l’Italia è IL MIGLIOR alleato non anglosassone (addirittura più dell’Irlanda…).

Ho sempre stimato il prof. Giulio Sapelli. O meglio l’ho stimato moltissimo fino all’alba della crisi, poi due anni ancora. Di seguito ho temuto prima per la sua salute mentale – si sa, l’età è il nemico inesorabile dell’uomo con intelletto – poi per il timore che fosse passato all’altra sponda, quella degli avversari dell’Italia. Sono uomo di mondo (pur non avendo fatto il militare a Cuneo) e dunque comprendo che un soggetto con tanti ruoli istituzionali, consulenziali, magari anche di presidenza in Fondazioni importanti, certe volte debba passare per il silenzio se vuole evitare di assecondare posizioni inconciliabili con la propria etica (…).

Forse Giulio Sapelli ha taciuto un po’ troppo in passato – in relazione ai reali effetti e conseguenze della crisi economica legati al timone franco-tedesco dell’EU -, diciamo dal 2013 fino a qualche mese fa, quando piano piano lo abbiamo visto riemergere con le sue brillanti elucubrazioni.

Meno male, temevo di aver perso uno dei più lucidi pensatori geostrategici italiani degli ultimi 30 anni.

Detto questo, in particolare mi ha colpito oggi un suo commento su Il Sussidiario (vedasi sotto), che di fatto ricalca le nostre posizioni prese in sua latitanza mediatica: ci sta, per uno come lo scrivente che guarda i risultati e non vuole altro in cambio, l’importante è portare il testimone, quello “giusto”. In particolare oggi vedo la formazione – chiara – di un fronte a difesa degli interessi nazionali finalmente resosi conto di non avere assolutamente nulla da guadagnare dal cedere le armi all’asse franco-tedesco in EUropa. La riapparizione mediaticamente urticante del prof. Sapelli ne è un chiaro sintomo.

Storicamente l’Italia deve il suo passato benessere all’assenza di subalternità a Francia e/o Germania, almeno guardando indietro agli ultimi 1000 anni. Oggi non si fa eccezione: l’enorme crescita del benessere italico a partire dal dopoguerra deriva dalla Pax Americana post WWII che ha permesso all’Italia di “non doversi proeccupare” degli ingombranti ed invidiosi vicini, abituati da centinaia di anni a far pagare il loro scellerato stile di vita – parlo soprattutto dei francesi – alle colonie ed ai paesi vicini. Appunto, oggi l’Italia – in un momento di apparente debolezza USA –  in assenza di propria reazione è destinata a diventare colonia franco-tedesca. E Sapelli l’ha chiarito molto bene nel suo articolo di oggi individuando con precisione chi è l’unico vero alleato di Roma nella querelle EUropea, che ormai sta volgendo in tragedia: gli USA.

Solo una cosa mi fa piacere, nel disastro dei fatti: di averci visto giusto nel periodo di assenza del Sapelli, io ed i miei colleghi di Scenarieconomici.it, senza avere nè la preparazione nè l’audiance del professore. Questo vuol dire che una società civile può nascere dove nessuno se lo aspetta, con buona volontà, un minimo di preparazione ed un po’ di fortuna.

Vedremo – e speriamo – se il professor Sapelli vorrà continuare a dare voce al dovuto dissenso verso questa EU di stampo neocoloniale enfatizzando i giusti concetti espressi con maestria nel suo articolo odierno, di cui riporto un brano. I riferimenti completi sono in calce, vedasi il LINK. Con buona pace di chi ancora non riesce a comprendere chi sono i veri alleati ed i reali nemici dell’Italia…

“… L’Italia è un vaso di coccio tra vasi di ferro. Della grande questione mondiale che sta entrando in gioco (il dominio del mondo attraverso il dominio dell’Africa, come il pensiero ottocentesco aveva bene inteso durante la prima colonizzazione capitalistica) all’Italia importa decisamente soprattutto la sopravvivenza delle sue radici nordafricane in Libia e Egitto in primis. Ma — ecco il punto — l’unico alleato che può far sopravvivere l’Italia, è l’alleato Usa. Di questa necessità vitale per l’Italia troppo spesso ci si dimentica. Guai a cedere alle sirene dell’esercito europeo e delle conseguente strategie e spese europee in armamenti: sarebbe la nostra fine e il vaso di coccio andrebbe in briciole.  …”

Riassumo solo un concetto chiave, per i lettori: attenti italiani, ad essere ignavi è un attimo perdere la libertà e finire schiavi.

Auguri.

MD

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Link all’articolo del prof. Sapelli sopra citato: 

http://www.ilsussidiario.net/News/Esteri/2017/9/2/LIBIA-E-MIGRANTI-L-Italia-stritolata-nella-nuova-guerra-per-l-Africa/780663/

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