Torna al centro del dibattito politico in Spagna la gestione dei fondi europei del Piano di ripresa Next Generation EU. La scorsa settimana la Corte dei Conti spagnola ha rivelato una serie di “modifiche di bilancio” che includevano l’utilizzo di 2,4 miliardi di euro provenienti dal Fondo per la Ripresa e la Resilienza (RRF), il principale motore del pacchetto di ripresa post-pandemia dell’UE, per integrare le pensioni nel 2024.
Il Next Generation Eu consiste in sovvenzioni e prestiti legati a specifici obiettivi di riforma economica e di investimento, inizialmente non destinati a spese ordinarie come la spesa sociale. Ma evidentemente la Spagna che ha gia subito un taglio dei fondi lo scorso anno, per non avere rispettato alcuni obiettivi del piano, ha pensato di utilizzare i fondi europei per mettere a posto i propri conti pubblici.
Madrid ha autorizzato l’utilizzo di “stanziamenti in eccedenza” dai fondi per la ripresa post-Covid, hanno affermato i revisori, a causa di un'”insufficienza di stanziamenti di bilancio per far fronte a obblighi inevitabili relativi alle pensioni del servizio civile”. Le modifiche eccezionali “avrebbero dovuto essere meglio giustificate”, hanno concluso i revisori. La Spagna è il secondo maggiore beneficiario dei fondi post-pandemia dell’UE, avendo già ricevuto 60,5 miliardi di euro in sovvenzioni e 17,3 miliardi di euro in prestiti dal pacchetto di ripresa europeo complessivo di 724 miliardi di euro.
Secondo il giornale spagnolo El Mundo, almeno 8,5 miliardi di euro sarebbero stati utilizzati per coprire pensioni, Reddito Minimo Vitale, altre spese sociali e persino contributi destinati alle Poste. Tuttavia, il quotidiano non ha pubblicato dettagli precisi sulla distribuzione delle somme né sui capitoli di bilancio coinvolti.
La questione arriva dopo il caso già emerso nel 2024, quando la Corte dei Conti aveva segnalato lo spostamento di circa 2,3 miliardi di euro di fondi europei avanzati verso pensioni minime e pensioni passive.
Nella nuova inchiesta pubblicata da El Mundo, il giornale parla di documenti relativi a modifiche di bilancio effettuate dal Governo spagnolo. Secondo quanto riportato, le risorse europee sarebbero state riallocate verso spese correnti dello Stato.
«È assolutamente inaccettabile utilizzare i fondi UE del RRF per coprire i problemi di bilancio del sistema pensionistico nazionale», ha dichiarato lunedì al quotidiano El Mundo Andreas Schwab, presidente della commissione per il controllo dei bilanci del Parlamento europeo.
Elías Bendodo, figura di spicco del Partito Popolare conservatore, ha messo in guardia contro possibili sanzioni da parte dell’UE, sostenendo che tali misure siano la conseguenza del mancato approvazione del bilancio statale da parte di Sánchez. “Le conseguenze stanno peggiorando sempre di più”, ha dichiarato la scorsa settimana.
Di fronte allo stallo parlamentare, Sánchez si è appoggiato pesantemente al suo piano di spesa per il 2023 – il più consistente della storia – rinnovandolo più volte per garantire il funzionamento dello Stato in assenza del sostegno dei suoi partner di coalizione, sin dal suo secondo mandato.
A fronte della crescente pressione dovuta all’invecchiamento della popolazione, la sostenibilità del sistema pensionistico rappresenta la principale sfida fiscale a lungo termine per il governo spagnolo. Secondo uno studio dell’OCSE, nel 2025 la Spagna ha destinato il 13,7% del suo PIL alla spesa pensionistica. Lo studio prevede che entro il 2050 la Spagna sarà il Paese con la maggiore quota del PIL destinata alla spesa pensionistica, pari al 17,3%.
La Commissione europea ha dichiarato di essere “attualmente impegnata nell’esame delle informazioni e in contatto con le autorità spagnole”, ha affermato un portavoce, aggiungendo che le capitali dell’UE “potrebbero anche utilizzare la liquidità derivante dai pagamenti del RRF per coprire altre spese”.
Il ministero delle Finanze spagnolo ha respinto le accuse, negando che i fondi del Piano di ripresa europeo siano stati utilizzati per finalità diverse da quelle autorizzate.
Anche il ministro dell’Economia e vicepresidente Carlos Cuerpo ha difeso l’operato dell’esecutivo, spiegando che il Paese si trova in una situazione di proroga del bilancio statale dal 2023 e che, in questo contesto, sono necessari continui aggiustamenti tecnici tra le diverse voci di spesa.
“Si tratta di una situazione di totale normalità”, ha dichiarato il ministro durante un intervento a Siviglia, ricordando inoltre che la stessa Corte dei Conti ha approvato il Conto Generale dello Stato.
La vicenda ha avuto immediate conseguenze politiche anche a Bruxelles. I gruppi del Partito Popolare spagnolo e di Vox al Parlamento europeo hanno presentato interrogazioni formali alla Commissione europea chiedendo chiarimenti sulla gestione dei fondi Next Generation in Spagna.
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