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Saldo attivo record a Marzo 2015 della Bilancia Commerciale extra UE, ma occhio al boom di Import dalla Cina

A Marzo 2015, crescono su Febbraio sia export (+2,2%) che Import (+4,8%) extra UE, mentre su base annua le variazioni sono +13,2% per export e +9,0% per import, con avanzo commerciale di 3,6 miliardi (era 2,7 miliardi a marzo 2014). 

Nel trimestre Gen-Mar 2015 abbiamo variazione annua del +6,1% per export e -1,4% per import; a prima vista sembrerebbe un’ulteriore miglioramento del saldo, ma in realta’, vi sono segnali preoccupanti quali:

  1. Al netto del saldo energetico (ove prezzi petroliferi sono crollati), il saldo vede export +7,5% ed import +12,5%
  2. La corsa delle Importazioni e’ imponente nei beni di consumo durevoli, con +18,2% nel trimestre e +38,2% nel solo mese di Marzo (e non nei semilavorati e di investimento, che sarebbero un segnale che le imprese “marciano”), verosimilmente sia per effetto di conquista di quote di mercato (specie dalla Cina) a spese dell’industria mazionale, sia per riportare le scorte a livelli accettabili
  3. I dati dell’export di Febbraio e Marzo sono stati “drogati” da vendite di navi ed a Marzo da un giorno lavorativo in piu’

I 3 punti di cui sopra, segnalano, che al netto dell’andamento eccezionale del prezzo del petrolio e del gas, il saldo manifatturiero e’ in fase di netto deterioramento, nonostante fattori quali il deprezzamento dell’euro verso il dollaro, e nonostante la “ripresa” in larga parte dei nostria paesi competitori sia assai piu’ sostenuta di quella italiana. Cio’ significa semplicemente che c’e’ un deterioramento della nostra competitivita’, che si sta traducendo, al netto di fattori eccezionali, in una riduzione dell’attivo manifatturiero.

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Da Istat

A marzo 2015, rispetto al mese precedente, entrambi i flussi commerciali sono in espansione, con un incremento più marcato per le importazioni (+4,8%) che per le esportazioni (+2,2%).

La crescita congiunturale dell’import è diffusa a tutti i raggruppamenti principali di beni, esclusi i beni strumentali (-0,6%). Gli acquisti di energia (+7,7%) e di beni di consumo (+7,0%) sono in rilevante espansione.

Il più contenuto incremento congiunturale dell’export è sostenuto dall’energia (+19,1%), dai beni di consumo non durevoli (+5,9%) e dai beni intermedi (+2.4%). Le vendite di beni di consumo durevoli (-4,0%) e di beni strumentali (-0,4%) sono invece in flessione.

Nell’ultimo trimestre, la dinamica congiunturale dell’export verso i paesi extra Ue si conferma positiva (+2,9%) e risulta più ampia (+4,2%) al netto della forte flessione dell’energia (-18,9%). Tra i prodotti non energetici, la crescita delle vendite di beni strumentali è la più marcata (+7,5%).

Nello stesso periodo, la crescita congiunturale delle importazioni è più moderata (+0,3%) e investe tutti i comparti, escluso quello energetico (-11,5%). Al netto della componente energetica, le importazioni crescono del 4,9%.

A marzo 2015, la forte crescita tendenziale dell’export (+13,2%) è condizionata sia da una differenza nei giorni lavorativi (22 a marzo 2015 rispetto a 21 a marzo 2014, per un contributo pari a +1,7 punti percentuali) sia, in misura più rilevante, dal forte incremento dell’export di mezzi di navigazione marittima (per un contributo pari a +2,3 punti percentuali).

Anche al netto di questi effetti, la crescita tendenziale delle vendite sui mercati extra Ue risulta ampiamente positiva e particolarmente marcata anche per i prodotti intermedi (+13,1%) e i beni di consumo non durevoli (+11,0%).

Le importazioni registrano un incremento tendenziale del 9,0%. Al netto della componente energetica (-15,7%), la crescita degli acquisti dai paesi extra Ue è più ampia (+20,5%) e diffusa a tutti i comparti.

A marzo 2015 l’avanzo commerciale è pari a 3.581 milioni di euro (+2.704 milioni a marzo 2014). Il surplus nell’interscambio di prodotti non energetici è pari a 6,2 miliardi, rispetto ai 5,9 miliardi di marzo 2014.

Nel mese di marzo 2015, i mercati di sbocco più dinamici sono Stati Uniti (+44,1% che si riduce a +32,3% al netto dei mezzi di navigazione marittima) e paesi OPEC (+18,3%); le vendite verso la Russia (-24,0%) sono invece in forte calo. Le importazioni da Cina (+51,9%) e Svizzera (+20,9%) presentano una marcata espansione

GPG

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