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Rothweiler: AfD non è un partito nazista (di Marcello Bussi – Milano Finanza)

Martin Rothweiler non ce l’ha fatta a essere eletto. Ma è comunque soddisfatto perché il suo partito, Alternativa per la Germania (AfD), ha avuto un risultato sorprendente, conquistando il 12,6% dei voti e 94 seggi, entrando per la prima volta in parlamento. Rothweiler è un esponente della prima ora del partito, che ha avuto diverse metamorfosi e parla molto bene l’italiano avendo vissuto a lungo nella Penisola. Ovviamente trova assurdi i paragoni con il partito nazista: “Il classico fango che si getta per evitare di parlare delle nostre risposte ai problemi. Sono accuse ridicole, basti pensare che la nostra co-leader, Alice Weidel, è lesbica e ha una compagna originaria dello Sri Lanka”.

Quindi come definirebbe AfD? “Alternativa per la Germania è nata nel 2013 e si è chiamata così perché la cancelliera Angela Merkel continua a ripetere il mantra: non c’è alternativa. Non c’è alternativa ai salvataggi bancari, non c’è alternativa all’apertura delle frontiere. Noi vogliamo dimostrare che un’alternativa c’è. All’inizio il nostro tema prioritario era il ritorno alla sovranità monetaria, quindi no all’euro. Poi c’è stata la sciagurata decisione della Merkel di lasciare le frontiere incondizionatamente aperte e questo è diventato il tema prevalente della nostra campagna elettorale”

Quindi voi siete contro la Bce, anche se è a trazione tedesca? “Noi siamo per l’abolizione della Bce. abbiamo ceduto sovranità a un potere in cui solo in apparenza abbiamo la leadership. Per noi tedeschi l’euro è troppo debole, per voi italiani è invece troppo forte. Non potremo mai arrivare a una politica economica che vada bene sia per la Germania che per l’Italia. I veri europeisti siamo noi perché vogliamo che le monete dei vari Stati tornino a fluttuare liberamente per adeguarsi alle reali condizioni economiche. Le politiche attuali dettate dalla Merkel invece distruggono i Paesi dell’Europa meridionale.

Fatto sta che la Bce continuerà a esistere nel prevedibile futuro e in Italia c’è una gran paura che dopo Mario Draghi prenda il timone il presidente della Bundesbank, Jens Weidmann. “Non credo che Weidmann abbia possibilità di diventare presidente della Bce. Vedo una grande difficoltà nel ritornare a una politica monetaria con tassi d’interesse più alti. La verità è che anche in Germania la virtuosità funziona solo con tassi d’interesse bassi. Anche noi avremmo grossi problemi con un costo del denaro più elevato”

Se quello per AfD è un voto di protesta, allora vuol dire che in Germania non si sta poi così bene: “Ricca Germania, poveri tedeschi. Da vent’anni i salari medi reali sono stagnanti. Recentemente il sindacato dei metalmeccanici ha firmato un accordo dove i contratti interinali possono durare fino a quattro anni. Questa non è più flessibilità, si sta andando verso un sistema quasi feudale. Il boom economico tedesco è una favola dei fratelli Grimm”

Nel vostro programma vi dite contrari all’abolizione del contante. “Assolutamente, non dovrebbero esserci limiti all’uso del contante, che significa libertà individuale. E’ giusto che io possa comprare una cosa senza che gli altri lo sappiano. Se tutte le nostre spese venissero controllate si rischierebbe di entrare in un sistema totalitario”

Sulla questione del passaggio all’auto elettrica qual è la posizione di AfD? “Ben venga l’auto elettrica, ma diciamo no a interventi del governo che ne impongano l’acquisto. I produttori tedeschi devono far dimenticare lo scandalo diesel: è stato un caso di doppia morale politica e di opacità dei manager tedeschi. Ma le auto elettriche non devono diventare una sorta di totem, a volte se ne parla come se fossero un sostituto della religione”

Come sarà il futuro governo? Alla fine verrà riproposta la grande coalizione con l’Spd oppure prevarrà il cosiddetto modello Giamaica, con la Merkel che si allea con i liberali e i verdi? “Al momento la soluzione più probabile è quella giamaicana. Anche se non è una coalizione credibile: come possono i liberali mettersi insieme ai verdi che hanno un’impostazione socialista? Comunque vada a a finire, però, l’obiettivo resta solo uno: concentrare sempre più potere a Bruxelles. Non cambierà un granché. Bisogna ancora peggiorare prima di migliorare”

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