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CON RENZI SARETE TUTTI RICCHI E FELICI

 

 

Le lodi a Renzi si sprecano. È un innovatore. Farà le riforme. Ha ridato speranza agli italiani. S’è aperta una nuova era. Usciremo presto dalla crisi. Forse finalmente abbiamo l’uomo giusto. Televisioni e giornali hanno istinti da processionarie e, se proprio non si seguono gli uni gli altri, cercano comunque di seguire i sentimenti dei lettori.

Luca Ricolfi fa eccezione: si è infatti ripetutamente segnalato per la sua indipendenza, per la capacità di irritare i lettori di sinistra e perfino di mettersi contro la sua parte politica. Dunque, quand’anche dicesse la cosa più ovvia, più di moda, più politically correct, andrebbe preso sul serio: almeno possiamo essere certi che ciò che scrive corrisponde alla sua personale opinione e che scriverebbe l’opposto se pensasse l’opposto.

Ieri ha scritto un articolo(1) in lode del nuovo Presidente del Consiglio, fornendo anche le sue ragioni del giudizio positivo: gli ottanta euro, il decreto Poletti sul lavoro e il fatto che “ha sdoganato, a sinistra, temi che fino a pochi mesi fa erano tabù: il ruolo conservatore del sindacato, gli eccessi della magistratura, l’intangibilità della Costituzione, il primato morale e culturale dei «professoroni», i rapporti con Berlusconi e il berlusconismo”. Cose che rendono “possibili riforme che altrimenti non avrebbero alcuna chance di essere attuate”. Anche se è vero che la tabella delle realizzazioni è in gravissimo ritardo sugli annunci di un paio di mesi fa, anche se di pagare i debiti dello Stato entro settembre il 2014 non se ne parla, pur essendo finito il tempo normale della luna di miele del governo Renzi gode ancora della fiducia degli italiani. Gli si perdona l’allungamento dei tempi e si continua a sperare che riesca a smuovere qualcosa, ad attuare qualche cambiamento, a dare qualche speranza alla nazione.

L’opinione, pur ben argomentata, non convince. Non che ci sia qualcosa di falso, in ciò che Ricolfi scrive, ma tutto è volto al futuro. Immaginiamo che un imprenditore sia sul punto di suicidarsi per i debiti e che gli compaia la Fata Turchina. Costei gli dà sei numeri e dice: “Giocali e vincerai all’Enalotto”. Chi potrebbe criticare l’imprenditore, se fosse felice e pieno di speranze? Tuttavia il problema è: quei numeri usciranno realmente?

Il favore di cui fruisce ancora Renzi dipende dal tipo di pubblicità esagerata che ha fatto fino ad ora. Si può reclamizzare un prodotto dicendo: “Questo detersivo lava perfettamente e lascia tutto gradevolmente profumato”. Ma lo slogan è facilmente battuto da chi vanta il suo detersivo dicendo che è il motivo per cui la tale attrice ha tanto successo ed è tanto desiderata. Affermazioni assurde, naturalmente. Ma mentre nel primo caso i consumatori non si entusiasmano certo, nel secondo caso pensano: “Questo prodotto non farà i miracoli che dicono, ma non può non avere almeno una parte delle qualità che declamano!

Vale anche per la politica. I Primi Ministri normali promettono parecchio – si parla sempre di “libro dei sogni” – ma rimangono nell’ambito della realtà vagamente plausibile. E appaiono grigi e smorti. Poi arriva Renzi e promette di attuare una riforma al mese, di aumentare la busta paga, di diminuire la pressione fiscale, di cambiare l’Europa, di renderci tutti trentenni, biondi e alti un metro e novanta. Come non credere che almeno qualcosa ci darà? Val la pena d’aspettare ancora un po’. Ecco lo stato d’animo corrente.

Ricolfi si illude, se pensa che gli italiani siano improvvisamente divenuti meno faziosi o meno proni alla demagogia sindacale. E ancor di più se crede che la Pubblica Amministrazione o i magistrati cederanno una parte dei loro privilegi senza combattere. Indubbiamente, se il giovane Premier riuscisse in sei mesi a dimezzare la disoccupazione gli permetteremmo anche di dire bene di Hitler. Il punto invece è: come lo tratteranno, gli italiani, quando si accorgeranno che il suo detersivo non fa miracoli e addirittura lava male? E non perché Renzi sia un imbecille, ma perché ciò che lui promette non lo può mantenere nessuno. Finché siamo alle parole, è un campione imbattibile e avrà tutti a favore; quando scenderà sul concreto – e il tempo lo obbligherà a scendere sul concreto – avrà tutti contro.

Non bisogna confondere previsioni ed auspici. Saremmo felici se Renzi avesse il più grande successo di tutti i tempi, perché sarebbe un successo dell’Italia. Ma una volta dissipata la nuvola della pubblicità, il giudizio della realtà è da temere. E non è con piacere che si può dire a Renzi: “Ci rivedremo a Filippi”.

Gianni Pardo, pardo.ilcannocchiale.it

1 giugno 2014

(1)http://www3.lastampa.it/fileadmin/mobile/editoriali.php?articolo=

 

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