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QUANTO INFLUISCE LA SVALUTAZIONE SU IMPORT ED EXPORT? Alcune indicazioni FMI

 

 

Un interessante intervento  sul blog del FMI di Gophinat, Adler e Cubeddu ci  fornisce dei dati utili per una discussione economica sugli effetti della svalutazione sui flussi di import exoprt a brevissimo e breve termine e dell’effetto che può avere la combinazione di politica valutaria e dazi sul commercio internazionale.

Ovviamente la politica valutaria è uno dei vari strumenti della politica economica e recentemente anche uno dei meno usati, dato che gli stati, normalmente, lasciano che sia il mercato libero a definire il cambio. Certo questo non può accadere quando si fa parte di un’unione monetaria, che vincola e blocca il processo di valutazione o di svalutazione delle ormai scomparse monete nazionali, ma torniamo al caso generale.

Un processo di svalutazione ha effetto attraverso due vie: da un lato incrementa le esportazioni, che diventano più convenienti, e sulle importazioni, rendendole meno competitive e più costose rispetto ai prodotti nazionali. L’azione però dello strumento valutario è lenta. Prendiamo come esempio una svalutazione del 10% di una valuta e vediamo gli effetti a 12 e  36 mesi, così come presentati dalle ricerche:

L’effetto sulla bilancia commerciale è del 0,6% al lordo degli effetti valutari e dello 0,3% al netto di questi effetti nei primi 12 mesi, dovuti essenzialmente ad una contrazione dell’import, mentre per quanto riguarda gli effetti a medio termine, cioè 3 anni, abbiamo un cambiamento della bilancia commerciale del 1,6% al lordo degli effetti valutari, 1,2% netto, ed in questo caso viene a smuovere anche l’export.

Passiamo a considerare il caso specifico dei rapporti fra Cina ed USA e l’adattarsi del cambio all’imposizione dei dazi. Abbiamo una progressiva svalutazione dello Yuan man mano che Trump viene ad imporre i dazi , nel tentativo di mantenere la competitività dell’export di Pechino e quindi di mantenere la bilancia commerciale al livello precedente:

 

Vediamo come il cambio abbia compensato l’andamento dei dazi USA, riducendone l’efficacia. Inoltre sarebbe interesante,nella valutazione dei dazi stessi, avere dei dati precisi sulle merci che li hanno evitati tramite triangolazioni in terzi paesi.

Il numero di casi di manipolazione dei cambi è sempre minore, come ci mostra il seguente grafico:

Gli squilibri dele bilance commerciali si stanno progressivamente riducendo e sono sempre meno causati dalle politiche sulla valuta, come si può notare dal ridursi delle riserve valutarie. Per diminuerie ulteriormente gli squilbri bisogna agire su altri strumenti di politica economica, come la Cina che dovrebbe agire su investimenti e Regno Unito e USA che dovrebbero invece puntare maggiormente su un miglioramento dell’export. Le raccomandazioni del FMI non rispondono però al caso dell’Italia e di tutti gli altri paesi dell’euro aerea, le cui valute risultano forzatamente sopravvalutate o sottovalutate perchè vincolate ad un cambio fisso. Purtroppo in questi casi le forze del mercato non possono agire.

 


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