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Quando Rosato (Pd) non voleva il Fiscal compact nel diritto originario dell’Unione. E allora perché oggi il Pd sta dalla parte della Commissione contro il Governo Conte? (di Giuseppe PALMA)

Era il 2011 quando l’allora segretario del Pd, Pierluigi Bersani, riteneva assurdo il pareggio di bilancio addirittura per Costituzione. Ma non passò neppure un anno che lui e tutto il Partito democratico votarono festanti la Legge costituzionale n. 1/2012, che prevedeva appunto la costituzionalizzazione del vincolo del pareggio di bilancio. Pochi mesi più tardi stesso copione col voto di ratifica parlamentare del Fiscal compact. Tutti felici per aver ingessato il Paese con un bel cappotto di cemento.

Poi arrivò Letta, quello che aveva giurato di “Morire per Maastricht“, e Renzi coi suoi annunciati pugni sul tavolo a Bruxelles. Quest’ultima esperienza si è poi risolta con una maggiore flessibilità da parte della Ue in cambio dell’invasione migratoria (Bonino e Fedeli docet).

Poi la riforma costituzionale Renzi-Boschi che inseriva in Costituzione il vincolo esterno europeo all’interno degli articoli che riguardavano la funzione legislativa delle Camere (fortunatamente respinta dal popolo in sede referendaria) e un impegno di massima lo scorso anno assunto dal Governo Gentiloni di inserire il Fiscal compact nel diritto derivato dell’Unione attraverso una direttiva.

Insomma, un vile tradimento perpetrato negli anni nei confronti dei principali fondamentali della Costituzione.

Ma nel 2017 è proprio il Pd, che oggi chiede al Governo Conte di rispettare le regole imposteci da Bruxelles (su tutte quella di fare pareggio di bilancio), ad impegare il Governo Gentiloni “a sostenere in sede europea l’opposizione all’incorporazione del contenuto del Fiscal compact nell’ordinamento giuridico dell’Unione europea“, cioè nei Trattati istitutivi.

Sto parlando della Mozione 1-01627 presentata da Ettore ROSATO nella seduta n. 793 di Mercoledì 10 maggio 2017: https://parlamento17.openpolis.it/atto/documento/id/401526

A questo punto viene da chiedersi se le feroci critiche di queste settimane mosse dal Pd al Governo Conte in tema di scontro con la Ue non siano soltanto strumentali. Se nel maggio 2017 Rosato & Co. impegnavano il Governo Gentiloni a battersi in sede europea per non far inserire il Fiscal compact nel diritto originario dell’Unione, per quale motivo il Def Padoan-Gentiloni dell’aprile di quest’anno ci impegnava per il 2019 a fare lo 0,9% di rapporto deficit/pil? E per quali ragioni il Pd  si è schierato in queste settimane al fianco della Commissione europea e contro l’attuale Governo italiano che invece vorrebbe superare la regola del pareggio di bilancio?

Mi viene da pensare che il Pd abbia una strana idea dell’interesse nazionale. Se governano loro, allora le regole europee si possono anche mettere in discussione (salvo poi obbedirvi come schiavetti felici), se invece governano gli altri allora ci vuole un attimo a schierarsi acriticamente con Bruxelles e contro gli interessi nazionali.

Avv. Giuseppe PALMA

 


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