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Profumi svaniti: Puig ed Estée Lauder annullano le nozze. Sarebbe nato un colosso?
Le trattative tra il colosso americano e la casa spagnola si fermano. Se fosse riuscita, l’operazione avrebbe creato un gigante da 35 miliardi di euro pronto a sfidare il dominio assoluto di L’Oréal. Tutti i numeri dell’accordo sfumato.

Alla fine, le promesse di un impero condiviso non sono bastate. Dopo mesi di trattative, la casa spagnola Puig e il colosso americano Estée Lauder hanno deciso di staccare la spina alla loro potenziale fusione. La comunicazione alla CNMV (la Consob spagnola) parla chiaro: non è stato raggiunto alcun accordo. Da un lato la rigidità delle famiglie fondatrici, dall’altro la complessa architettura necessaria per conciliare azionisti di minoranza e diverse classi di azioni; insomma, un ecosistema risultato troppo complesso da gestire. Le due aziende hanno riaffermato la volontà di proseguire in autonomia, concentrandosi sui rispettivi piani di crescita aziendale.
Ma, al di là delle dichiarazioni ufficiali di rito, vale la pena fare un esercizio pratico di fanta-economia. Cosa sarebbe successo se l’operazione fosse andata in porto?
La realtà è che questa fusione avrebbe riscritto radicalmente gli equilibri mondiali del lusso e della cosmetica. Avremmo assistito al battesimo del secondo gruppo di bellezza al mondo: una vera e propria corazzata con un valore stimato oltre i 35 miliardi di euro e ricavi combinati superiori ai 20 miliardi di euro.
L’obiettivo strategico era evidente: creare un “anti-L’Oréal” definitivo. Oggi il gigante francese domina il mercato con i suoi 47 miliardi di euro di fatturato. Un’entità combinata Estée Lauder-Puig avrebbe finalmente fornito a L’Oréal un concorrente capace di scontrarsi ad armi pari, unendo la potenza di fuoco americana nella cura della pelle con il predominio europeo e la vivacità del gruppo spagnolo nel settore dei profumi.
Vediamo come si sarebbe strutturato questo nuovo gigante globale, unendo le forze dei due marchi:
La divisione dei ricavi per categoria:
- Cura della pelle: 38%
- Profumi: 34%
- Trucco: 25%
- Cura dei capelli: 3%
| Area Geografica | Quota di Fatturato |
| Europa | 34% |
| Stati Uniti | 23% |
| Asia-Pacifico | 20% |
| Cina continentale | 15% |
| America Latina | 8% |
A livello finanziario, le indiscrezioni puntavano a una mossa da parte di Estée Lauder (con il supporto di JP Morgan) per reperire circa 5 miliardi di euro destinati a liquidare i piccoli azionisti, pagando il grosso dell’operazione in azioni. Questo schema avrebbe lasciato alla famiglia Puig circa il 25% di controllo sulla nuova realtà.
Sulla carta, si trattava di un incastro industriale perfetto, ma,, come la storia economica insegna, quando si cerca di fondere dinastie familiari, visioni a lungo termine e finanza strutturata, i numeri da soli non bastano a garantire il successo. Il mercato prende nota e il duopolio globale, per ora, è rimandato.







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