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PESANTI ALLUCINOGENI CONSENTONO AL CENTRO STUDI CONFINDUSTRIA DI VEDERE LA CRESCITA DA TIGRE ASIATICA PER IL 2015

Il Centro Studi Confindustria ha emesso la sua sentenza per il 2015 e il 2016, l’Italia uscirà dalla recessione con una crescita stimata essere molto robusta, le testuali parole sono:

CSC FEBBRAIO 2

Ovviamente, il centro studi è sempre stato molto preciso nelle sue precedenti previsioni, ha sempre centrato ogni sua stima:

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Sono più o meno sei gli anni in cui ha visto concretizzarsi ogni suo annuncio. Ma stavolta è diverso, stavolta vi sono 4 elementi il cui effetto combinato potrebbe, a loro avviso, far crescere il paese del 2,1%!

Questa la nota:

CSC FEBBRAIO 4

Vediamoli uno ad uno.

1) CROLLO DEL PREZZO DEL PETROLIO

SECONDO IL FMI IL CALO DEL PETROLIO DEL 10% GENERA UN INCREMENTO DEL PIL DELLO 0,2%, PERTANTO, SECONDO CSC, IL CALO ATTUALE DEL 55% GENERERA’ UN INCREMENTO DEL PIL PER OGNI SINGOLO PAESE IMPORTATORE DELL’1,1%

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Questo primo punto è un’applicazione semplicistica e priva di considerazioni specifiche relative al nostro paese, del coefficiente di produzione FMI. Purtroppo i nostri cari economisti si sono dimenticati di un fatto, il calo della benzina al massimo sarà stato se tutto va bene di 10-20 centesimi a partire da 1.50-1.60 euro il litro. Questo non è un calo del 55%! Rammento loro che il prezzo della benzina è in larga parte costituito da accise, e quelle IL SALSICCIAIO se ne guarda bene dal ridurle!

Cominciamo bene!

 

2) SVALUTAZIONE DELL’EURO

SECONDO CSC LA SVALUTAZIONE DELL’EURO DEL 16% GARANTIRA’ UNA SPINTA AL PIL PARI ALLO 0,8%!

CSC FEBBRAIO 5

Qui il discorso si fa importante, visto che la Marshall-Lerner per l’Italia è importantissima MA in questo caso ad effetto limitato per il fatto che le esportazioni (più o meno) al 70% sono INFRAUE e tante altre sono comunque in Euro, quindi al massimo parliamo di un’area DOLLARO che potrebbe rappresentare al massimo un 100 miliardi di euro e che riceverebbero una spinta no grandissima.

Non avendo ora sottomano i dati precisi degli scambi commerciali, devo utilizzare un dato che da tempo (2012) ho in mano e che INTESA SAN PAOLO aveva calcolato per le rivalutazioni dell’euro sul dollaro (così ho il parametro più vicino possibile nel tempo ad oggi):

CSC FEBBRAIO 6

Questo significa che da una svalutazione dell’euro del 10% ci si potrebbe attendere una crescita pari a 12 miliardi (ovvero proprio lo 0,8% da CSC stimato).

Beh! Via, questa volta ci siamo!

 

3) CALO DEI TASSI D’INTERESSE A LUNGO TERMINE

SECONDO CSC, IL CALO DEI TASSI D’INTERESSE A LUNGO TERMINE FA COSTARE MENO IL DENARO E, AGEVOLANDO INVESTIMENTI IN SCORTE E MACCHINARI, SPINGE IL PIL DI ALMENO UNO 0,2% !

In realtà di moneta è da tanto tempo che ce n’è a sufficienza:

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il problema è che LA SUA VELOCITA’ DI CIRCOLAZIONE E’ NULLA (le banche NON HANNO clienti a cui prestare l’enorme massa di liquidità creata):

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Anzi, il fenomeno è peggiorativo per le banche poiché PRESTANDO SEMPRE E SOLO AI SOLITI, IL TASSO CALA RIDUCENDO I RICAVI DELLE BANCHE A PARITA’ DI COSTO !

Per quanto sopra, direi che questo 0,2% in realtà non si determinerà in funzione dell’attuale allentamento monetario!

 

4) CRESCITA MONDIALE

SECONDO CSC LA SPINTA CHE LA CRESCITA MONDIALE DARA’ AL PIL ITALIANO E’ STIMABILE IN CIRCA 0,5% !

La crescita mondiale secondo il FMI rallenta alla grande

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La previsione ad ottobre era di un differenziale di crescita pari a 0,5%, da cui applicando il ns. coefficiente all’export del 30% avremmo potuto individuare una crescita pari allo 0,15%.

Le ultime previsioni, invece, parlano di un rallentamento della crescita che riduce già il differenziale:

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di conseguenza il 30% applicato allo 0,2% è un insignificante 0,06%!

In aggiunta a quanto sopra, anche il dato USA di dicembre 2015 parla proprio di un colossale rallentamento:

USA RALLENTA ECONOMIA

e quindi anche l’enorme spinta che ci attendiamo dall’export potrebbe invece dimostrarsi fallace.

 

Riassumendo, il CENTRO STUDI CONFINDUSTRIA pubblica la seguente tabella da me opportunamente corretta:

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Ora direte sicuramente voi: “BEH, MEGLIO UNA CRESCITA DELLO 0,86% PIUTTOSTO CHE LA RECESSIONE”

In questo io concordo con voi, d’altronde lavoro con aziende private che nulla hanno a che fare col pubblico, quindi auspico la piena ripresa dell’economia del mio paese. Il mio criticare il SALSICCIAIO e chi lo ha preceduto è perché so con certezza che questa crescita non ci sarà, ma questo lo vedremo intorno a fine febbraio.

Come spunto di riflessione aggiungo che i soli elementi aggiuntivi a quanto sopra sono gli INVESTIMENTI IN IMPIANTI E SCORTE DELLA FCA (ex Fiat) che sta per invadere il mondo con i suoi nuovi modelli WORLD ORIENTED e l’avvio dell’EXPO’ (sebbene voci interne all’organizzazione, che mi provengono direttamente dai piani alti, parlano di colossali ritardi tali da far prefigurare una pessima immagine nel mondo della nostra capacità organizzativa).

A riduzione di questo potenziale di crescita abbiamo invece tre pesantissimi elementi:

1) TERMINANO LE MOBILITA’ DI DURATA 12 MESI E QUINDI MOLTE PERSONE DA MAGGIO IN POI SARANNO SENZA RETRIBUZIONE E, OVVIAMENTE, SENZA POSSIBILITA’ DI SPESA;

2) RENZI HA FATTO UNA MANOVRA FINANZIARIA RESTRITTIVA PER LO 0,1% (PASSAGGIO DEL DEFICIT DAL 3% AL 2,9%);

3) LA UE RICHIEDERA’ A RENZI UNA MANOVRA ULTERIORE PARI AD UNO 0,25% (CHE PROBABILMENTE POTRANNO ESSERE PURE DI PIU’ VISTO CHE IL BUCO DI BILANCIO PARE, DICO PARE, STIA VIAGGIANDO INTORNO AL 3.7%-3,9&).

 

Ma queste sono cose di cui discuteremo a fine febbraio 2015.

 

Buona Domenica a tutti.

 

Maurizio Gustinicchi

Socio Sostenitore Lega Nord – Riscossa Italiana – Economia5Stelle

 

 

 

 

 

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