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Il perche dell’assonanza tra Berlusconi e Renzi: un’interpretazione dei fatti recenti

Bisogna svelare l’arcano: tra il Cav e Renzi corre buon sangue. Ma, si noti bene, tale buon sangue non sembrerebbe essere legato a “strani patti” o ad interessi particolari. O meglio, se di “strani patti” si tratta li conoscono solo loro…. Detto questo possiamo invece commentare un aspetto cruciale: Renzi sembrerebbe essere stato colpito dall’ingerenza straniera nella caduta di un primo ministro italiano, caduta che tanto rilievo ha avuto in ambito internazionale oltre ai tremendi effetti economici interni. Sarà perché capisce che potrebbe capitare anche a lui, sarà perchè vede un’occasione di riscatto o semplicemente un’opportunità, sarà per altre ragioni che non conosciamo ma è evidente che Matteo Renzi è stato davvero molto colpito da quanto accaduto a Berlusconi nel 2011, a partire dall’attacco francese alla Libya…

Forse il giovane Renzi più di molti scettici – costoro, magari, anche un po’ sprovveduti – crede nell’ingerenza esterna contro il vecchio Cavaliere ormai da mandare al capolinea. Sia quel che sia, ma certamente i suoi comportamenti attuali sembrano tenere conto di tale intima convinzione: in particolare i suoi atteggiamenti in Europa attendo che saranno estremamente duri e cinici con i cosiddetti partners continentali (scottato da quanto ho visto negli scorsi quattro anni, personalmente li considero degli avversari), finalizzati ad ottenere i risultati voluti Alto Rappresentante UE prima di tutto, bancando le ingiustizie subite dal suo anziano predecessore. Anche perché, non dimentichiamolo, il primo ministro dovrebbe essere – soprattutto quando tratta affari internazionali – come la nazionale italiana, non si può tifare contro. Può esserci antipatia o simpatia ma non si può sperare che il più alto rappresentante esecutivo del proprio paese fallisca, sarebbe come spararsi nel piede per far dispetto alla gamba. Chi, da italiano, spera che il proprio primo ministro faccia brutte figure all’estero o non raggiunga risultati utili per il proprio paese in ambito internazionale è da considerare un vero o proprio traditore. Ed è per questo che molta di quella sinistra che ha goduto a fare cadere il Cavaliere senza pensare alle conseguenze sarebbe da considerare tale: se di sentenze politiche contro il Cavaliere si tratterà e verrà provato nelle dovute sedi – il tempo è galantuomo -, chiedendomi prima di tutto se chi ha eventualmente tradito ha anche pensato a chi pagherà le proprie pensioni, si rischia di dover mettere mano al codice penale. Vedremo, per ora sono solo speculazioni ma non escludo che un giorno, magari non poi così lontano, possa emergere per via giudiziaria o da commissione di inchiesta parlamentare che qualcosa di sbagliato può essere stato fatto, qualcosa non contro il primo ministro eletto ma contro il Paese. E sarà anche da capire che ruolo ha eventualmente avuto una certa magistratura (…) oltre a chiarire quello di Mario Monti (…). Se il peggio dovesse accadere, alto tradimento, le pene dovrebbero essere massime e speriamo di non andare in guerra perché in tale situazione potrebbe scattare addirittura la pena di morte [l’assoluzione perchè il fatto non sussiste/non costituisce reato del Cavaliere nel processo Ruby dopo la prima condanna a 7 anni la dice lunga sulla gravità della situazione, c’è gente che per colpa della crisi economica si è suicidata: la stessa sinistra riteneva che la poca credibilità del Cavaliere – legata anche ai suoi guai giudiziari – fosse alla base del decollo dello spread….]. Andate a sentirvi cosa disse in tempi non sospetti il giudice Pignatone, procuratore capo di Roma (eletto con voto unanime del CSM, ossia al di sopra di qualsiasi sospetto di vicinanza al Caimano) in riguardo ad una certa prassi di certa magistratura atta a “bruciare” personaggi politici con sentenze già scritte, vedasi link sotto al minuto 22:45.

http://www.radio24.ilsole24ore.com/player.php?channel=2&idprogramma=mix24&date=2014-05-05&idpuntata=gSLAT2d3f

E’ chiaro per quanto sopra esposto che il sottoscritto non ha nessuna intenzione di fare l’errore dei bersaniani ad esempio, che andavano contro al Cavaliere ad ogni piè sospinto ed in ogni sede: il sottoscritto tifa affinchè Matteo Renzi possa ottenere il massimo risultato possibile in Europa sia in tema di flessibilità che di dietro front rispetto al rigore euro-tedesco, oltre che per una nomina italiana come Alto Rappresentante UE per la politica estera che tanto farebbe bene nella gestione dei rapporti con la Russia (paese legato a doppio filo all’Italia, anche questo è interesse nazionale). Resta invece intatto il diritto di [aspra] critica in relazione alle misure interne, ad oggi mi trovo spesso in disaccordo soprattutto in tema di misure economiche (oltre al fatto che ritengo Renzi sia ancora decisamente troppo tenero con i colleghi europei che hanno contribuito a mandare l’Italia non in recessione ma in depressione grazie ad una non solo inutile ma addirittura dannosa austerità, grazie Mario!!).

Concludo stigmatizzando un aspetto importante: chi sostiene E. Letta o M. Monti alla presidenza del Consiglio Europeo non ci dice che, per prassi interna all’Europa, non è possibile avere più di un soggetto apicale durante stesso mandato nei vari “governmental bodies” europei. Ossia se si nominasse Letta bisognerebbe automaticamente rinunciare a Draghi alla BCE, ossia a colui che più di tutti sta mettendo i bastoni fra le ruote ad una certa Germania (…), dimenticando che Draghi fu portato alla BCE dal tanto vituperato Cavaliere…. Quindi attenzione a supportare l’ex primo ministro italiano al posto di Van Rompuy, rischia di essere una polpettina avvelenata! Per altro temo che Letta e Monti siano stati candidati da paesi stranieri grazie ai loro servigi durante i governi austeri degli scorsi anni, governi che sono serviti più all’Eurogermania che all’Italia.

Tutto torna. Meno l’imprevedibilità di Renzi, a cui – pur non essendo il sottoscritto di sinistra – faccio un sentito in bocca al lupo.

Mitt Dolcino

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