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Oro e Argento: La Previsione di UBS su Nuovi Record tra Tensioni e Tassi Reali
L’incertezza globale spinge l’economia verso il punto di rottura: UBS lancia l’allarme sui tassi e prevede nuovi massimi storici per oro e argento. Scopri perché ogni crollo dei prezzi nasconde un’opportunità d’acquisto senza precedenti.

L’economia globale continua a ballare sul filo di un’incertezza strutturale, e i metalli preziosi tornano a fare la voce grossa. La banca d’investimento svizzera UBS ha confermato una visione decisamente rialzista: oro e argento sono destinati a segnare nuovi, storici massimi entro la fine dell’anno. Le banche centrali e i mercati finanziari sembrano aver trovato nei “beni rifugio” la vera risposta alle incognite geopolitiche e monetarie.
Secondo Joni Teves, precious metals strategist di UBS, le ragioni alla base del rally rimangono intatte. Anzi, la probabilità che i prezzi superino le previsioni di base nel medio e lungo periodo è in costante aumento. “Pensiamo che i prezzi possano riprendersi dai livelli attuali e continuare a segnare nuovi massimi quest’anno”, ha spiegato la strategist durante una recente presentazione.
I fondamentali che guidano questa corsa non si limitano alle tensioni in Medio Oriente. La spinta arriva da dinamiche macroeconomiche profonde:
- Domanda strutturale: L’oro sta diventando sempre più un asset chiave per la diversificazione dei portafogli, sostenuto da un ampliamento della base di investitori privati e istituzionali.
- Compressione dei tassi reali: Anche nell’ipotesi in cui la Federal Reserve mantenga i tassi stabili, un aumento dell’inflazione porterebbe a una naturale compressione dei tassi reali, ovvero la differenza tra tassi nominali e inflazione. Qualora la Fed fosse invece costretta a tagliare il costo del denaro per far fronte a un indebolimento della crescita, lo scenario offrirebbe un assist perfetto e fortemente rialzista per l’oro.
- Acquisti del settore ufficiale: Nonostante la recente volatilità, le banche centrali continuano a comprare, assorbendo l’offerta, riducendo la liquidità e facendo da “cuscinetto” ai prezzi nei momenti di stress. I dati preliminari del World Gold Council evidenziano nel primo trimestre acquisti sovrani leggermente superiori rispetto all’anno precedente.
- Solidità asiatica: Il sentiment rimane resiliente in Asia, con gli ETF cinesi che registrano forti afflussi netti, accompagnati da una robusta domanda fisica.
Ricadute economiche: un mercato ancora sotto-investito
Dal punto di vista dell’economia reale e degli investimenti strategici, il mercato dell’oro appare ancora sotto-investito rispetto all’enorme massa monetaria globale. Dopo aver toccato un drammatico picco storico di 5.600 dollari l’oncia a fine gennaio, il metallo giallo viaggia oggi in area 4.730 dollari. Questa attuale fase di consolidamento è vista da UBS come un’occasione tattica. Qualsiasi correzione che spinga i prezzi verso la soglia psicologica dei 4.000 dollari rappresenta, secondo gli analisti, un’opportunità di ingresso strategico.
Le prospettive per l’Argento: Beta elevato e rischi industriali
Le previsioni fornite da UBS sull’argento sono altrettanto costruttive. Il metallo bianco è atteso a una risalita parallela a quella dell’oro, trainato dai persistenti deficit di offerta e da un miglioramento generale dell’interesse speculativo.
“Ci aspettiamo che l’argento segua l’oro al rialzo. Man mano che l’oro segna nuovi massimi, anche l’argento dovrebbe farlo”, ha affermato Teves.
Spesso percepito come un’alternativa “ad alto beta”, cioè più forte della volatilità generale dei prezzi dei metalli preziosi, l’argento potrebbe persino sovraperformare in termini percentuali, sebbene il suo posizionamento resti più volatile e puramente tattico. Di seguito l’andamento recente nel grafico del COMEX argento: xagusd_cur (19).png.
| Metallo | Prezzo Attuale (ca.) | Target Fine Anno UBS |
| Oro | $4.730 / oz | $5.600 / oz |
| Argento | > $86 / oz | > $100 / oz |
Tuttavia, esistono delle criticità per l’economia industriale: l’argento ha una fortissima componente manifatturiera. Se la crescita globale dovesse subire una forte contrazione, una minore domanda da parte dell’industria potrebbe fungere da zavorra, smorzandone le performance. Al momento, il mercato resiste in cronico deficit grazie al costante calo delle scorte e alla massiccia domanda fisica proveniente da Cina, India e Medio Oriente.
Che succederà al mercato?
È altamente probabile che i prossimi mesi mostrino una marcata spaccatura: mentre i listini azionari e le valute tradizionali accuseranno la volatilità dettata dai dati sull’inflazione, l’accumulo istituzionale di asset tangibili proseguirà senza sosta. L’argento sarà anche aiutato dal fatto che viene utilizzato ampiamente nei pannelli solari, la cui vendità è spinta proprio dalla crisi petrolifera. Paradossalmente anche questo fattore spinge l’argento.








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