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Obama si schiera con la Grecia contro gli interessi tedeschi: la svolta USA arriva dopo la violazione tedesca dell’embargo alla Russia con il gas via nord stream?

Barack Obama

Gli amici americani non potranno dire di non essere stati avvertiti: come anticipato la Germania sta tradendo e tradirà gli interessi USA in Europa, è solo questione di tempo. La decisione di aumentare il flusso di gas russo via nord stream alla Germania, spiazzando i progetti del sud Europa (come ben evidenziato da Prodi, bravissimo a fare analisi fini a se stesse, ossia a vaticinare il disastro per il nostra paese, fare qualcosa mai eh?) va precisamente in tale direzione. Ossia Berlino sta mandando a ramengo il famoso corridoio sud centrato sul gas azero e prima sul Nabucco, progetti con enorme sponsor dei poteri che contano a Washington (vedasi sotto, da WSI).

Cattura Oabama Greece

Dunque, per ricapitolare, (1) prima la Germania ha incassato il supporto USA atto a consolidare il proprio predominio in Europa nel nome della difesa contro l’orso russo (che di orso ha ben poco, direi più una volpe in riferimento a Putin); (2) con tale supporto ha fatto fuori gli avversari scomodi nel post cirsi subprime (UK dalla gestione dell’EU e il miglior alleato non anglosassone degli USA in EU, Berlusconi, oggi senza poteri formali); (3) parallelamente ha ampliato la sua sfera di influenza all’est Europa con l’ampliamento dell’EU tedesca (moderno Drang nach Osten in veste EU, leggasi allargamento ad est anche se ingiustificato dai paramentri di convergenza economica, la Grecia è di fatto vittima di questa policy tedesca atta ad ampliare l’EU con il solo fine di soddisfare le ambizioni geopolitiche tedesche in Europa); (4) ed ora si appresta a tradire gli interessi USA andando a braccetto con Putin, a partire dal gas russo. Che sia chiaro, Putin è certamente il più grande statista al mondo dei nostri tempi con distanza da tutti gli altri, persona di cui non si può non avere rispetto.

Per gli ideali americani e per gli USA come entità ideologica chi scrive ha anche più rispetto ma purtroppo di fronte al disastro di una presidenza USA che sembra aver disfatto quanto di buono lo zio Sam ha costruito negli ultimi 70 anni questo aspetto diventa secondario, l’attesa fino al novembre 2016 sarà certamente snervante, le prossime elezioni presidenziali negli States intendo.

Resta il fatto che nella vicenda greca Obama sta dando piena ragione a Tsipras e torto al duo indissolubile Merkel/Schauble, ormai prossimi più a dei cabarettisti della politica europea che a dei veri statisti, è ormai chiaro a tutti che stanno prendendo in giro i paesi EU non germanofoni con delle politiche da cui trae vantaggio praticamente solo la Germania ed in parte minore la Francia (di fatto i tedeschi permettono a Parigi governata da un socialista di continuare a fare la cicala con il proprio welfare da urlo, la base dell’asse franco-tedesco). Certamente da oggi la partita si ingarbuglia per Berlino, con la conseguenza che con la conseguente incertezza l’Europa rischierà seriamente di inchiodarsi economicamente. La prova di ciò è il contro-attacco tedesco al segretario al tesoro USA, J. Lew, da parte di Angela Merkel; per intenderci Lew è l’interlocutore in USA di Tsipras per la faccenda della ristrutturazione del debito greco.

Cattura merkel lew

Per riassumere, oggi siamo ad un bivio: o si taglia il debito di Atene – sotto tutti i punti di vista impossibile da ripagare – o l’Euro salta. Chiaro che se si farà un’eccezione per la Grecia ciò andrà fatto anche per l’Italia, la Francia, la Spagna, il Portogallo. Ossia tutti avranno deroghe, leggasi Eurobonds di fatto. La Germania ha le elezioni il prossimo anno e non si può permettere davanti al popolo della Bild nessun cedimento, vedremo come andrà a finire. Anche perché concedere deroghe significherebbe di fatto smetterla con l’austerità ossia si dovrà ridurre la pressione sui conti permettendo agli altri paesi EU di crescere, paesi che – come l’Italia – fino ad oggi sono andati con il freno a mano tirato [e quindi dipendevano in tutto e per tutto dalla benevolenza eurotedesca per l’approvazione dei propri conti, ndr] in forza di una pressione fiscale decisamente insostenibile determinata della necessità di rispettare i gravosissimi parametri di bilancio imposti dal trattato di Maastricht et. al.! E per di più l’Europa non potrà più chiedere privatizzazioni atte a mettere la pietra tombale sulle residue speranze di crescita sostanziale ad esempio dell’Italia (non è un mistero che tutta Europa guardi con estremo interesse alle prede italiane che lo Stato dovrebbe, secondo la EU e dietro lo spauracchio dell’approvazione dei conti da parte di Bruxelles, rendere contendibili allo straniero).

Che sia la redde rationem dell’austerità eurotedesca? Non ancora, certamente game changer. Per adesso.

Mitt Dolcino

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