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Nucleare, il miracolo americano: il microreattore Antares Mark-0 raggiunge la criticità in meno di 12 mesi

Fissione reale e in anticipo sui tempi: il reattore SMR Mark-0 apre nuovi orizzonti energetici. Addio ai decenni di ritardi burocratici, ecco come funziona la tecnologia a tubi di calore al sodio.

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La storia dell’energia nucleare occidentale degli ultimi decenni è stata, troppo spesso, una cronaca di ritardi cronici, promesse disattese e budget esplosi. Ma qualcosa sta cambiando oltreoceano. Antares Nuclear ha appena compiuto un’impresa rarissima nel panorama energetico: ha portato un reattore avanzato sviluppato privatamente dalla fase concettuale alla criticità effettiva in meno di 12 mesi, battendo clamorosamente le scadenze governative.

Il 4 giugno, presso l‘Idaho National Laboratory (INL), il microreattore Mark-0 di Antares ha raggiunto la criticità iniziale alimentata a potenza zero, nell’ambito del Reactor Pilot Program del Dipartimento dell’Energia degli Stati Uniti (DOE). Per la prima volta in oltre quarant’anni, un reattore non ad acqua leggera sviluppato da privati raggiunge questo traguardo negli USA. E, fatto ancora più sorprendente per il settore, lo fa in anticipo rispetto alla scadenza del 4 luglio 2026 fissata dall’amministrazione presidenziale.

Antares Mark 0 - Pwoer Magazine

Antares Mark 0 – Pwoer Magazine

Che cos’è il Mark-0 e cosa significa “Criticità”

Quando un reattore “diventa critico“, significa che al suo interno si sta verificando una reazione a catena autosostenuta di fissione degli atomi di uranio. La “criticità a potenza zero” indica che il reattore è stato attivato a un livello di potenza estremamente basso. Questo permette di raccogliere dati fondamentali per la validazione della fisica del nocciolo, prevenendo al contempo la produzione di calore o radiazioni significative. Nessun rendering o simulazione al computer: stiamo parlando di fissione reale.

Il Mark-0 non è un reattore tradizionale in miniatura, ma un concentrato di innovazione tecnologica destinato a cambiare le regole del gioco. Si tratta di un microreattore modulare (SMR – Small Modular Reactor) raffreddato a tubi di calore al sodio, quindi raffreddato non ad acqua , ma a sali fusi, con temperature operative molto elevate.

Ecco le specifiche tecniche principali che lo rendono unico nel suo genere:

Caratteristica TecnicaDettaglio Specifico
Tipologia ReattoreMicroreattore modulare trasportabile
Sistema di RaffreddamentoTubi di calore al sodio (ad alta temperatura), quindi a sali  liquidi
Combustibile UtilizzatoTRISO (Tri-structural isotropic) contenente uranio HALEU
Potenza Elettrica (Target)Da 100 kWe a 1 MWe, per cui è un micro reattore.
Ciclo di RicaricaOltre 6 anni senza necessità di rifornimento
FabbricazioneModulare, interamente assemblato in fabbrica

Un nuovo orizzonte energetico

Il combustibile TRISO, fornito da BWX Technologies e sviluppato sull’onda del Progetto Pele del Dipartimento della Difesa, utilizza scarti di materiale HALEU forniti dalla National Nuclear Security Administration. È un sistema intrinsecamente sicuro: le particelle di uranio sono incapsulate in strati di carbonio e ceramica che trattengono i prodotti di fissione anche a temperature estreme.

La tabella di marcia di Antares è aggressiva ma, alla luce dei fatti odierni, assolutamente credibile: criticità nel 2026, produzione di elettricità nel 2027 e fornitura di energia per installazioni militari e commerciali entro il 2028.

Il successo del Mark-0 va ben oltre la fornitura tattica per le forze armate. Questo traguardo apre nuovi orizzonti energetici, dimostrando che è possibile creare un percorso di autorizzazione snello e replicabile. I microreattori fabbricati in serie potranno presto alimentare centri dati, aree remote, o complessi industriali energivori con energia continua, pulita e indipendente dalla rete elettrica nazionale. La linea di partenza è stata superata; ora resta da vedere se il resto dell’industria saprà tenere questo nuovo, vertiginoso ritmo.

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