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Niger: ormai mancano poche ore alla scadenza dell’ultimatum. Avremo uno scontro Francia-Wagner?

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L’orologio scorre, e ormai siamo agli sgoccioli. La pressione della comunità internazionale si accentua sui golpisti che hanno preso il potere in Niger. Il blocco dell’Africa occidentale, ECOWAS [Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale], si è detto pronto a intervenire militarmente e ha dato loro un ultimatum che scadrà domenica 6 agosto. Il ministero degli Affari esteri francese ha affermato di sostenere “con fermezza e determinazione” questi sforzi per sconfiggere il tentativo di putsch. “Sono in gioco il futuro del Niger e la stabilità dell’intera regione”. La Nigeria ha già tagliato le forniture elettriche.

Il Mali e il Bourkina Faso si sono detti pronti ad appoggiare i golpisti. L’Algeria si asterrà dall’intervenire, ma la situazione è molto complessa: la nuova giunta militare del Niger ha chiesto aiuto al gruppo di mercenari russi Wagner, già presente in Mali. Non è ben chiaro quali siano i numeri che Wagner può mettere in campo nell’area e in quanto tempo

La richiesta è arrivata durante una visita del leader del colpo di Stato, il gen. Salifou Mody, nel vicino Mali, dove ha preso contatto con qualcuno di Wagner, ha dichiarato all’Associated Press Wassim Nasr, giornalista e ricercatore senior presso il Soufan Center. Fonti francesi confermano l’incontro.

Il presidente nigeriano Mohamed Bazoum scommette sul negoziato. “Speriamo ancora che il negoziato prevalga e che non ci sia necessariamente un intervento militare”, ha dichiarato il presidente eletto, sequestrato dal putsch del 26 luglio, che gode di “ottima salute”.

Il Quai d’Orsay ritiene che la minaccia di intervento debba essere presa “molto sul serio”. I golpisti nigerini “farebbero bene a prendere molto sul serio la minaccia di un intervento militare di una forza regionale”, ha avvertito sabato, su franceinfo, Catherine Colonna, ministro degli Esteri francese. Nello stesso tempo però dei paesi europei tirano il freno a mano: la Germania ha affermato che la via diplomatica è quella da preferire a scapito di quella militare, mostrando le prime crepe, quasi ovvie, nella UE. Inutile cercare posizioni unitare europee che non esistono e non possono esistere.

Più decisa la posizione degli USA, propense ad appoggiare l’ECOWAS. La situazione è resa più tesa dal fatto che i francesi hanno provveduto a rimpatriare i cittadini europei in nella capitale Niamey, mentre i suoi soldati sono rimasti nel paese. Anche gli USA hanno mille soldati sul campo che dovranno ricevere indicazioni.

Ormai basterà attendere poche ore per sapere cosa accadrà.


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