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Netflix perde un film da 45 milioni su una scrivania: ora rischia una causa da 105 milioni di dollari

Un’incredibile disattenzione negli uffici di Hollywood trasforma un kolossal da 45 milioni con Nicolas Cage in una battaglia legale da 105 milioni di dollari contro Netflix.

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Una copia master digitale senza alcuna crittografia lasciato incustodito su una scrivania e sparito nel nulla. Sembra la trama di una commedia sui furti maldestri, ma è la pura realtà accaduta negli uffici hollywoodiani di Netflix. In gioco c’è “Fortitude”, un kolossal sulla Seconda Guerra Mondiale costato 45 milioni di dollari e interpretato da star del calibro di Nicolas Cage, Ben Kingsley e Ron Perlman. Oggi il gigante dello streaming si ritrova con una richiesta di risarcimento da ben 105 milioni di dollari, abbastanza da rendere il film un discreto successo economico.

Una figuraccia da 45 milioni lasciata sul tavolo

Il produttore svizzero Simon Afram ha impiegato ben sette anni e 45 milioni di dollari di capitale privato per realizzare la pellicola. Il 15 giugno 2026, la sua società consegna un disco rigido contenente il film a Netflix per una visione privata, cioè riservata a pochi critici del colosso dello streaming.

La richiesta inviata allo staff era semplice e chiara: guardare il lavoro, cancellare i file dal sistema di proiezione e restituire il supporto fisico, in modo che nessun altro potesse vedere il film prima dell’uscita ufficiale. Il giorno dopo la proiezione, però, il disco rigido sparisce nel nulla.

Niente attacchi informatici sofisticati o spie industriali degne di una saga di spionaggio. Il file è stato semplicemente dimenticato sopra un tavolo degli uffici di Los Angeles. Per oltre una settimana Netflix rimanda la restituzione del supporto.

Infine, il 25 giugno, un dirigente della piattaforma ammette la clamorosa leggerezza via email: “Purtroppo qualcuno ha rubato parecchi dischi rigidi dalle nostre scrivanie questa settimana”. Magari pensavano di cavarsela così.

Una scena del Film

In un settore economico basato sull’esclusiva temporale e sul controllo rigoroso dei diritti d’autore, perdere la custodia di un’opera non ancora distribuita rappresenta un disastro finanziario. Il rischio continuo che il film finisca da un momento all’altro sui siti di pirateria rende quasi impossibile venderlo ai distributori internazionali.

Le proiezioni di prova con il pubblico avevano registrato un livello di gradimento dell’82%, più che discreto in questo momento. Gli investitori contavano di incassare almeno due volte e mezzo la somma spesa per la produzione. Ora però nessun acquirente intende rischiare decine di milioni per acquistare e pubblicizzare un titolo che potrebbe apparire gratuitamente in rete da un giorno all’altro.

La difesa di Netflix tra scaricabarile e accuse di estorsione

La replica del colosso dello streaming oscilla tra la cavillosa tutela legale e il paradosso procedurale. Netflix sostiene infatti che la responsabilità principale sia dei produttori, colpevoli di aver consegnato un file privo di password o protezioni standard dell’industria cinematografica.

La società ha persino accusato i legali del produttore di tentata estorsione, citando una richiesta danni iniziale di 165 milioni di dollari. Come rimedio, Netflix si è offerta di rimborsare soltanto il valore materiale del disco rigido e di monitorare il web per segnalare eventuali copie pirata. Una risposta che sembra una presa in giro.

Inoltre, la piattaforma ha rifiutato di collaborare con la polizia di Los Angeles dopo la denuncia dei produttori. Per la cordata di investitori si tratta di una risposta inaccettabile che azzera il valore del lavoro svolto.

Altra scena del film

Il paradosso economico: la sbadataggine che crea valore

L’aspetto più curioso riguarda la trama stessa del film. La pellicola narra la vera storia dell‘Operazione Fortitude, il piano di disinformazione con cui gli Alleati ingannarono la Germania nazista prima dello sbarco in Normandia tramite finti carri armati e comunicazioni civetta. Per ironia della sorte, l’opera che celebra la grande inganno bellico è caduta nella trappola della superficialità di un ufficio.

Però, nel bene o nel male, un film storico che magari sarebbe passato non notato ora è sotto le luci della ribalta a livello mondiale proprio a causa di un pasticcio combinato da Netflix. Non tutto il male, apparentemente, viene per nuocere.

Se i file non dovessero finire in rete e la vertenza giudiziaria si risolvesse con un accordo, questo incredibile polverone potrebbe trasformare il film in un enorme successo commerciale. Se invece venisse distribuito illegamente avremmo il primo caso in cui la disattenzione di Netflix distrugge un’opera cinematografica.

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