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MUNDA MUNDIS

C’è un monito di San Paolo che, con la suprema sintesi dei motti latini, recita: ‘omnia munda mundis’: tutte le cose

sono pure per i puri. Significa, più o meno, che lo sguardo candido dell’ingenuo  sa  scorgere solo cose buone e belle e

giuste e sante, o perlomeno santificabili, nel ginepraio del mondo circostante. Il puro non coglie  il male del mondo

perché non lo ospita in sé. Non lo vede perché non ci crede. Così, egli affronta i travagli esistenziali nella fiduciosa

attesa del lieto fine inevitabile. Incarnazione letteraria di un’indole siffatta è il Principe Myškin, l’indimenticabile

“Buono Assoluto” di un capolavoro di Dostoevskij (dal titolo suggestivo: “L’idiota”). In Italia possiamo vantarne un

equivalente editoriale e quindi l’eccezionale circostanza va quantomeno approfondita. Ci riferiamo al quotidiano “Il

Foglio”, ora diretto da Claudio Cerasa. Trattasi di una pubblicazione da tempo euforicamente schierata a favore di

qualunque fenomeno, personaggio, istituzione dell’era contemporanea in sintonia con il globalismo ultraliberista. Il

Foglio è un giornale “elitista”, ma non nel senso critico e analitico dei Gaetano Mosca, Vilfredo Pareto e Robert

Michels di inizio Novecento. È “elitista” perché adora le elites, detesta chiunque vi si contrapponga e giornalmente

sbeffeggia i renitenti al Sistema. Non lo fa per cattiveria, sia ben inteso. Tutto il contrario. Lo fa per bontà. A quelli

del Foglio, il Sistema evidentemente distorto, iniquo, dispotico in cui siamo immersi pare invece drittissimo, equo,

liberale, anzi liberissimo. Vedasi, a conferma, l’editoriale del direttore del 22 settembre 2017 dove si legge, a

proposito della situazione corrente dell’economia italiana ed europea: “L’Europa corre, eccome se corre (…)

nonostante i molti uccelli del malaugurio l’Eurozona corre sempre più veloce e corre più delle aspettative con un più

2,2 per cento che verrà registrato nel 2017”. Roba da Istituto Luce del ventennio: fa tenerezza. Nello stesso pezzo, il

nostro auspica una grande coalizione di destra e sinistra per sconfiggere le “zanzare sovraniste” (nel mondo

immacolato dei puristi del  Foglio, i termini ‘destra’ e ‘sinistra’ connotano ancora due schieramenti alternativi con

programmi differenti). Sarebbe come se un prigioniero auspicasse una coalizione tra i reclusi per aiutare i secondini

e scongiurare le “istanze libertarie” degli aspiranti fuggiaschi. Ma che volete farci. Cerasa & Company non vedono

nulla di male nella deriva autocratica in atto, nessuno scippo di sovranità, nessun deficit di democrazia, solo pascoli

di opportunità tappezzati di erba inglese e di stracolmi carrelli per le spese. Per loro la concorrenza e la competitività

sono la chiave della felicità. E la applicano a chiunque tranne che a se stessi visto che, dal 1997 al 2013, la testata ha

beneficiato di 50 milioni di finanziamenti pubblici dallo Stato. Ma la contraddizione mica la vedono: omnia munda

mundis.

Francesco Carraro

www.francescocarraro.com

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