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Marvel decide di ammazzare “The Punisher”: piace troppo alla destra

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Il personaggio del Punitore “The Punisher”,  (Frank Castle), originariamente creato dallo scrittore Gerry Conway nel 1974 con gli artisti Ross Andru e John Romita, era il prodotto di un’epoca caotica; una reazione all’aumento della guerra, della stagflazione, dell’instabilità e dell’esplosione del tasso di criminalità negli Stati Uniti. La storia del Punitore è la tragedia di un veterano militare di ritorno la cui famiglia viene uccisa durante quello che sembra essere un colpo della malavita. Poiché le agenzie federali fanno poco per arrestare i colpevoli, Castle prende in mano la situazione e inizia ad assassinare sistematicamente i criminali.

Negli anni ’70, il concetto di “citizen crime stopping” e di “vigilantism” stava diventando popolare nello Zeitgeist culturale, con molte persone che vivevano nelle aree metropolitane alle prese con una crescente violenza criminale e una protezione governativa inaffidabile. Le amministrazioni cittadine in luoghi come New York stavano attivamente limitando i diritti di detenzione delle armi per le persone rispettose della legge, il che rendeva solo le cose più facili per i criminali. Si trattava del resto anche dell’era dell’Ispettore Callaghan, interpretato da Clint Eastwood con una serie di film non a caso terminata negli anni ottanta.

Le stesse identiche condizioni stanno tornando oggi negli Stati Uniti e il dibattito sui vigilantes è di nuovo in corso, basti vedere la furia dei media per Kyle Rittenhouse o Daniel Penny, e tutto questo è quanto di più sgradito alla sinistra attivista e “Wooke”: infatti cosa ci può essere di peggio di un cittadino che si arma liberamente e combatte il crimina?

Negli ultimi anni, l’icona del Punisher è stata molto popolare tra i conservatori, i veterani dell’esercito e le forze dell’ordine. Il simbolo del teschio può essere trovato ovunque, con toppe, equipaggiamenti e bandiere che sfoggiano l’immagine, spesso come rappresentazione di cittadini che prendono in mano la situazione. Il simbolo è stato visto anche durante le proteste del 6 gennaio.

Questo ha fatto infuriare la sinistra della Marvel Comics. Per prima cosa hanno cercato di apportare modifiche fondamentali al personaggio, tra cui un ridisegno del suo popolare simbolo del teschio, oltre a togliergli le pistole e a dargli delle spade nel 2021. Invece di combattere contro le organizzazioni criminali, Frank Castle si unisce a una di esse, violando il suo codice etico fondamentale.

Questo mese, però, la Marvel ha dichiarato ufficialmente The Punisher persona non grata, eliminando il personaggio così come i lettori lo conoscono. Se n’è andato in un tripudio di gloria? No, nel tipico stile woke Frank Castle viene catturato dagli eroi progressisti, incatenato e costretto a una sessione di lotta in cui viene ammonito come assassino e terrorista. La Marvel fa addirittura resuscitare la moglie del Punitore, solo per permetterle di divorziare e di prendersi i suoi soldi e le sue proprietà, per poi informarlo che la sua crociata di una vita contro la malavita è stata inutile. Un vero eccesso di crudeltà. 

Il personaggio poi “muore” per un apparente suicidio, ma la storia viene lasciata aperta al suo ritorno, solo non come l’eroe armato che la gente conosce e ama. Insomma deve essere “Rieducato” in perfetto stile sovietico. 

Gli sceneggiatori della Marvel, tra cui il creatore del Punisher originale Gerry Conway, citano specificamente la popolarità del personaggio tra i conservatori come ragione della sua virtuale eliminazione. Come ha osservato Newsweek, il Punitore era “problematico” per la Marvel perché piaceva troppo ai conservatori. Rappresenta l’uomo comune: non ha superpoteri, non è un miliardario come Batman, ma combatte comunque il male con una volontà inamovibile e un sacco di pistole.

La cooptazione e la cancellazione di eroi (o antieroi) popolari è rappresentativa dell’inquietante politicizzazione dei nostri tempi. Proprio come la Rivoluzione culturale in Cina, i movimenti di sinistra in America stanno sistematicamente eliminando dal nostro catalogo culturale tutte le credenze contrarie, compresa qualsiasi rappresentazione positiva del vigilantismo. Ammettono apertamente il motivo per cui lo fanno: i conservatori non possono essere i buoni.

 

Il personaggio poi “muore” per un apparente suicidio, ma la storia viene lasciata aperta al suo ritorno, solo non come l’eroe armato che la gente conosce e ama.

Gli sceneggiatori della Marvel, tra cui il creatore del Punisher originale Gerry Conway, citano specificamente la popolarità del personaggio tra i conservatori come ragione della sua virtuale eliminazione. Come ha osservato Newsweek, The Punisher era “problematico” per la Marvel perché piaceva troppo ai conservatori. Rappresenta l’uomo comune: non ha superpoteri, non è un miliardario come Batman, ma combatte comunque il male con una volontà inamovibile e un sacco di pistole.

La cooptazione e la cancellazione di eroi (o antieroi) popolari è rappresentativa di un’altra realtà.


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