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MARCO ORSO GIANNINI: Come ti salvo il paese (e ti rilancio il M5s)

Spagna, Italia e Grecia non sono la stessa cosa eppure consiglio a tutte e tre di andarsene dall’euro.
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Alla Spagna, teoricamente, basterebbe si ponesse fine all’austerity visto che non ha i tedeschi a vendere le stesse merci.
Questo problema ce l’abbiamo noi italiani con la Germania e quindi non abbiamo alternativa se non quella di tornare a emettere una nostra moneta.
Dovremo uscire dalla moneta unica nel modo giusto però perchè non sarà una passeggiata (ma non sarà mai un inferno come l’attuale).In ogni caso l’ipotesi peggiore resta sempre la permanenza e gradirei i contrari a informarsi fino in fondo prima di impuntarsi emotivamente.Le emozioni hanno sempre causato danni inenarrabili quando non associate alla logica. (Vedasi Hitler).
Nonostante le premesse anche in terra iberica non hanno scelta perchè tutta l’eurozona è un intreccio dirigista che mira a succhiare con-TRIBUTI e benessere con i soliti tassi positivi sui debiti sovrani. Un esercito di burocrati e di banchieri che si adopera per rendere tutto finanza a spese dell’economia reale e che ha come target la distruzione di welfare e salari.
La Spagna non può non capire che gli eurocrati (+ FMI) non faranno mai il bene dei paesi membri e se concederanno qualcosa sarà per poco e ben pubblicizzato. Sarebbe come passare la vita con un serial killer come moglie. Con la moglie, ricordo, ci si dorme.
Altre considerazioni invece vanno fatte inerentemente la Grecia e l’Italia.
Rispetto ai greci noi abbiamo un forte export (per ora) che ci rende solidi in caso di uscita,e non abbiamo molto debito estero rispetto al  PIL (e quello che c’è lo ha provocato l’euro perchè prima non c’era).
made in italy
La Grecia quindi passerà anni bui uscendo dall’euro ma dovrà farlo o avrà l’inferno di una colonizzazione criminale a tempo indeterminato. Sarebbe indebitata per l’eternità con tutta felicità dei voleri della Merkel che usa l’eurozona per scopi mercantilistici e non certo “spinelliani”. (Si appoggi un pò alla Russia per fermare la speculazione). Apprezzabili in tal senso i moniti contro il comportamento tedesco di (pochi) economisti come Antonio Maria Rinaldi.
Tornando a noi, quando abbiamo stabilito il rapporto pre-moneta unica tra marco e lira (990) abbiamo di colpo ridotto il costo delle merci tedesche e incrementato quello delle nostre. Un bel 30% signori e signore che ha comportato debito “verso il mondo” perchè perfino noi iniziammo a comprare tedesco anzichè italiano.
Questo risultato quindi non è stato causato da qualche motivazione economica (tasse, eccesso di diritti, tecnologia ed altre boiate provenienti dal Nazareno).  Il mainstream questo non lo dice perchè altrimenti capireste che la semplice svalutazione dell’euro è inutile da questo punto di vista. Abbiamo sì  estremamente bisogno di svalutare la moneta..ma rispetto a quella tedesca!
A tal proposito informatevi di cosa fu l’ Ecofin del 24/11/96, chi ne furono gli attori (potete immaginarvelo) e ciò che lo ha preceduto così scoprirete un “bellissimo” esempio di come si trucca in pochi mesi il valore di una valuta (il marco) mediante un giro di riserve e di interventi di banche, facendo credere che di colpo è l’economia tedesca ad aver rallentato.
Chi blatera di svalutazione = inflazione non solo mente ma confonde le svalutazioni competitive ad un sano riallineamento della valuta alla reale forza della propria economia (vedasi uscita dallo SME).
Volete andare a 300 km/h in curva perchè vi piace l’aria nei capelli? Non credo, credo semmai che in curva rallentiate e che ciò sia perfettamente salutare.
L’alternativa a questo sano riallineamento alla propria economia è il ridurre i costi delle nostre merci sottopagando e sfruttando i lavoratori (Jobs Act).
Fateci caso, è la solita ricetta del FMI (leggasi Wall Street) che ha massacrato il sud est asiatico verso la fine degli anni 90 (Cit.Stiglitz) e che ha messo in ginocchio i paesi africani (ad esempio il Congo di Mobutu – Cit. Riccardo Moro economista vicino al Vaticano).
Il nobel Stiglitz in “Freefall” aveva previsto che simili politiche sarebbero state smascherate e bocciate col voto elettorale nel mondo occidentale, lo riteneva mediamente più “informato”: anche i geni dell’economia evidentemente sbagliano quando di mezzo c’è la politica,  l’uso strumentale dei media e un radicamento unico al mondo di circoli di partito pregni di “tessere che camminano” (Prego immaginarsi gli scenari di The Walking Dead).
Ovviamente dalle parti di Piddinia dicono che si recupera competitività con la tecnologia. Purtroppo è totalmente falso che la tecnologia faccia miracoli nel breve termine e noi siamo in milioni alla canna del gas ma poi non è certo a causa della tecnologia che siamo colati a picco. Certo i tedeschi avevano maggiore tecnologia ma noi rispondevamo con un minor costo dei prodotti ed  in tal modo c’era equilibrio: è l’aver di punto in bianco parificato i prezzi con un gioco finanziario ad averci distrutto! (Penso lo capirebbe anche un chupacabra).
Fossimo rimasti fuori avremmo continuato col solito benessere degli anni 90.
Per quanto la voce “tecnologia” non sia salvifica nella situazione in cui siamo, ben venga l’investire massicciamente in essa ma per farlo servono soldi e per averli l’unica è uscire dall’euro altrimenti il gap è incolmabile. Ciò che propongo una volta usciti però non è certo il ricorso alle svalutazioni competitive ma, come avrete capito, la strada dell’innovazione.

In Italia si tende a fare propaganda su tutto senza un minimo di pudore e di coerenza scientifica. Le dichiarazioni di circostanza del leader greco, in naturale ricerca di alleati, vengono trasformate immediatamente in assist per Renzi. Incredibile che basti la fuffa (l’elezione di un Presidente della Repubblica è fuffa per chi non è comodo sul divano) che uno 2%, secondo i sondaggi, sia tornato a casa PD visto che stanno sancendo la nostra fine economica. Altro che mafie e corrotti (expo, mose, mafia capitale ecc) altro che euro, qua basta una legge ad personam che tolga un danno erariale e un pò di polverone sul patto del Nazareno  che di colpo c’è la risalita nelle intenzioni di voto!

Ragazzi lo scambio è questo: tu mi voti le leggi della troika ed io ti salvo le aziende che sei mezzo fallito.
La Bonafè va in tivvì a dire che la Germania sfora abbondantemente dal 3% (violando i patti) perchè ha meno debito come fosse cosa buona e giusta….ma marchesina Bonafè lo sai che è solo sforando che lo diminuisci sto debito e che ciò lo dovremmo fare semmai noi?
Come dice Nino Galloni l’Italia fu colpita al cuore da un intreccio di interessi tra i potentati tedeschi e i cari potentati italiani:
“A noi l’export a voi il conseguente massacro del diritto del lavoro (e la delocalizzazione)”. Io aggiungo che costoro sono molto attivi sul territorio e vorrei fossero fermati quanto prima mediante la ricetta che mostrerò.
Tornando alla svalutazione se essa fosse del 20/25% causerebbe un fisiologico e benefico 3% – 4% di inflazione (Cit. Brancaccio – Garbellini nel loro lavoro empirico). Ne seguirebbe un aumento di occupati (Curva di Phillips docet) che porterebbe grossomodo la disoccupazione dal 14% circa al 6%. Essa metterebbe in gioco 320/400 miliardi circa che stroncherebbero sul nascere qualsiasi tentativo di speculazione finanziaria.
Basta vedere il tot dei titoli in scadenza ogni anno per rendersene conto. Non ci sarebbe partita.
Con quel livello di inflazione peraltro avremmo un risparmio di 70 mld l’anno circa in interessi. Questi soldi secondo voi andrebbero semplicemente risparmiati o sarebbe consona una sana politica keynesiana/anticiclica di deficit? La seconda che ho detto ovviamente.
Al M5s per il quale simpatizzo dal 2012 quindi consiglio di comunicare le seguenti politiche post uscita dalla valuta della BCE:
1) Investimenti “dalla natura alla cultura”.
2) Investimenti in ricerca e tecnologia.
3) Nuovo piano industriale che preveda la ristrutturazione del preesistente (strade, infrastrutture ecc) e la coibentazione di vecchi e nuovi edifici ed abitati (non certo le TAV delle coop e delle mafie per intenderci).
4) Reddito minimo workfare (ma quello è cosa nota).
5) Investimenti in sicurezza delle persone, dei beni culturali e del territorio (lo dico da almeno 3 anni..).
Per “investimenti” si va dall’opera pubblica da ristrutturare, al parco naturale o al museo da creare, all’assunzione tramite concorsi pubblici di figure specializzate e non di generiche raccomandate.
6) Stop agli sprechi della PA: accorpamento comuni sotto i 5000 abitanti, abolizione province e città metropolitane, accorpamento di qualche regione, abolizione partecipate a capitale pubblico, ricentralizzazione di molti fornitori (leggasi mazzettari della sanità), stop ai doppi tripli incarichi, stop ai megastipendi pubblici che non devono superare le 12 volte il salario del dipendente di minor livello. Queste cose non hanno forte incisività economica ma mirano a una maggiore democrazia ed onestà. Pochi politici sono un pericolo per la democrazia di una nazione ma troppi sono una minaccia maggiore poichè comportano nella migliore delle ipotesi “sudditanza psicologica” e nella peggiore “voto di scambio”.
7) Elezione diretta del capo dello stato.
8) Pensioni massime a 4000 euro più o meno come nel nord Europa. Aumento di 100 euro per tutte le pensioni fino a 1100. (Nel quadro di una riforma globale delle pensioni).Costo 10 miliardi più o meno quelli che recuperiamo uscendo dal”euro sin dal primo anno! Questa mia idea l’avevo suggerita al M5s come “arma micidiale” (perdonatemi l’appellativo violentissimo) da tenere segreta per la campagna elettorale. Ahimè sono rimasto inascoltato e anche un pò bistrattato (nemmeno un “grazie per l’attenzione”) per cui la rendo pubblica.
(Non vorrei trovarmi in TV un Sibilia o un gerarca locale a farsene “padre” senza citarmi).

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9) Temporanea scala mobile (12 mesi) per assorbire del tutto il primo periodo post moneta unica.
10) Riduzione IVA al 20%.
11) Abolizione dei tanti privilegi (ad esempio la Legge Amato per gli extracomunitari che hanno genitori ultra 65enni ) agli extracomunitari. Le popolazioni straniere vanno aiutate nei loro paesi che sono stretti nella morsa del FMI e del WTO. E’ necessario denunciare costantemente, mediante i mezzi di informazione, cosa è stato fatto a queste nazioni con i soliti trucchi finanziari. Hanno corrotto i loro politici, imposto aiuti, fatto esplodere gli interessi sui loro debiti, imposto la distruzione delle loro economie di sussistenza (imponendo semi sterili ad esempio), chiesto in cambio austerity, patrimonio, giacimenti minerari.
Inutile chiedervi questa situazione cosa vi ricorda…inutile dire che il buonismo e il razzismo si alimentano a vicenda e nutrono il dividi et impera.
Tornando al paese delle frottole e dei falsi miti, l’Italia non ha alta spesa pubblica da oltre 30 anni per quanto riguarda beni e servizi (primaria). Non ha nemmeno poi un gran numero di dipendenti pubblici, seppur distribuiti in modo poco sensato e da riformulare. La spesa pubblica diventa insostenibile semmai a causa di quei 70 mld chiamati “interessi sul debito”. Questi non sono dovuti come ingenuamente si potrebbe pensare “al debito che è grosso” ma al fatto che non possiamo emettere moneta e dobbiamo finanziarci dalle banche private (i “mercati”) che sapendo che siamo tenuti per le palle ci chiedono interessi superiori al tasso di inflazione.Ricordo che in USA, Svezia, Giappone, Danimarca, Norvegia, Inghilterra ecc ecc il tasso reale è sempre 0 perchè è quello il valore che va conseguito mediante politiche (della banca centrale) monetariste ma anche fiscali. Chi parla di tassi positivo la sera quando va a cena mette il tavolo sotto il piatto. I TdS son nati nell’interesse dello stato e non dei privati. Interessi positivi paiono dare qualcosa a tutti main realtà, siccome vanno ripagati in tasse, premiano chi ne ha un tot superiore appunto a queste tasse e ledono chi se ne può permettere meno.
Una volta risparmiati quei 70 miliardi portando i tassi reali di interesse allo 0%  ne investirei una quantità crescente fino al 10% di sforamento del settimo anno (50 mld). In barba all’assurdità montian/lettian/renziana. Servono 7 anni per “ripulire il debito” quindi tale cifra non è immediatamente disponibile ma cresce da un minimo di 10 miliardi del primo anno fino al settimo.
A tal proposito ricordo che il QE di Draghi viene spacciato per la panacea quando invece non è altro che una iniezione di liquidità nelle banche che vogliono sbrigarsi ad andare a lucrare sulle aziende in crisi dopo aver parassitato i bilanci degli stati mediante i TdS (quando questi ultimi rendevano da favola). In USA il QE fu accompagnato da uno sforamento del pareggio di bilancio di ben il 12.4% per i primi due anni! Quello ne è stato il segreto. Noi siamo fermi al 3%, ai diktat della BCE e della Merkel ed alla prospettiva di scendere allo 0%.
I fifoni dell’uscita dall’euro (cit. “me stesso”, anche se è inelegante farlo), i pensionati, i lavoratori a tempo fisso, gli ideologizzati, sappiano che questi qua (la troika) prima o poi arriveranno anche da loro tra un sorrisetto e un dentino del caro Renzi. I fifoni nutriti di ignoranza e di dubbi si stanno comportando come si comportarono i furbetti che al passaggio all’euro raddoppiarono i prezzi e che loro tanto criticarono. Seguono i principi di un marcato egoismo, in barba alla coesione sociale keynesiana mai vista peraltro nel banana paese.
Senza coesione sociale e lavoro è inutile peraltro importare manodopera dall’estero visto che serve solo a tener barboni per le strade e ad accrescere criminalità e l’ esercito di disoccupati. Questo esercito, è cosa nota comporti il crollo dei loro diritti e salari. In altre parole accettano tutto perchè sennò il datore prende un altro.Gli stranieri sono i più sfruttati perchè al loro paese (l’Africa e l’est Europa di norma) prendono meno. (E noi stiamo rincorrendo il modello est europeo di spesa pubblica bassissima, flat tax e licenziamenti privi di sostegno).
Penso sia chiaro che esista il popolo ed esista la finanza parassitaria coi suoi servi (politici, docenti universitari, sindacalisti ecc) e i suoi ingenui seguaci (tessere che camminano, molti pensionati, molti dipendenti pubblici ecc). Ognuno chiami secondo il proprio gusto, le proprie tradizioni familiari come “destra” e “sinistra” chi vuole di questi due raggruppamenti ma l’importante è che il popolo sia “coeso politicamente”.
Il popolo sono i disoccupati, i salariati e le piccole imprese. Le piccole imprese la smettano di pensare però che sia giusto tenere i dipendenti nel ricatto della fame senza concedere ai disoccupati un reddito minimo.
Questo è ciò che vuole la troika. Dopo aver fatto piazza pulita per anni trasferendo ricchezza “da noi a loro” l’impero parassitario se scoperto è naturale che reagirà arretrando quanto basta.
I nostri persecutori quindi potrebbero anche concederci l’uscita dall’euro ma mantenendo l’ideologia liberista del “tieni i lavoratori nel ricatto”! Arretrando cioè quanto basta per scomparire dai radar ma salvando il nucleo.
Lo scopo di queste oligarchie è di convincere le pmi (come per molto tempo hanno fatto) lanciando loro questo messaggio “dai voi siete imprenditori, alta borghesia come noi, loro sono straccioni, cosa vi interessa dei loro diritti!”. Una volta caduti nella trappola dell’egoismo, magari dopo un decennio, le oligarchie finanziarie torneranno sicuramente a sbranare le stesse pmi.Statene certi.
Inventeranno altri modi che non siano una moneta unica.
Invito quindi i piccoli imprenditori che qua leggono a sposare questo sistema.
La linea di demarcazione tra precariato e flessibilità secondo la letteratura e l’esperienza internazionale è il reddito minimo,di norma vincolato all’accettazione di un lavoro (una piena occupazione mascherata). Io proporrei due proposte non tre (Il M5s ne propone 3)..
La doppia chiamata serve per dare alla RISORSA UMANA il tempo di collocarsi dove meglio crede. Dove si sente valorizzata.
Non è un meccanismo perfetto ma sicuramente la tendenza netta è positiva. Non possiamo arrenderci al demansionamento.
Un lavoro abbastanza coerente con le proprie mansioni quindi. I tanto odiati laureati ad esempio è falso siano troppi se paragonati alla media europea. Sono pochi! Solo che il paese non investe nei loro settori perchè sia mai che questo paese nutra le menti.
In aggiunta sul “modello danese” un tot di mensilità verranno date dal licenziante al licenziato.Una somma che varia da 1 a 12 a seconda dell’anzianità del lavoratore, lavori stagionali esclusi. (12 ad esempio a chi ha una anzianità di 10 anni)
Il salariato da parte sua la smetta di difendere le casse integrazioni ed i corpi intermedi clientelari/lobbiestici come quelli che fanno riferimento alla CGIL e a nutrire odio di classe come in certe associazioni di sinistra.
I neoassunti avranno il reddito minimo, più basso delle casse integrazioni non “a tempo” ma vincolato alla accettazione del lavoro. Ciò che è a tempo è un mero sussidio privo di valenza macroeconomica poichè lascia il timore di rimaner presto o tardi privi di reddito e ciò comprime i consumi). Chi sta già lavorando,visto che non è giusto cambiare le regole in corsa, vedrà recapitarsi una lettera dove si chiede “preferisci la cassa coi suoi limiti e condizioni o il nuovo modello di flexsecurity?”.
Invito a riflettere sul perchè in tutta Europa le pseudo socialdemocrazie abbiano tradito i valori (anche economici e di giuslavorismo)
cosiddetti di “sinistra” o anche solo di “centro sinistra” in nome di un europeismo simile (anzi identico) ad una VISA.
Invito a rifletter anche sul perchè, in ogni angolo di Europa, sono sempre le cosiddette socialdemocrazie a distruggere per primi i diritti (ricordate Treu?) e ad appoggiare la distruzione di sovranità monetaria ma anche culturale, alimentare, energetica ecc.
Chi parla ha tradizioni di sinistra e vi ha descritto una ricetta perfettamente socialdemocratica e moderna (vedasi tematiche ambientali sui parchi e l’energia).
Concludo questa opera dicendo che l’uscita dall’euro è necessaria ma insufficiente, che sarà obbligatorio disporre alcune misure di controllo dei capitali quali il “massimale di impiego”, la “tobin tax” forte (0.2), l’obbligo per le banche di tenere in cassa un tot di TdS in base ai propri depositi, un limite ai prestiti delle banche ai mercati ecc ecc.
Altre misure da associare sono una banca centrale prestatore verso lo stato e la separazione delle banche commerciali e di investimento.E’ l’ora di finirla con l’anarchia dei capitali.
I capitali seri, quelli miranti agli step “lavoro-prodotto-consumo” è cosa nota investano nei paesi sicuro, coesi, stabili, senza rischi di default grazie alla propria banca centrale e LIBERI. Dove c’è il benessere ragazzi crolla anche la criminalità.
Più che portare il paese fuori dall’inferno dobbiamo invitare l’inferno ad andarsene a speculare altrove.
Su alcuni blog (uno in particolare…) sono apparse le mie idee ma a nome di altri, spesso copiate dal mio ultimo saggio. Era evidente però una certa approssimazione che denotava il plagio
Il motivo è che i liberi pensatori spesso sono ritenuti poco ammaestrabili. Molto meglio gli utili idioti.
Peccato che i liberi pensatori possano anche cambiare il mondo e salvarti il partito dalle peste quando ad esempio tardi a batterti contro l’euro perchè sai di avere degli incapaci attorno.
Ringrazio Scenari Economici per questa collaborazione.
Marco Giannini detto l’Orso.

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