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Malaria: scoperta terapia di anticorpi che produce una buona copertura

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Una nuova ricerca ha fornito un modo efficace per prevenire le infezioni da malaria negli adulti. Lo studio clinico è stato condotto dal National Institutes of Health (NIH), un centro di ricerca medica degli Stati Uniti. Per lo studio, ad adulti sani e non gravidi del Mali, in Africa, è stata somministrata una dose di un farmaco anticorpale durante una stagione malarica di sei mesi. L’anticorpo è risultato efficace fino all’88% nel prevenire l’infezione per un periodo di 24 settimane. Il trattamento ha dimostrato per la prima volta che un anticorpo monoclonale può prevenire l’infezione da malaria all’interno di una regione endemica, il che significa che gli anticorpi dei globuli bianchi possono essere utilizzati per prevenire efficacemente l’infezione in una regione che è nota per mostrare questa infezione come endemica.

Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS), la malaria nel 2020 ha infettato quasi 241 milioni di persone a livello globale ed è difficile da fermare perchè trasmessa tramite la puntura delle zanzare. È causata dai parassiti del Plasmodium, che vengono trasmessi quando una zanzara inietta i parassiti in una forma chiamata sporozoiti, nello specifico i parassiti del Plasmodium Falciparum (P. falciparum) nella pelle e nel flusso sanguigno degli esseri umani. Una volta lì, il parassita raggiunge il fegato, dove si moltiplica e si diffonde.

La malaria non è il Covid. Si stima che l’infezione abbia causato 627.000 morti, soprattutto tra i bambini dell’Africa subsahariana. Questi casi hanno riguardato anche più di 11 milioni di donne incinte in Africa, con la conseguenza che si stima che 819.000 neonati abbiano un basso peso alla nascita, aumentando significativamente il rischio di malattia e di morte.

La profilassi non è semplice: attualmente, l’unico vaccino contro la malaria raccomandato dall’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) si chiama Mosquirix (RTS,S). Il vaccino fornisce una protezione parziale contro la malaria solo nei bambini di età compresa tra i 5 e i 17 mesi e viene somministrato in quattro dosi per un periodo di 20 mesi. Per gli adulti restano i medicinali, ma questi richiedono trattamenti frequenti e possono causare delle pesanti reazioni avverse. Quindi la terapia con gli anticorpi è la benvenuta.

Per anni i ricercatori hanno provato a ricreare un anticorpo in grado di fermare l’infezione. La sperimentazione è nota come NIAID-USTTB ed è attualmente nella fase 2 del trial. Il test di ricerca ha valutato la sicurezza e l’efficacia, o l’efficacia del trattamento, di un’infusione endovenosa una tantum di un anticorpo monoclonale chiamato CIS43LS. Questo anticorpo era noto in passato per disinnescare gli sporozoiti del P. falciparum prima che i parassiti potessero diffondersi e infettare il fegato.

Per la fase 2 dello studio clinico, i partecipanti erano 369, tutti adulti sani di età compresa tra i 18 e i 55 anni. I partecipanti vivevano a Kalifabougou e a Torodo, entrambe località del Mali, dove di solito si verifica un’altissima trasmissione di P. falciparum ogni anno da luglio a dicembre.

La prima parte dello studio ha esaminato la sicurezza delle tre diverse dosi di anticorpo monoclonale. Le dosi erano 5 milligrammi per chilogrammo di peso corporeo (mg/kg), 10 mg/kg e 40 mg/kg. Ogni dose è stata somministrata per via endovenosa.

La seconda parte dello studio ha esaminato l’efficacia delle dosi rispetto a un placebo. 330 partecipanti hanno ricevuto 10 mg/kg di anticorpo, 40 mg/kg o un placebo per infusione endovenosa. Solo alla fine dello studio si è saputo chi aveva ricevuto i dosaggi o il placebo. I ricercatori hanno seguito i partecipanti per 24 settimane, analizzando il loro sangue per il P. falciparum ogni settimana per i primi 28 giorni, poi ogni due settimane.

L’efficacia è stata testata in due modi. Nel corso delle 24 settimane di studio, i partecipanti che hanno ricevuto la dose più alta (40 mg/kg) dell’anticorpo hanno dimostrato un’efficacia dell’88,2% nel prevenire l’infezione. La dose più bassa (10 mg/kg) è risultata efficace al 75%. Complessivamente, i partecipanti infettati con P. falciparum in qualsiasi momento durante le 24 settimane hanno avuto un risultato che ha mostrato che l’anticorpo aveva un’efficacia del 76,7% nel prevenire l’infezione per la dose più alta e del 54,2% per la dose più bassa.

Quindi presto i viaggiatori avranno a disposizione una forma preventiva meno invasiva e più duratura rispetto ai farmaci. Ovviamente questo però avrà anche degli effetti sul plasmodio, con lo sviluppo di forme resistenti all’anticorpo, innescando una corsa fra cura e malattia che è alla base della ricerca scientifica.


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