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MACRON SI SENTE GIA’ VINCENTE, MA POI BISOGNA GOVERNARE

Oggi si sono le presidenziali francesi e, almeno secondo tutti i media mainstream, è già tutto deciso: Macron ha vinto, anzi stravinto, e la Francia ritornerà ad essere il treno dell’europeismo e dell’integrazione, con un’ulteriore spinta vero le cessioni di sovranità, le regole , le restrizioni etc.

Però siamo sicuri che Macron ed il sistema  finanziario-bancario-burocratico che lo appoggia, abbia già vinto ? Chiaramente la decisione è nelle mani dei francesi, ma anche una sua vittoria presidenziale potrebbe non rallentare, ma accelerare  il decadimento europeo. Del resto il troppo stroppa, e può portare ai limiti. 

Quali possono essere le immediate, e fatali, minacce per il neopresidente Macron (se lo sarà)? 

a) In due turni , 11 e 18 giugno, si terranno le legislative francesi. Si tratta di elezioni a due turni, come le presidenziali, che sinora hanno visto un parlamento praticamente bipartitico. Però la nscita di En Marche e di France Insoumise cambia completamente la situazione. Macron rischia la coabitazione con un parlamento non favorevole. Le proiezioni attuali danno En Marche con fra i 200 ed i 230 deputati, quando la maggioranza è di 289 deputati. Il FN dovrebbe conquistarne una sessantina, entrando per la prima volta in parlamento con una pattuglia nutrita,  dai 40 ai 60 dovrebbero andare ai socialisti, e 120 circa ai LR, mentre una sessantina sono di difficile assegnamento. Personalmente non credo che France Insoumise, che si è rivelata molto forte in alcune circoscrizioni, resterà fuori dal parlamento e rappresenterà una forte opposizione di sinistra. A questo punto il governo sarà, probabilmente, di coalizione fra PS e En Marche, ma questo da un lato confermerebbe tutte le accuse del FN di essere un fantoccio di Hollande, e dall’altro condannerebbe il PS ad una accentuazione della propria decadenza. 

b) I Macron Leaks, cioè i documenti resi pubblici dagli hacker e che hanno fatto infuriare il candidato presidente, sono migliaia e migliaia di email e documenti che richiedono tempo per essere analizzati. La tempistica di questa fuga di notizie è stata estremamente favorevole al candidato europeista: troppo tardi per essere influenti nelle elezioni, ma al momento giusto per permettergli di gridare al complotto russo. Però da qui alle legislative questi documenti verranno letti, nonostante le minacce di querele francesi. Macron è tutto tranne una figura limpida e trasparente,   già in passato era stato sospettato di manovre clientelari e non chiare ed i flussi finanziari alla sua campagna non sono chiari. Se risultasse qualche documento compromettente e fosse provato vero ci potrebbero essere delle forti ricadute alle legislative, con ulteriori problemi al neopresidente.

c) Sinora il rischio di una vittoria della Le Pen ha tenuto sotto controllo la fame degli europeisti e della Germania. Però la vittoria di Macron permetterebbe all’autoritarismo tedesco di mostrarsi in tutta la propria potenza, anche per favorire una nuova vittoria della Merkel. La lettera firmata da Italia, Francia, Portogallo e Spagna per una revisione dei vincoli europei in senso meno restrittivo è stata seccamente respinta dalla commissione, che ha confermato i propri criteri di calcolo del deficit. Insomma la vittoria di Macron toglierà ogni freno di moderazione a Bruxelles, alla Germania edai paesi nordici. Se uniamo a questo elemento la fine in prospettiva della politica monetaria espansiva da parte della BCE e quindi un aumento dei tassi vediamo come la vittoria di Macron rischia di essere il punto di non ritorno per l’Europa, ma verso la propria distruzione.

Quindi nulla è deciso. La vittoria di Macron è un passo, ma la direzione verso cui verrà condotta la politica non è chiara. Potrebbe benissimo essere il passo avanti di una persona sull’orlo del baratro.

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