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Gli scandali VW (e dell’import del gas russo) ci dicono che il supporto americano per una Germania egemone in EU sta finendo? Sarebbe un bene, anche per Washington

Chi segue i miei interventi sa che ho sempre ritenuto molto strano il silenzio-assenso d’oltreoceano alle recenti intemperanze tedesche in Europa, finalizzate dal 2010 in avanti ad emanciparsi dai poteri storici consolidatisi a valle della vittoria nella WWII. Allo scrivente è stato sempre chiarissimo l’intento di Berlino di avvicinarsi alla Russia di Putin, al grande statista ex sovietico dei giorni nostri che ha saputo riportare il benessere nella Grande Madre dopo circa 100 anni di privazioni. È chiaro, la Russia è un grande paese, ricchissimo, con cui per altro è possibile convivere – come ha dimostrato G. W. Bush -. Bisogna dunque comprendere che imporre ad un paese cuscinetto come l’Ucraina di schierare a termine armi nucleari della NATO può essere foriero di reazioni veementi da parte di un paese confinante piatto come una tavola da biliardo dal mar nero fino a San Pietroburgo, non meno di quanto fece Washington nella crisi dei missili di Cuba durante la presidenza Kennedy.

Invasione_russa

Questo per dire che il problema non è necessariamente la Russia in quanto tale ma la Germania, o meglio una alleanza in pectore Mosca-Berlino indirizzata se non fortemente voluta e forgiata dall’Europa tedesca, ossia il caso attuale. Oggi, negli scorsi anni, complice un’amministrazione americana pasticciona e per nulla pragmatica, i teutonici hanno fatto leva su Washington per riprendersi il ruolo che ritengono competa loro in Europa. Da tale concessione derivano i comportamenti assolutamente minatori nei confronti dei paesi europerifeci, in primis l’Italia quale soggetto ricco, sia di aziende che di risparmi, oltre ad essere il maggior competitor manifatturiero della Germania e miglior alleato storico degli USA  tra i non anglosassoni ed avere sul suo suolo il maggior numero di basi USA fuori dai confini americani (…).

FireShot Screen Capture #022 - 'Ucraina, DNR_ Se Kiev entra nella Nato, saltano accordi Minsk' - it_sputniknews_com_mondo_20150923_1221152_html

Il gioco è molto grande: oggi la Germania in ambito NATO ha spacciato la propria posizione di preminenza in EU – che sfocia spesso in atteggiamenti neocoloniali con i periferici – in un contesto di limitazione germanica dell’espansionismo russo un EU. Solo a parole però, la realtà è che Berlino, con un inaspettato e forse indiretto avallo obamiano, si è presa tutto dall’Europa dell’euro post crisi del 2008 pur senza esimersi dall’attingere dall’amicizia storica tra Merkel e Putin guarda caso proprio per iniziare a costruire quella comunanza di interessi economici (chiamasi anche blocco o sfera di influenza in divenire, vedasi oltre) su base industriale tra il ricco orso russo e la tecnologica germanica tanto declamata delle elites industriali tedesche. Ovvero puntando a diventare essa stessa un competitor globale degli States.

Da dottrina (delle sfere di influenza) tale epilogo è inaccettabile per la diplomazia USA, un altro disastro addivenire della corrente amministrazione democratica.

All’uopo basti ricordare, come bene ha descritto Limes (30.2.2014, “Russia o Europa? Rivoluzioni, oligarchi e il futuro dell’Ucraina”), che fu proprio la Germania a bloccare l’annessione nella NATO dell’Ucraina nel 2008/09, cosa fatta ai tempi pre-Obama grazie all’impegno dell’amministrazione repubblicana uscente.

Oggi vediamo lo scandalo mediatico della VW, uno sputtanamento globale e soprattutto la distruzione del mito – che di reale ha poco o nulla, soprattutto nelle faccende importanti – della correttezza tedesca. VW truffava deliberatamente ed il governo tedesco sapeva*, che dire di più? Date un’occhiata alle tangenti pagate da Siemens nel mondo secondo il NYT e poi fate un reset delle vostre convinzioni sui teutonici:

Siemens_bribery_Greece_March102015

E non è finita, una rediviva Hillary Clinton ha chiesto giustizia e “conseguenze”**, non si può mescolare profitto e salute ha affermato. Alla buon ora, dove era l’ex segretario di stato quando si trattava di evitare la gogna mediatica ad un primo ministro democraticamente eletto di un paese EU superalleato americano nel 2011? Oggi sarebbe tanto utile alla causa ed invece….

Chiaramente lo scandalo VW – la tempistica e le modalità ce lo dicono – è destinato a durare ed allargarsi probabilmente con strascichi giudiziari un po’ in tutto il mondo. Tecnicamente se la frode sarà provata come ripetuta e costante, magari con [probabili] comportamenti simili da parte di altri costruttori tedeschi, porterà danni enormi non solo di reputazione ma anche economici al sistema Germania. Una sorta di opportuno freno ad una espansione economico-industriale sotto molti versi imbarazzante (si ricordi che, al pari dei deficit eccessivi, esiste un preciso limite ai surplus di bilancio nelle regole EU ma nessuno ha mai chiesto [alla Germania] di rispettarlo, ndr).

Vedremo come la giustizia europea nei vari stati si comporterà, se la difesa a tutti i costi degli interessi tedeschi prevarrà allora significherà che la Germania starà reagendo e quindi ci saranno anche contromosse contro chi, inopinatamente, ha fatto esplodere anche e soprattutto a livello mediatico lo scandalo durante (la tempistica) il salone dell’auto di Francoforte – Bruxelles si è sempre guardata bene dall’indagare in EU sugli stessi fatti contestati a VW in USA -.

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Si noti bene: la goccia che ha fatto traboccare il vaso è stato certamente l’accordo economico tra Russia e Germania sul raddoppio dell’infrastruttura gas nel mar Baltico [con immissione di metano direttamente nell’infrastruttura tedesca] firmato un mese fa, accordo molto denso di significati e di implicazioni economico-industriali fino a dipingerlo come il primo passo per un’integrazione con la Russia (l’intero sistema economico tedesco, che ha avuto il coordinamento del deal facendo intervenire anche i dovuti partners europei, è stato coinvolto anche con scambi di assets, ndr – vedasi grafico, fonte Limes; della serie, la Germania fa affari con Mosca mentre gli USA non solo restano a bocca asciutta ma spendono anche [molti] soldi in Ucraina, incredibile!). Una vera sfida allo status quo Americano.

Prepariamoci, la fine della Germania quale dominus europeo con la moneta unica è prossima. A fronte di quanto sopra esposto, possiamo concludere che le condizioni al contorno sono cambiate. E non appare casuale che il nostro Governo inizi – sebbene sommessamente – ad alzare un po’ la voce contro i troppo rigidi parametri di austerità imposti dalla Germania all’Europa non germanofona.

Ci saranno delle vittime.

Mitt Dolcino

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*Fonte Die Welt, testata tedesca vicina al centro destra al potere in Germania – http://www.tgcom24.mediaset.it/economia/scandalo-volkswagen-die-welt-berlino-sapeva-di-falsi-controlli-_2134773-201502a.shtml

**http://www.breakingnews.com/item/2015/09/22/hillary-clinton-on-news-that-11-million-volkswagen/

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