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L’Iran rilancia sul gas di South Pars: Teheran progetta il futuro come se la crisi del Golfo fosse già vinta
Nonostante i raid e le tensioni nel Golfo Persico, Teheran avvia uno studio geomeccanico per blindare ed espandere l’estrazione a South Pars. Un piano pluriennale che rivela la strategia economica dell’Iran.

Teheran tira dritto, nonostante la crisi del Golfo Persico e di Hormuz sembri ben lontana dall’essere superata. L’Iran ha lanciato un imponente piano tecnico per proteggere ed espandere l’estrazione dal giacimento a gas di South Pars, condiviso con il Qatar. Una mossa strategica d’impatto che suona come una scommessa: l’Iran pianifica a lungo termine come se la partita geopolitica fosse già chiusa a suo favore.
La Pars Oil and Gas Company ha avviato uno studio geomeccanico avanzato in 3D e 4D. L’obiettivo dichiarato è capire perché la pressione del giacimento stia calando e su come prevenire guasti alle strutture sotterranee.
Un gruppo di specialisti iraniani ha analizzato un’area di 480 chilometri quadrati per 13 mesi. Questo lavoro servirà a prevedere l’assestamento del terreno e a programmare le future fasi di perforazione.
Teheran vuole gettare le basi per sfruttare il giacimento ancora per molti decenni, non solo tirare avanti con la produzione attuale, peraltro calante. SI costruisce per un futuro non immediato, ma di medio-lungo periodo. Evidentemente chi è al governo a Teheran pensa di rimanerci a lungo.
South e North Pars
I numeri del colosso energetico
Il campo di South Pars (chiamato North Dome dalla controparte qatriota, sfruttata in modo esteso) è il più grande giacimento di gas naturale al mondo. Le dimensioni del giacimento chiariscono subito la posta in gioco:
| Indicatore | Valore |
| Gas totale stimato | 51 mila miliardi di metri cubi |
| Gas recuperabile | 36 mila miliardi di metri cubi |
| Quota dell’Iran | 14 mila miliardi di metri cubi (~33%) |
| Produzione giornaliera iraniana | 700 milioni di metri cubi |
| Investimento storico iraniano | 90 miliardi di dollari |
L’aspetto più curioso della vicenda è il contesto politico in cui si svolge attualmente questa vicenda. L’Iran condivide questo giacimento con il Qatar, le cui strutture per il gas liquefatto a Ras Laffan hanno subito pesanti danni nei recenti bombardamenti dell’area.
Vedere Teheran avviare piani tecnici di lungo periodo insieme a un vicino duramente colpito suggerisce una notevole certezza sulla propria vittoria e affermazione del proprio potere. L’Iran sembra convinto di potersi garantire il controllo delle risorse e di poter superare l’attuale fase di crisi senza perdere quote di mercato.
Per l’Iran il gas di South Pars è fondamentale fin d’ora. Alimenta le centrali elettriche nazionali, fornisce materia prima alle industrie chimiche e garantisce entrate fiscali indispensabili, anche se non viene ancora esportato. Riuscire a mantenere l’estrazione stabile significa evitare il blocco totale industriale del Paese.







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