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L’inversione storica che fa tremare Parigi: i titoli francesi rendono più dei BTP e il debito va fuori controllo
I rendimenti dei titoli francesi tornano al 4,86% e superano i BTP italiani di 30 pb: tra parlamento bloccato e deficit fuori controllo, Parigi rischia di innescare una nuova crisi europea del debito.

Il cuore finanziario dell’Europa sta battendo a vuoto. I titoli di Stato francesi a 10 anni (OAT) viaggiano attorno al 4,86%, inchiodati vicino ai massimi degli ultimi vent’anni, mentre i titoli tedeschi e persino i BTP italiani vedono scendere i propri rendimenti. Si è consumato un sorpasso impensabile fino a poco tempo fa: prestare soldi alla Francia oggi costa di più che prestarli all’Italia.
Non si tratta di una banale oscillazione giornaliera, ma di una frattura profonda. I mercati stanno inviando un segnale chiaro: la Repubblica francese non convince più.
La divergenza dei rendimenti sovrani a 10 anni
| Paese ed emissione | Rendimento decennale indicativo | Andamento recente |
| Germania (Bund) | ~3,50% | In netto calo |
| Italia (BTP) | ~4,60% | In sensibile discesa |
| Francia (OAT) | ~4,86% | Bloccato sui massimi |
Da Tradingeconomics possiamo vedere come l’andamento dei vari tassi sia visivamente divergente:
La calma che si registra su Bund e BTP fa pensare a un sostegno indiretto della Banca Centrale Europea. Tuttavia, gli acquisti di Francoforte non bastano a fermare l’emorragia di fiducia su Parigi.
Perché Parigi è con le spalle al muro
La crisi francese si regge su due pilastri che si alimentano a vicenda:
- Un deficit fuori scala: il disavanzo pubblico supera il 5% del PIL e la manovra per il 2027 punta a tagli consistenti di spesa che nessun gruppo parlamentare intende votare.
- Un parlamento paralizzato: con un’Assemblea Nazionale divisa in tre blocchi contrapposti e le elezioni presidenziali all’orizzonte, varare una manovra rigorosa è politicamente impossibile. I problemi di ordine pubblico e le proteste degi sudenti peggiorano il quadro generale.
- Le pressioni di Bruxelles: durante l’ultimo Eurogruppo, i partner europei hanno intimato a Parigi di presentare conti credibili, ma l’austerità in Francia scatena la piazza e rischia di far cadere l’esecutivo. Sinora non ci sono alternative all’aumento delle tasse o al taglio della spesa pubblica, che viene appunto peggiorata dall’aumento dei tassi.
Per anni la politica francese ha rimproverato ai paesi del Sud Europa i compiti a casa. Oggi è la Francia a trovarsi con un debito che galoppa verso il 120% del PIL, senza avere la forza politica di invertire la rotta. Macron intanto è incredibilmente impopolare, con un’approvazione solo al 15% e questo non aiuta sicuramente la stabilizzazione.








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