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L’ex Garibaldi torna a ruggire nel Pacifico: Fincantieri sigla l’intesa con PT PAL per blindare i mari indonesiani
Dalla pensione alle calde acque dell’Indo-Pacifico: Fincantieri e PT PAL firmano l’intesa per trasformare l’ex portaerei Garibaldi nella nuova ammiraglia indonesiana KRI Sriwijaya. Un’operazione strategica che unisce difesa, tecnologia e commesse per l’industria italiana.

I venti di crisi nell’Indo-Pacifico e le crescenti tensioni lungo le rotte strategiche del Sud-Est asiatico accelerano la corsa agli armamenti navali. In questo scacchiere incandescente, l’Italia piazza un colpo industriale e geopolitico di primo piano: la storica portaerei leggera Giuseppe Garibaldi, ceduta a Giacarta e ribattezzata KRI Sriwijaya, ma rinascerà a nuova vita operativa grazie a un accordo strategico tra Fincantieri e il colosso statale indonesiano PT PAL.
L’intesa, formalizzata a Giacarta sotto forma di Memorandum d’Intesa (MoU), è stata firmata da Mauro Manzini, responsabile vendite della Divisione Navi Militari di Fincantieri, e da Djenod Kaharuddin, amministratore delegato di PT PAL Indonesia.
L’obiettivo è definire la divisione dei compiti per un radicale programma di ammodernamento dell’unità. Fincantieri metterà a disposizione il proprio patrimonio di disegni originali e competenze ingegneristiche, mentre il cantiere indonesiano fornirà le strutture locali, la manodopera e i servizi logistici di banchina.
La vecchia signora dei mari italiani, varata a Monfalcone e consegnata alla nostra Marina Militare nel lontano 1985, si prepara così a una seconda giovinezza a migliaia di miglia dal Mediterraneo. Invece del riposo da nave-museo, la piattaforma affronterà una serie complessa di interventi tecnici:
- Tropicalizzazione degli impianti: adeguamento dei sistemi di raffreddamento e ventilazione alle temperature e all’umidità estreme dell’arcipelago indonesiano.
- Revisione della propulsione: estensione dell’autonomia e ripristino dell’efficienza delle turbine a gas per garantire prontezza d’intervento.
- Aggiornamento elettronico: integrazione di nuovi radar, sistemi di navigazione e comando adatti a compiti ibridi.
- Per l’economia italiana, questa firma non è una semplice formalità notarile. Nel settore navale e della difesa, l’ammodernamento di una nave complessa attiva un moltiplicatore economico notevole per l’industria manifatturiera ad alta tecnologia.
Dietro la capogruppo Fincantieri si muove infatti una fitta rete di medie e piccole imprese subfornitrici specializzate in componentistica meccanica, impiantistica navale e sistemi elettronici avanzati, senza dimenticare campioni come Leonardo.
Vendere o riallestire unità complesse all’estero significa assicurare commesse certe, salvaguardare occupazione qualificata negli stabilimenti italiani e incamerare valuta pesante tramite l’export ad alto valore aggiunto.
L’amministratore delegato di Fincantieri, Pierroberto Folgiero, ha rimarcato come il Sud-Est asiatico rappresenti un mercato imprescindibile per la crescita del gruppo. L’operazione Garibaldi non nasce nel vuoto: segue a ruota l’acquisizione da parte di Giacarta dei due pattugliatori d’altura PPA (i futuri KRI Brawijaya e KRI Prabu Siliwangi), originariamente ordinati per la Marina italiana.
L’Indonesia, stretta tra la necessità di controllare oltre diciassettemila isole e le pressioni aeronavali di Pechino, ha fame di navi pronte all’uso e di trasferimenti tecnologici. La Garibaldi costituisce un passo avanti notevole nelle capacità navali del Paese del Sud est Asiatico, e la Nave italiana, comunque, proseguirà la propria carriera operativa.







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