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LETTERA DI UN FIGLIO

Oggi, alle ore 3.00, è deceduta Acciai Brunella Stella. Nata a Poppi (AR) nel 1949, aveva svolto attività artigiana fino alla pensione per poi dedicarsi pienamente alla cura del suo cane, Lilla, e del gatto, Ginger. Ammalatasi di adenocarcinoma pancreatico a fine 2006, era stata operata a Bologna per la resecazine della testa del pancreas, intervento che le aveva consentito, dopo un periodo di riabilitazione durato circa un anno, il ritorno ad una vita quasi normale. Il 08/09/2015 le era stata diagnosticata una recidiva al pancreas in abbinamento ad un carcinoma polmonare non a piccole cellule.

Vi chiederete perché scriva un post su una storia così “normale”: ebbene era mia mamma.
Ed in questi anni di profondo dolore ho imparato tante cose sul sistema sanitario, sia pregi che difetti. Tra le tante cose che mi passano per la mente, in questo momento di profonda costernazione, merita di essere raccontato un episodio accaduto ad inizio marzo di quest’anno: era un sabato pomeriggio e, come ogni giorno, ero andato a casa dei miei a fare visita a mia mamma. L’avevo trovata abbastanza bene, compatibilmente alla sua condizione di persona allettata con due tumori, si lamentava solo per il freddo per cui mi aveva chiesto di darle una coperta in più. Nel giro di mezz’ora le era venuta la febbre a 39,5 e aveva perso conoscenza. Allarmati, chiamiamo il 118 che prontamente fa giungere un’ambulanza. Uno dei due portantini, con fare gentile ma risoluto, ci intima di non chiamare più l’ambulanza, qualora fossero capitati altri episodi, in quanto “non si possono sprecare posti letto per una persona messa così perché i posti sono pochi”.

E’ vero, aveva solo due mesi scarsi di vita, ma questo discorso mi ha fatto ribollire il sangue nelle vene. Che cazzo vuole dire che non si possono sprecare posti! Era viva, era viva!!
Immediatamente, quasi per un riflesso condizionato, il pensiero è andato a certe teste di cazzo persone, che tra l’altro svolgono impieghi di rilievo, ed alle loro affermazioni in merito alla necessità di tagli alla spesa sanitaria.

Volete la chiusura dei reparti, degli ospedali ed i posti letto divengono scarsi?!? Il vostro desiderio è stato esaudito, ma la mia famiglia, come tante altre, ne ha subito le conseguenze e ha dovuto saggiare “la durezza del vivere”.

Non avete idea cosa sia vedere un proprio familiare arrivare a pesare 30 Kg; vederlo in coma, con occhi sbarrati, la bocca aperta, storta, quasi in un urlo di dolore che non riesce ad uscire. Non avete idea cosa sia vedere la vostra mamma che compie un respiro ogni 10 secondi ed ogni volta domandarsi se sarà l’ultimo.

Cari politici, questa volta è toccato a me piangere, ma la ruota gira, gira, eccome gira! Pertanto, se malauguratamente la prossima dovesse capitare a voi o ad un vostro stretto familiare, contattatemi pure senza remore, saprei darvi tanti “consigli” e mi toglierei la soddisfazione di dirvi a viva voce quello che penso di gentaglia politici come voi e delle vostre spending review.

Addio mamma

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