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Ecco perchè le continue polemiche su un isolamento italiano in Europa, non hanno alcun fondamento

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Per mesi una parte dell’opposizione ha raccontato una Giorgia Meloni isolata in Europa, incapace di incidere sulle grandi scelte dell’Unione. A distanza di oltre tre anni dall’insediamento del governo, il quadro che emerge dai principali dossier europei appare però molto diverso. E le polemiche alimentate su un assenza ad un vertice rispetto ad una scaramuccia con Macron, appaiono strumentali e infondate, alla luce dei fatti che invece raccontano, a detta di tutti di un Italia certamente piu forte e presente sui dossier che contano all’interno della Unione. 

“L’Italia è oggi uno degli interlocutori più ascoltati nei tavoli che contano e il rapporto costruito dalla presidente del Consiglio con Ursula von der Leyen rappresenta probabilmente uno degli elementi più significativi della nuova fase europea. Nonostante appartengano a famiglie politiche differenti, la leader della Commissione Europea e il premier italiano hanno sviluppato negli ultimi anni un dialogo pragmatico fondato sulla ricerca di soluzioni comuni sui grandi temi dell’agenda europea: immigrazione, competitività industriale, sicurezza energetica e politica estera.” Sostiene una fonte diplomatica della commissione europea.

 

Secondo osservatori diplomatici europei, infatti, il rapporto tra Roma e Bruxelles viene oggi considerato molto più solido di quanto non fosse all’inizio della legislatura. Nei palazzi comunitari viene riconosciuto all’Italia un ruolo crescente nella costruzione dei compromessi che consentono all’Unione di affrontare le sfide economiche e geopolitiche più delicate.

Ed è anche per questo che le critiche rivolte alla Meloni per la sua assenza al vertice nei in Montenegro per il vertice Ue-Balcani, hanno fatto sorridere Palazzo Chigi e hanno indotto la premier per una volta a rispondere dalle pagine del Corriere a quella che definisce “polemiche di una sinistra disperata”.

Mai come ora, a detta di molti osservatori il nostro paese sta assumendo un posto di rilievo tra i grandi d’Europa. L’apertura di Bruxelles su una maggiore flessibilità di bilancio per i costi dell’energia, vengono lette da molti osservatori come il riconoscimento delle richieste italiane sulla  necessità di accompagnare la transizione ecologica senza compromettere la competitività delle imprese europee. 

Ma anche sul tema dei migranti, con il via libera alla nuove regole sui rimpatri, pare un chiaro segnale che anche l’Europa voglia seguire quello che è il modello Meloni, basato sugli accordi con i paesi terzi. Naturalmente non mancano divergenze e momenti di confronto. Ma l’influenza di un Paese all’interno dell’Unione non si misura dall’assenza di conflitti, bensì dalla capacità di essere presente nei processi decisionali e di contribuire a orientarne gli esiti.

Meloni ha un ottimo rapporto con la presidente della commissione, grazie anche al grande lavoro sottotraccia che facendo Raffaele Fitto dall’interno, e un ottimo rapporto con il cancelliere tedesco Friedrich Merz, con il quale condivide la necessita di cambiare alcune regole europee che frenano la competitività delle imprese europee. Ma anche Donald Tusk, che per mesi è stato considerato un avversario della premier italiano, nella sua recente visita in Italia, ha riconosciuto il grande ruolo che Meloni svolge in Europa ” Grazie a Meloni la politica europea è migliore” ha detto il leader polacco.

L’immagine di un’Italia isolata appare oggi, quindi, difficilmente compatibile con la realtà di un governo che dialoga stabilmente con la Commissione Europea, rafforza il rapporto con Berlino e partecipa da protagonista ai principali negoziati europei. La forza del consenso della Meloni, che rimane tra i più stabili nella storia repubblicana a quattro anni dall’ascesa al potere, sta anche nella consapevolezza forse, dell’autorevolezza della premier ai tavoli internazionali contrapposta invece a chi ancora sembra brancolare nel buio delle proprie contraddizioni su energia, migranti, Ucraina, Israele e spese nella difesa. Tutti temi sui quali il governo Meloni ha sempre mantenuto una posizione coerente con quella del resto degli altri grandi paesi europei, al di là di qualche scaramuccia con il solito Macron, derubricata più ad invidie personali e debolezze interne ( del francese) che a veri e propri dissidi di fondo tra i due paesi.

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