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Le implicazioni di mercato del NO secondo Goldman.

Zerohedge oggi riporta l’idea di Goldman Sachs per il nostro paese dopo il No al referendum.

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In relazione ai mercati, Goldman ritiene che una certa pressione sui Btp italiani si diffonda nei prossimi giorni, soprattutto dopo l’inasprimento visto nella seconda parte della scorsa settimana (lo spread a 10 anni in Germania ha chiuso a circa 160pb scorso venerdì e è attualmente in commercio poco meno di 170bp).

Detto questo, con la Banca d’Italia attiva nel mercato secondario e la BCE (che dovrebbe annunciare un’estensione del QE a breve di EUR 80 miliardi per la maggior parte del 2017), GS dubita che l’ampliamento del differenziale con la Germania vada molto al di sopra dei massimi di 190-200bp anche nei giorni piu’ turbolenti.

La maggior parte dell’attenzione sarà invece concentrata sulle banche.

Goldman vede come bassa la probabilità di successo delle ricapitalizzazioni orientate al mercato delle banche retail italiane più deboli. Di tal guisa, l’esito del voto aumenta la possibilità di una ristrutturazione guidata dallo Stato.

In questi casi, l’applicazione delle norme “bail-in” sotto la BBRD rimane un punto chiave della contesa.

Il governo potrebbe invocare una deroga sulla base del fatto che la stabilità finanziaria potrebbe essere messa in pericolo.

Goldman avrebbe separato il destino del Monte dei Paschi (e quella dei piccoli istituti di credito in difficoltà) dal rischio sovrano, più in generale, ed è del parere che una risoluzione delle carenze di capitale bancario, anche se si tratta di fondi pubblici, sarebbe in definitiva positiva per le prospettive di rischio sovrano.

Ragazzi, si inizia a ballare senza aver in mano ne’ una nostra moneta, ne’ una vera Banca Centrale.

Allacciate le cinture di sicurezza!

Ad maiora.

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