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Attualità

LE COSE INUTILI, NELLA “NUOVA NORMALITA’ (di Debora Billi)

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L’alimentari è indispensabile. Ristorante, bar, pizzeria, pasticceria, gelateria sono inutili.
La passeggiata è indispensabile. Tutto lo sport, dal calcio alla piscina dei bimbi, è inutile.
Internet, il cellulare, sono indispensabili. Il teatro, il cinema, la musica, ballare, sono inutili.
Il parrucchiere, la ceretta, la barba, il massaggio sono inutili.
Il funerale è indispensabile. La Messa, sposarsi, battezzare, è inutile.
Studiare è indispensabile. La scuola e l’università sono inutili.
La Polizia e l’app sono indispensabili. I tribunali e le carceri sono inutili.
I trasporti sono indispensabili. I viaggi, le vacanze, le gite, le escursioni, le scampagnate sono inutili.

Il modo di procedere è chiaro: non si tratta di codici Ateco, né di contagiosi assembramenti. Il nostro Paese è ora chiuso al “superfluo”, sulla base di valutazioni da Stato etico in cui tanti cittadini rivestono volentieri il ruolo di polizia morale. Chi afferma (e accade in tutto il mondo con la medesima locuzione) “abituatevi alla nuova normalità”, è proprio a questo che si riferisce. Come nell’Anno Domini 1979 dell’Iran khomeinista, è abolito ogni piacere della vita, e ci si deve rassegnare a una squallida quotidianità basata sulle categorie morali di qualche ignoto Pasdaran al potere.
In strada ci sarà chi provvederà a farvi adeguare, e dove non ci sarà, ci penserà l’app.
E chi lavora nei settori inutili? Beh buon 1 maggio, e w la rivoluzione khomeinista!


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