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Le cessioni di sovranità: un delitto contro la personalità dello Stato.

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Le mie azioni in difesa della sovranità e dell’indipendenza del paese e dunque in definitiva di quel bene giuridico che trova tutela nel titolo I del libro II del codice penale italiano intitolato “dei delitti contro la personalità dello Stato” sono ormai note. Torniamo tuttavia sul tema poiché, mentre l’incompatibilità tra Trattati UE e Costituzione comincia ad essere chiara ad un numero sempre maggiore di operatori del diritto, gli aspetti penali delle cessioni e comunque di ogni atto che leda l’indipendenza del paese, restano invece ancora ignote ai più.

La crisi economica è stata letteralmente inventata dal nulla per impoverire gli italiani (tutta Europa in realtà) e costringere i popoli ad accettare la rinuncia a fette sempre maggiori di sovranità, che, come noto, appartiene al popolo ex art. 1 Cost. Se la sovranità viene ceduta, il popolo è ovviamente tagliato fuori.

I nostri politici, da anni, stanno collaborando ad una  gigantesca truffa nell’interesse dei poteri finanziari stranieri. La crisi è quindi un atto deliberato con il quale si fiacca la resistenza della popolazione e dei cittadini per cedere diritti e sovranità nazionale. Lo stesso Monti ha candidamente confessato che le gravi crisi sono necessarie, rappresentando il prezzo psicologico per imporre ai cittadini proprio le cessioni di sovranità, in favore di un’economia di mercato che di liberale non ha nulla. (cliccate qui per il video integrale di Monti)

Il processo d’impoverimento parte nel 1992 con il trattato di Maastricht (non dimentichiamoci anche del divorzio tesoro – banca d’italia del 1981 atto precursore di quanto accaduto dopo), quando l’Italia ha iniziato a tassare più di quanto spendeva, togliendo quindi moneta ai cittadini e ciò al fine di rispettare i vincoli imposti dal protocollo 12 allegato al trattato stesso. Il vincolo è quello noto del rapporto deficit-pil annuo fissato nel tetto massimo del 3%, limite superato dai soli interessi passivi sul debito pubblico. La conseguenze fu che per rispettare il parametro il Governo Italiano ha dovuto fare “avanzo primario” ovvero tassare più di quanto ha speso, ciò accade da vent’anni. Ecco perché non abbiamo più soldi nei portafogli! Visto che la moneta non cresce nei campi, se ne viene tolta dall’economia reale più di quanta ne viene immessa, non possiamo che diventare più poveri. Il risparmio viene cancellato, con buona pace dell’art. 47 Cost (cliccate qui per un articolo ed un video molto tecnico sul ruolo giuridico del risparmio e della moneta).

Ovviamente il limite al deficit, che costituisce per definizione una cessione di sovranità economica, sommato all’impossibilità per lo Stato di emettere moneta, a causa delle cessioni di sovranità monetaria compiute sempre da Maastricht in poi, hanno sottratto la possibilità di qualsivoglia difesa dall’attacco sferrato dalla finanza. La crisi dovuta alle illecite cessioni di sovranità diventa, come detto, la leva per smantellare definitivamente la personalità giuridica dello Stato italiano.

Tuttavia menomare sovranità ed indipendenza è un reato punito ai sensi degli artt. 241 e seguenti c.p. E’ reato dunque sia quello che hanno fatto, sia quello che stanno facendo, sia quello che si accingono a fare in futuro, in esecuzione di un disegno criminoso che prosegue da anni.

Sogno che un Magistrato coraggioso possa, a breve, finalmente mettere la firma su una richiesta di rinvio a giudizio contro i traditori del paese con un capo d’imputazione che sarebbe davvero semplice redigere. Non sarebbe complicato imputare per queste fattispecie, basterebbe infatti rammentare che la menomazione dell’indipendenza e la cessione di sovranità sono comunque, anche dopo la riforma del codice penale del 2006, atti ostili contro la personalità giuridica nazionale e dunque punibili in ogni caso ai sensi e per gli effetti dell’art. 243 c.p., norma fortunatamente mai modificata.

Atti ostili che sono avvenuti con la stipula dei trattatati (atti d’intelligenza, accordi) che al contempo stanno causando una crisi economica che provoca l’accettazione ad ulteriori e definitive cessioni di sovranità. Da Maastricht all’arrivo di Renzi, passando per Monti, abbiamo visto una costante esecuzione del medesimo disegno criminoso: l’omicidio dell’Italia come nazione indipendente e sovrana. Una volta la sovranità e l’indipendenza si cancellavano con le armi, oggi si usa una moneta. Penalmente le situazioni sono analoghe.

E davvero non ci sarebbe limite alle possibili imputazioni visto che risultano pienamente perseguibili, ad esempio per istigazione a delinquere, anche tutti coloro che, come Laura Boldrini, Padoan, Napolitano, Draghi, ecc., hanno invocato di vincere le resistenze del popolo alla cessione della sovranità nazionalePalese che così si invoca, la menomazione della personalità giuridica dello Stato. Insomma un atto analogo ad invocare a compiere una rapina o a spacciare sostanze stupefacenti.

Ma d’altronde di cosa ci stupiamo? Ieri all’Expo hanno addirittura storpiato l’inno. Non siamo più pronti alla morte per la difesa della Patria ma “siam pronti alla vita”. Ovvero non muoveremo un dito mentre la finanza distrugge la nostra Patria e ci rende schiavi. Difendere la Nazione e la sua indipendenza non deve più essere un valore, sarebbe troppo pericoloso…

Concludo dicendo che se scrivo panzane vorrei essere denunciato, diversamente a chi legge potrebbe venire il sospetto che l’avvocato Marco Mori stia semplicemente dicendo il vero.

Capisco di essere un avversario abbastanza pericoloso, so quello che dico, so come dirlo, e non mi arrenderò mai fino alla completa vittoria, ovvero fino al ritorno del rispetto della Costituzione in questo paese.

 

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