EconomiaFinanzaUSA
L’App della Figlia di Bill Gates accusata di intercettare i guadagni altrui con il “Cookie stuffing”
Phia, l’applicazione di shopping co-fondata da Phoebe Gates, è accusata di aver falsificato i clic per sottrarre commissioni di affiliazione a grandi marchi e piccoli editori, sollevando polemiche sui metodi di crescita della startup.

Il settore del commercio elettronico e del marketing digitale è scosso da uno scandalo che colpisce direttamente la famiglia più influente della tecnologia mondiale. Phia, l’applicazione di shopping online co-fondata da Phoebe Gates, figlia ventitreenne del miliardario Bill Gates, è sotto accusa per aver sottratto commissioni e gonfiato i propri dati finanziari in modo scorretto.
L’accusa, mossa da colossi concorrenti e esperti indipendenti e riportata da Bloomberg, ma anche da altri, delinea un sistema automatico di falsificazione dei clic. Attraverso questa tecnica, la startup incassava commissioni su vendite che non aveva in alcun modo promosso, dirottando flussi di denaro destinati ad altri editori e pubblicitari.
La tecnica sotto accusa: il “Cookie Stuffing”
Il funzionamento dei programmi di affiliazione si basa su una regola economica tanto semplice quanto rigida: la commissione spetta a chi porta concretamente il cliente sul sito del venditore tramite un clic consapevole. Phia prometteva di agire come assistente per trovare sconti e confrontare i prezzi dei prodotti di moda.
Tuttavia, le analisi tecniche sul codice sorgente dell’applicazione hanno svelato una realtà ben diversa. Quando un utente si trovava nelle fasi finali di un acquisto su uno dei oltre 50 grandi siti di vendita monitorati, l’estensione per browser di Phia compiva un’azione invisibile.
L’applicazione apriva in automatico una scheda in background nel browser mobile del cliente, vi inseriva il proprio codice di tracciamento e la chiudeva nel giro di pochi secondi. Questo processo, noto nel settore come cookie stuffing, ingannava i sistemi di tracciamento dei rivenditori, sovrascrivendo i codici di affiliazione legittimi precedentemente attivati.
Le Dimensioni del Mercato e il Danno Economico
L’applicazione Phia ha raccolto oltre 43,5 milioni di dollari da fondi di investimento di primo piano e celebrità internazionali, accumulando più di 1,2 milioni di download nell’ultimo anno. Le verifiche tecniche hanno confermato che il meccanismo di intercettazione dei dati si attivava in modo sistematico.
| Soggetti Coinvolti | Tipologia di Entità | Effetti della Pratica di Phia |
| Grandi Marchi (Walmart, Nike, Zara, Nordstrom) | Rivenditori finali | Pagamento di commissioni doppie o non dovute a Phia per vendite già acquisite. |
| Editori Digitali (Es. Wirecutter del NYT) | Produttori di contenuti | Perdita dei ricavi pubblicitari legati ai clic reali dei lettori. |
| Reti di Affiliazione (Impact.com, Awin, Rakuten) | Piattaforme di intermediazione | Violazione dei termini contrattuali e dei protocolli di trasparenza. |
Il danno pratico colpisce la struttura dei ricavi della pubblicità online. Se un utente leggeva una recensione su un giornale e decideva di acquistare un bene, Phia subentrava all’ultimo secondo cancellando il merito economico del creatore del contenuto. Una grossa distorsione del sistema pubblicitario.
Le reazioni del settore e i precedenti giuridici
Il network pubblicitario Impact.com ha reagito sospendendo l’account della startup per violazione strutturale delle regole della piattaforma. Phia ha risposto tramite un portavoce, attribuendo il comportamento a una “anomalia tecnica” introdotta in un aggiornamento del codice lo scorso dicembre, e ha dichiarato di aver rimosso la funzione entro 24 ore dalla segnalazione.
Questa vicenda non rappresenta un caso isolato, ma si inserisce in un contesto normativo e giudiziario internazionale sempre più restrittivo nei confronti delle anomalie del marketing digitale:
- Il caso Honey (PayPal): Tra il 2024 e il 2025, l’estensione Honey ha affrontato una class-action in California per pratiche analoghe di sostituzione dei codici promozionali.
- I precedenti penali di eBay: Nel decennio precedente, due importanti promotori digitali sono stati condannati penalmente per frode ai danni di eBay tramite cookie stuffing, accumulando profitti illeciti per 35 milioni di dollari.
- I problemi di privacy di Phia: Già l’anno scorso la startup di Phoebe Gates era finita sotto esame da parte di esperti di sicurezza perché registrava la cronologia di navigazione e i dati personali, inclusi estratti conto bancari, inviandoli ai propri server.
Quindi non tutte le ciambelle escono con il buco, anche quando il nome alle spalle è altamente blasonato. La vicenda sicuramente non si esaurirà qui, e in futuro sentiremo delle evoluzioni. Nello stesso tempo vediamo come il mercato dei dati e dei referral sia un vero e proprio Far West, dove ognuno cerca di massimizzare gli utili, anche senza andare troppo per il sottile. Un gran spreco, alla fine, di denaro.







You must be logged in to post a comment Login