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L’America rischia di soffocare nel debito: le crypto offrono una stampella di Washington

Rendimenti record sopra il 4,9% e costi fuori controllo: il piano di Trump e del Tesoro USA per usare i dollari digitali e i risparmiatori esteri come scudo al debito americano.

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Il costo del debito pubblico americano è ormai fuori controllo e minaccia di travolgere i conti di Washington. Con il rendimento del titolo decennale volato oltre il 4,9%, quasi al 5%, sui massimi dal 2023, il Tesoro degli Stati Uniti si trova con le spalle al muro. Pagare gli interessi sta diventando un salasso insostenibile per la prima economia mondiale.

Rendimento titoli decennali

Per evitare il tracollo, l’amministrazione repubblicana guidata da Donald Trump ha deciso di stringere un patto con un alleato tanto inaspettato quanto potente: le stablecoin.

Questi gettoni digitali ancorati al dollaro, a lungo guardati con sospetto dai regolatori di mezzo mondo, stanno diventando la ciambella di salvataggio per le finanze a stelle e strisce. Non si tratta di una simpatia ideologica, ma di pura necessità di cassa.

La manovra di emergenza del Tesoro

Il segretario al Tesoro Scott Bessent ha dovuto varare in fretta e furia un piano di riacquisto di titoli di Stato   di dollari per provare ad abbassare i tassi. Un cerotto su una ferita enorme. Bessent ha però un piano più ampio e guarda con fiducia a Wall Street e al mondo dei token digitali:

“La crescita dell’ecosistema delle stablecoin creerà una forte domanda strutturale per i titoli del Tesoro USA a breve termine che le garantiscono”, ha spiegato Bessent, indicando l’obiettivo di veder salire questo mercato “dagli attuali 295 miliardi a 3.000 miliardi di dollari entro il 2030”.

Donald Trump lo ha capito prima di altri. Il presidente americano ha sempre difeso queste valute digitali perché sa che ogni nuovo dollaro digitale emesso si trasforma in un prestito secco allo Stato federale.

Come funziona il meccanismo salva-dollaro

Le stablecoin come USDC (gestita da Circle) o USDT (emessa da Tether) promettono di valere sempre esattamente un dollaro. Per mantenere questa promessa, le società emittenti devono conservare nelle casseforti una quantità identica di riserve sicure.

Invece di tenere banconote ferme a prendere polvere, Circle e Tether comprano Buoni del Tesoro americano a breve scadenza. In pratica, chi compra un dollaro digitale presta soldi al governo federale, il tutto senza neanche saperlo. Si tratta di una forma di monetizzazione del debito.

La vera sorpresa arriva però da uno studio pubblicato da Citizens Bank e dalla società di analisi blockchain Allium. I ricercatori hanno scoperto che non tutte le monete digitali aiutano Washington allo stesso modo.

Su 295 miliardi di dollari di stablecoin circolanti, solo il 58% – pari a circa 170,9 miliardi – rappresenta una domanda realmente “nuova” e aggiuntiva di titoli di Stato. Il resto è solo uno spostamento di soldi che erano già investiti in obbligazioni americane tramite fondi monetari tradizionali.

Come spiegano chiaramente gli analisti di Citizens Bank e Allium nel loro rapporto:

Questo divario evidenzia come le cifre generiche che si riferiscono solo all’emissione totale di stablecoin esagerino la trasmissione diretta alla domanda di debito pubblico e trascurino l’importanza di distinguere tra circolazione lorda e domanda aggiuntiva o incrementale. L’impatto reale dipende non tanto dal numero di token emessi, quanto da chi li acquista, per quale scopo e cosa sostituiscono“.

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| Indicatore di Mercato                          | Valore Rilevato

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| Volume totale stablecoin                     | 295 miliardi di dollari

| Nuova domanda reale per il Tesoro  | 170,9 miliardi (58%)

| Quota transazioni su rete TRON       | 71% del totale

| Domanda generata da TRON            | 60,8 miliardi di dollari

| Previsione mercato al 2030                | 3.000 miliardi

| Domanda potenziale stimata al 2030 | 1.700 miliardi

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I risparmiatori stranieri pagano i conti di Washington

Chi sta davvero finanziando gli Stati Uniti senza nemmeno saperlo? La risposta porta lontano dai grattacieli di New York.

I maggiori finanziatori sono piccoli risparmiatori, commercianti e famiglie che vivono in Paesi piegati da inflazione e crisi economica, dall’America Latina al sud-est asiatico, fino al Medio Oriente.

Queste persone non possono comprare direttamente titoli del Tesoro a Wall Street per proteggere i propri risparmi. Trovano invece semplicissimo scaricare un’applicazione sul telefono e convertire pesos o lire locali in dollari digitali tramite piattaforme come Binance.

  • Piattaforme estere: borse come Binance custodiscono circa 79,8 miliardi di dollari in gettoni digitali; di questi, 47,4 miliardi sono soldi freschi che vanno dritti nei titoli americani.
  • Autostrade digitali: la rete blockchain TRON gestisce da sola il 71% dei pagamenti mondiali in stablecoin, convogliando oltre 60 miliardi di dollari netti verso il debito pubblico USA.
  • Portafogli personali: milioni di utenti usano portafogli autonomi su Ethereum per pagare beni o difendersi dalle svalutazioni delle monete locali, fornendo un flusso continuo di acquisti.

La finanza decentralizzata, nata con il sogno di scavalcare le banche centrali e la moneta fiat, è finita a fare da stampella al debito dello Stato più indebitato del mondo. Però intanto lo sorregge, perfino aggirando le azioni della Federal Reserve. Alla fine, grazie al debito USA, tutti possono avere la propria fettina di dollari e tra l’altro

Un cittadino di Buenos Aires o di Lagos che compra Tether per fare la spesa senza perdere potere d’acquisto finisce, per vie traverse, per pagare la spesa pubblica di Washington.

Basterà per salvare i conti americani?

Dal punto di vista pratico, questo fiume di denaro estero ha un pregio raro: non dipende dall’andamento dei mercati finanziari o dalle oscillazioni dei tassi. Chi vive in economie traballanti continuerà a comprare dollari digitali solo per difendere il pane quotidiano.

Se le previsioni di Bessent si avverassero e il settore raggiungesse i 3.000 miliardi entro il 2030, il Tesoro americano potrebbe contare su ben 1.700 miliardi di dollari di acquisti garantiti. Tuttavia, bisogna restare con i piedi per terra. Il mercato del debito pubblico statunitense supera i 35.000 miliardi complessivi, con scadenze a breve termine per quasi 7.000 miliardi.

Centosettanta miliardi sono una bella boccata d’ossigeno per le aste del Tesoro, ma non bastano a fermare l’emorragia se la spesa pubblica continuerà a correre senza freni e i tassi resteranno alti. La mossa di Trump e Bessent compra tempo prezioso, ma può avere successo solo se l’uso delle stable coin si ampia notevolmente, e lo spazio potenziale c’è. Al mondo la liquidità disponibile, la moneta M2, viene calcolata essere pari a circa  103.000 miliardi di dollari. Se lo strumento delle Stablecoin riuscisse a convertire anche solo il 10% di questa liquidità in dollari virtuali, il problema del debito U SA sarebbe molto più gestibile, e il tutto senza intervento della Federal Reserve.

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