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La UEFA prepara una denuncia penale contro Gianni Infantino. Ecco tutte le accuse
La UEFA porta Gianni Infantino in tribunale: pronta la denuncia per amministrazione infedele in Svizzera dopo il piano segreto per svendere i diritti dei Mondiali a fondi privati americani.

La UEFA sta preparando una denuncia penale formale in Svizzera contro il presidente della FIFA Gianni Infantino. L’accusa principale è pesante come un macigno: amministrazione infedele.
Al centro del terremoto c’è il contestatissimo progetto di cedere una quota dei diritti commerciali dei Mondiali a fondi privati americani. Un’operazione miliardaria orchestrata in gran segreto, che per Nyon non rappresenta una semplice divergenza di visione sportiva, ma un vero e proprio tentativo di depauperare il patrimonio del calcio per consolidare un potere personale. La frattura tra le due massime istituzioni del pallone si è trasformata in una guerra aperta a colpi di istanze giudiziarie depositate tra la Svizzera e gli Stati Uniti.
Il piano segreto: Fifa Forward Enterprise
L’origine dello scontro risale all’annuncio del piano per la creazione di una nuova società commerciale, denominata Fifa Forward Enterprise (FFE). L’idea di Infantino era quella di scorporare i diritti commerciali dei tornei più ricchi del pianeta — la Coppa del Mondo maschile, il Mondiale femminile e il rinnovato Mondiale per Club — affidandoli a questo nuovo veicolo societario aperto al capitale privato.
Nelle carte legali presentate dai legali della UEFA, l’operazione viene descritta con toni durissimi: un meccanismo ideato da Infantino e da una ristretta cerchia di collaboratori per cedere stabilmente il controllo degli asset più redditizi della FIFA, a danno dell’istituzione stessa e delle sue federazioni affiliate.
Una valutazione stracciata e senza gara pubblica
La prima accusa tecnica mossa dalla UEFA riguarda la determinazione del prezzo degli asset mondiali:
- Valutazione fuori mercato: il piano prevedeva la cessione di una quota del 20% della nuova entità per circa 4,2 miliardi di dollari, implicando un valore complessivo di 20 miliardi di dollari. Una cifra definita dalla UEFA «assurdamente bassa» per tornei capaci di generare oltre 15 miliardi a quadriennio.
- Assenza di una gara pubblica: l’accordo non è passato attraverso un’asta competitiva internazionale né attraverso una stima indipendente e verificabile.
- Vantaggio per investitori selezionati: la trattativa riservata avrebbe garantito a specifici investitori esteri una posizione di rendita permanente sui ricavi futuri delle competizioni.
Secondo i vertici europei, cedere una fetta strutturale dei Mondiali a sconto equivale a sottrarre risorse certe alle generazioni future del calcio.
Il blitz interno e l’esca dei 40 milioni
Non meno grave, sul piano della correttezza gestionale, è la modalità con cui la FIFA ha tentato di far approvare il progetto. Secondo gli atti depositati, l’iniziativa è stata tenuta nascosta per oltre un anno al Consiglio FIFA, alla UEFA e alle altre confederazioni continentali. Quando il dossier è arrivato sui tavoli dei dirigenti, è stato imposto un voto fulmineo nel giro di poche ore, lasciando molti funzionari all’oscuro dei dettagli finanziari.
Per blindare il consenso politico in vista dell’assemblea generale, Infantino avrebbe promesso un assegno da 40 milioni di dollari a ciascuna delle 211 federazioni membre in cambio del via libera. Una mossa interpretata dai detrattori come un tentativo palese di comprare voti a spese del bilancio federale.
La caccia ai documenti nei tribunali americani
Per costruire il fascicolo penale da depositare presso la magistratura di Zurigo, la UEFA si è mossa con anticipo negli Stati Uniti, chiedendo l’accesso forzato agli atti tramite la procedura federale per l’acquisizione di prove.
I procedimenti legali sono stati aperti in tre diversi tribunali statunitensi:
- In Florida, contro le sedi operative di Fifa Americas e della società creata per la gestione del Mondiale 2026.
- A New York, per ottenere comunicazioni e contratti dalla società di investimento Thrive Capital di Josh Kushner e dalla banca d’affari JP Morgan, coinvolte nella strutturazione finanziaria dell’affare.
- In Colorado, nei confronti di Greg Maffei (ex manager della Formula 1) e della sua società di consulenza strategica.
L’obiettivo è dimostrare le responsabilità dirette dei singoli consiglieri e l’eventuale esistenza di conflitti di interesse non dichiarati durante la trattativa.
Il reato di amministrazione infedele in Svizzera
La FIFA ha sede legale a Zurigo e ricade pienamente sotto la giurisdizione svizzera, dove è registrata come associazione senza scopo di lucro. Il codice penale elvetico punisce con severità l’amministrazione infedele (ungetreue Geschäftsbesorgung), ossia la condotta di chi, avendo il dovere di gestire gli interessi patrimoniali di un ente, ne cagiona intenzionalmente un danno economico a vantaggio proprio o di terzi.
I consulenti legali svizzeri della UEFA hanno confermato che sussistono tutti i presupposti giuridici per procedere penalmente contro Infantino e altri dirigenti apicali. Per il presidente della FIFA, che punta al quarto mandato consecutivo, l’azione legale rappresenta la minaccia più concreta alla sua leadership da quando è stato eletto nel 2016.






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