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La trappola del Mar Rosso: gli Houthi bloccano il petrolio saudita. E l’Asia guarda a Teheran
Doppio blocco nei mari del petrolio: gli Houthi fermano le navi saudite a Bab el-Mandeb. L’Asia rischia il blackout energetico mentre le petroliere iraniane restano in attesa.

Il mercato globale dell’energia si trova di fronte a uno scenario da incubo. Con lo Stretto di Hormuz già semibloccato dai combattimenti tra Stati Uniti e Iran, i ribelli Houthi del Yemen hanno sferrato un colpo durissimo.
Gli Houthi hanno dichiarato un embargo navale immediato contro le petroliere della Arabia Saudita nello Stretto di Bab el-Mandeb. La mossa rischia di soffocare le forniture mondiali di greggio e di trascinare il Medio Oriente in un caos economico senza precedenti.
Il piano saudita va in frantumi
Per evitare i rischi del Golfo Persico, Riad aveva attivato una strategia di emergenza. Il piano prevedeva lo spostamento di milioni di barili di petrolio al giorno tramite oleodotti verso il porto di Yanbu, situato sul Mar Rosso.
Da questo porto mil greggio avrebbe dovuto viaggiare via nave verso i mercati internazionali. Ma con il blocco degli Houthi a sud, il piano saudita rischia di saltare completamente. Per ora , comunque, dai dati di Marinetraffic mostrano che il traffico nel Mar Rosso è attivo.
Il petrolio saudita caricato a Yanbu può ora navigare soltanto verso nord, ossia verso il Canale di Suez e l’Europa. Le rotte dirette verso l’Estremo Oriente sono del tutto sbarrate. L’Asia, che dipende in modo vitale dal greggio del Golfo, si ritrova improvvisamente a secco.
Questo attacco, secondo gli Houthi, è una reazione all’attacco all’aeroporto di Sanaa condotto dai sauditi due giorni fa.
La strana coincidenza delle petroliere iraniane
In questo scenario si inserisce un elemento a dir poco curioso. Nelle stesse aree di mare stazionano da tempo diverse petroliere iraniane, cariche di greggio ma ferme a causa delle sanzioni e del blocco navale imposto dagli Stati Uniti.
Senza il petrolio saudita diretto a oriente, l’Asia si trova in una disperata ricerca di energia. Il greggio iraniano, fino a ieri sanzionato e indesiderato, rischia di diventare l’unica ancora di salvataggio per molti Paesi asiatici.
Viene da chiedersi se l’escalation degli Houthi sia stata davvero un evento casuale. Oppure se si tratti di una manovra coordinata con Teheran per spezzare l’isolamento economico iraniano e mettere sotto scacco l’Occidente.
Le conseguenze pratiche per l’economia
Le ricadute economiche reali non si faranno attendere. La chiusura simultanea dei due stretti fondamentali toglie dal mercato mondiale oltre il 15% dell’offerta globale di greggio.
I costi dei trasporti marittimi e delle assicurazioni sulle navi stanno già schizzando alle stelle. L’effetto diretto per consumatori e imprese sarà un rapido rincaro dei carburanti e una nuova spinta all’inflazione globale: infatti non è necessario colpire le navi, basta minacciarle, per far salire alle stelle i costi dei noli ed assicurativi.
⚡️BREAKING: Yemen's Houthis have announced a Naval Blockade on Saudi Arabia from the Red Sea
This move essentially Cuts OFF Saudi oil exports through the Bab al-Mandeb Strait pic.twitter.com/gqV8E5hfq1
— Iran Observer (@IranObserver0) July 20, 2026
Le difficoltà militari degli Stati Uniti
A Washington la preoccupazione è altissima. L’amministrazione Trump si trova davanti a una scelta complessa: aprire un secondo fronte navale nel Mar Rosso o concentrare le forze contro l’Iran.
Le risorse militari americane nella regione sono già sotto fortissimo stress. Dopo dieci giorni continui di attacchi e difese aeree, le scorte di missili intercettori degli Stati Uniti iniziano a scarseggiare.
Inoltre, le basi americane in Medio Oriente hanno subito danni significativi. La base aerea di Muwaffaq Salti, in Giordania, è stata colpita da missili e droni, provocando anche vittime tra i soldati americani, dato che sono stati colpiti gli alloggi per i militari.
Il quadro degli snodi marittimi
| Snodo Marittimo | Stato della Navigazione | Impatto sui Mercati Energetici |
| Stretto di Hormuz | Bloccato dai combattimenti | Taglio del 10% dell’offerta globale di greggio |
| Bab el-Mandeb | Embargo Houthi su navi saudite | Blocco del 7% del petrolio verso l’Asia |
| Porto di Yanbu | Accessibile solo verso Nord | Forniture deviate solo verso l’Europa |
La missione navale europea ASPIDES ha confermato che la situazione nel Mar Rosso resta estremamente fragile. Senza un rapido intervento diplomatico, il rischio di uno shock energetico globale è ormai alle porte.








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