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La Svezia spende 4,3 miliardi per le fregate francesi prima della sfida elettorale. Confronto nel Baltico

La Svezia stacca un assegno da 4,3 miliardi di euro a Naval Group per blindare il Baltico contro la minaccia russa, mentre il governo rischia la caduta alle imminenti elezioni: dietro l’accordo navale si prepara l’asse industriale sul nuovo caccia europeo.

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Nel Mar Baltico, ormai trasformato in una polveriera a cielo aperto, la Svezia rompe ogni indugio e vara il più imponente piano di riarmo navale degli ultimi quarant’anni. Un assegno da 4,3 miliardi di euro staccato a favore dei cantieri navali francesi di Naval Group, firmato proprio mentre la coalizione di centrodestra a Stoccolma vede spalancarsi il baratro della sconfitta elettorale a sole due settimane dal voto.

Il presidente francese Emmanuel Macron e il premier svedese Ulf Kristersson hanno formalizzato l’accordo a bordo della Amiral Ronarc’h, la nuovissima fregata d’attacco francese ormeggiata a Stoccolma. Quattro unità della classe “Luleå” (le future HMS Luleå, Norrköping, Halmstad e Trelleborg) solcheranno le acque scandinave tra il 2030 e il 2034.

Per l’industria bellica svedese si tratta di una doccia fredda senza precedenti: il colosso nazionale Saab, alleato con i britannici di Babcock, è stato battuto in casa propria. Sul piatto c’era anche l’offerta degli spagnoli di Navantia, nettamente più economica (circa 33 miliardi di corone contro i 40 francesi). A decidere la partita è stato il fattore tempo: la Francia offre una nave già in acqua e collaudata, con un buon record di servizio attivo.

La Admiral Ronarc’h

Le caratteristiche della fregata FDI (Frégate de Défense et d’Intervention)

Le navi francesi scelte da Stoccolma rappresentano lo stato dell’arte della tecnologia navale europea di medio tonnellaggio e sono fregate di concezione nuova “Fregate di difesa e d’intervento“, in servizio dal 2025:

  • Dislocamento e dimensioni: circa 4.500 tonnellate per 122 metri di lunghezza e 17,7 metri di larghezza.

  • Propulsione e velocità: sistema diesel-diesel (CODAD) da oltre 32.000 kW, con velocità massima di 27 nodi e autonomia superiore a 5.000 miglia nautiche.

  • Sensori e guerra elettronica: radar AESA a quattro facce fisse Thales Sea Fire 500, suite sonar integrata (a scafo Kingklip e rimorchiato a profondità variabile CAPTAS-4 Compact) e architettura informatica nativa resistente agli attacchi cyber.

  • Armamento modulare: celle di lancio verticale Sylver per missili antiaerei Aster 15/30, missili antinave (Exocet MM40 Block 3c o RBS-15), siluri MU90, cannone principale da 76 mm o 57 mm e postazioni a controllo remoto.

  • Design distintivo: prua rovesciata (a becco d’anatra) per migliorare la tenuta al mare in condizioni estreme e ridurre la traccia radar.

ParametroFregata FDI (Classe Luleå)
Cantiere costruttoreNaval Group (Francia)
Consegne previste2030 – 2034 (1 unità all’anno)
Valore totale commessa4,3 miliardi di euro
Equipaggio base~110 marinai (+ distaccamento di volo)

La vera partita: il caccia del futuro e la geopolitica industriale

Dietro l’acquisto delle fregate si nasconde una complessa triangolazione industriale. A dicembre, Parigi aveva ordinato due aerei da ricognizione radar Saab GlobalEye per oltre un miliardo di euro. Oggi Stoccolma ricambia con le navi da guerra.

Saab Globaleye

Il vero trofeo, tuttavia, vola molto più in alto. Con il progetto franco-tedesco SCAF in stallo, Parigi punta ad agganciare la Svezia per lo sviluppo del caccia di sesta generazione post-Gripen. La Svezia progetta ottime cellule ma non produce motori: il Gripen attuale vola con propulsori statunitensi. La Francia, tramite Safran, ha i motori. Le fregate rappresentano l’anticipo; il futuro velivolo da combattimento comune sarà il piatto forte.

Tensioni politiche e ritorno economico sul territorio

La fretta di chiudere il contratto è tutta politica. Il governo Kristersson è in affanno nei sondaggi, staccato di quasi sei punti dal blocco socialdemocratico guidato da Magdalena Andersson. Se i Liberali, alleati di governo, non supereranno la soglia di sbarramento del 4%, la maggioranza crollerà.

L’opposizione non contesta la necessità strategica delle fregate, ma attacca la debolezza dei ritorni industriali interni. Per calmare le acque, Stoccolma ha preteso l’integrazione a bordo di missili antinave Saab RBS 15, siluri Torpedo 47 e radar Giraffe 1X, oltre ad affidare la manutenzione ai cantieri di Landskrona e Stoccolma.

Ovviamente l’obiettivo di questo ingente riarmo è contendere il controllo del Mar Baltico alla Russia, che vi ha numerose basi e una fetta importante per la flotta. Il tutto nonostante questo mare sia, praticamente, chiuso.

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