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Esteri

La Spagna di Sanchez imita il modello Albania, con due centri di detenzione per migranti in Mauritiana

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Se per la Schlein la Spagna di Sanchez è un modello da seguire per il nostro paese, sia sul tema energetico che su quello delle politiche del lavoro che su quello della gestione dei migranti, forse lei non sa che proprio su questo fronte Pedro Sanchez il suo idolo ha aperto due centri di detenzione ( in Spagna li chiamano carceri e veri e propri) in Mauritiana proprio per limitare l’afflusso di migranti irregolari sulle coste spagnole. Il modello è proprio quello criticatissimo da parte di tutte le opposizione dei centri in Albania, che proprio due giorni hanno ricevuto il via libera da parte dell’avvocatura della corte di giustizia Ue.

Dal 17 ottobre scorso sono infatti operativi due centri: uno nella capitale Nouakchott e l’altro a Nouadhibou, snodo strategico della rotta migratoria atlantica verso le Canarie. I progetti sono stati sviluppati dalla Fundación para la Internacionalización de las Administraciones Públicas (FIAP), organismo legato al Ministero degli Esteri spagnolo. Secondo la documentazione tecnica, le strutture dispongono rispettivamente di oltre cento e circa ottanta posti, includendo anche culle per neonati. Si avete capito bene anche per neonati, con buona pace dei diritti per i minori tanto cari alla sinistra italiana.

Le opere sono state finanziate con fondi statali spagnoli e con risorse del Fondo fiduciario di emergenza dell’Unione Europea, nell’ambito di un programma di cooperazione di polizia denominato Associazione Operativa Congiunta. Il costo complessivo supera il milione di euro. Le procedure di assegnazione degli appalti sono state contestate da inchieste giornalistiche, che parlano di affidamenti senza gara pubblica; la FIAP ha replicato sostenendo che le aggiudicazioni sono avvenute attraverso procedure pubbliche previste per i contratti all’estero.

La nascita di questi centri si inserisce nella più ampia strategia di esternalizzazione delle frontiere europee: invece di gestire direttamente gli arrivi sul territorio dell’Unione, si rafforza il controllo migratorio nei Paesi di transito o di partenza. In questo quadro, l’Unione Europea e il governo spagnolo hanno intensificato la cooperazione con la Mauritania, considerata un Paese chiave per bloccare le partenze dei cayucos diretti verso le Canarie.

Già nel 2024 quindici governi europei avevano chiesto alla Commissione di replicare modelli di detenzione esterna simili a quello promosso dall’Italia in Albania. La presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, ha partecipato a missioni ufficiali nel Paese insieme al premier spagnolo Pedro Sánchez, annunciando pacchetti di sostegno economico per centinaia di milioni di euro destinati alle autorità mauritane. Il presidente Mohamed Ould El Ghazouani guida un sistema politico definito da numerose ONG come autoritario, elemento che accresce le preoccupazioni sulle garanzie offerte ai migranti trattenuti.

Negli ultimi anni, il governo guidato da Pedro Sánchez ha anche aumentato il trasferimento di servizi di intelligence e attrezzature di polizia al regime mauritano con l’obiettivo di reprimere la partenza di piccole imbarcazioni dirette alle Isole Canarie. Questa esternalizzazione del controllo migratorio verso paesi terzi, nota come “esternalizzazione delle frontiere” e attuata tramite la FIAP, ha portato la Mauritania a intensificare le retate per fermare i migranti. Agenti della Guardia Civil e della Polizia Nazionale dislocati nel paese partecipano a queste operazioni, che includono perquisizioni domiciliari senza autorizzazione giudiziaria e arresti arbitrari basati sulla profilazione razziale.

Il regime mauritano conduce raid – con il supporto e l’intelligence della Guardia Civile, della Polizia Nazionale e del Centro Nazionale di Intelligence (CNI) – per detenere arbitrariamente persone di colore, compresi i neonati. Le autorità mauritane utilizzano quad, veicoli 4×4, droni e dispositivi tecnologici forniti dalla FIAP per effettuare questi arresti. I migranti arrestati vengono privati ​​di tutti i loro effetti personali (compresi documenti d’identità e telefoni cellulari), portati in prigione e sottoposti a diversi giorni di condizioni disumane, senza cibo, acqua né accesso ai servizi igienici.

Almeno due agenti della Polizia Nazionale spagnola visitano settimanalmente questi centri a Nouakchott e Nouadhibou per rilevare le impronte digitali e scattare fotografie ai detenuti. Ottenere queste informazioni non è semplice: Spagna e Mauritania hanno un accordo dal 2003 in base al quale le autorità spagnole possono rimpatriare in Mauritania cittadini di paesi terzi.

Diverse fonti locali descrivono un incremento delle retate contro persone migranti, con controlli basati sul profilo etnico, irruzioni nelle abitazioni e arresti senza mandato. Le persone fermate verrebbero private di documenti e telefoni, trattenute per giorni in condizioni precarie e successivamente trasferite verso zone remote.

sarebbe davvero interessante capire cosa ne pensa del suo amico Sanchez, Elly Schlein, ora alle prese con una difficile partita sulle primarie che vede partire sfavorita non solo su Giuseppe Conte, ma anche secondo alcuni ultimi sondaggi sulla Silvia Salis.

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