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La mossa disperata del Tesoro USA: usare il “conto corrente” federale per fermare il panico sui tassi
Il Segretario al Tesoro USA Scott Bessent prepara l’uso del fondo cassa da 950 miliardi per frenare la corsa dei rendimenti, ma l’artificio contabile rischia di non bastare contro la valanga del debito pubblico.

I mercati dei titoli di Stato americani sono sotto assedio e a Washington suonano le sirene d’allarme. Il Segretario al Tesoro Scott Bessent starebbe preparando una mossa d’emergenza senza precedenti: attingere direttamente al Treasury General Account, il gigantesco conto corrente federale da quasi 1.000 miliardi di dollari, per comprare titoli di Stato a lunga scadenza e frenare l’impennata dei rendimenti.
Una manovra spettacolare che rivela quanto sia fragile l’equilibrio del debito pubblico americano.
Cos’è davvero il Treasury General Account (TGA)
Per capire cosa sta succedendo bisogna chiarire cos’è questo misterioso conto. Il Treasury General Account (TGA) è, in parole molto semplici, il conto corrente dello Stato federale americano.
Non si trova in una normale banca commerciale, ma è aperto direttamente presso la Federal Reserve.
- Come si riempie: su questo conto confluiscono tutte le entrate fiscali degli Stati Uniti (le tasse pagate da cittadini e imprese) e il denaro raccolto con la vendita di nuovi titoli di Stato.
- Come si svuota: da qui partono i pagamenti per il funzionamento della macchina pubblica, dagli stipendi federali alle pensioni militari, fino ai rimborsi del debito in scadenza.
- A cosa serve come cuscinetto: costituisce la riserva di sicurezza per evitare che Washington resti a secco qualora il Congresso tardi ad alzare il tetto sul debito. Siamo di fronte alla liquidità disponibile dello Stato federale americano.
In passato questo conto veniva tenuto a livelli minimi (circa 5 miliardi di dollari) per non alterare la liquidità delle banche ordinarie. Dopo la crisi del 2008 e le misure straordinarie di liquidità, il Tesoro ha iniziato ad accumulare scorte molto più consistenti. Se durante l’amministrazione precedente il saldo ideale era fissato tra i 550 e i 600 miliardi, oggi Bessent lo ha spinto fino a circa 950 miliardi di dollari, anche per l’incremento delle entrate dai dazi.
La mossa di Bessent: il “Treasury Twist” fatto in casa
La scorsa settimana il Tesoro ha sorpreso gli operatori raddoppiando l’importo dei riacquisti di vecchi titoli a lungo termine (da 2 a oltre 4 miliardi di dollari a operazione). L’obiettivo dichiarato è sostenere la liquidità dei titoli a 10 e 30 anni, che mostravano forti tensioni.
Inizialmente il mercato pensava che il governo avrebbe finanziato questi acquisti emettendo una valanga di Buoni del Tesoro a brevissimo termine, le cosidette T-notes. È la strategia nota come “Treasury Twist”: comprare titoli lunghi e indebitarsi sul breve. Tuttavia, come riportato da diverse fonti di mercato tra cui Livemint, i funzionari hanno confermato che Bessent è pronto a usare direttamente la liquidità ferma sul TGA, carico di liquidità in eccesso.
L’idea è mostrare ai mercati una potenza di fuoco immediata, senza dover chiedere l’aiuto esplicito della Federal Reserve e senza inondare subito il mercato di nuovo debito a breve.
| Parametro | Gestione precedente | Strategia Bessent |
| Saldo TGA obiettivo | 550 – 600 miliardi $\vert{} Circa 950 miliardi$ | |
| Volume riacquisti a lungo termine | ~2 miliardi $per operazione \vert{} Da 4 miliardi$ in su | |
| Fonte di finanziamento primaria | Aste ordinarie di debito | TGA / Titoli a breve termine |
L’illusione del grafico: perché l’effetto è solo temporaneo
Guardando l’andamento del rendimento del Treasury a 10 anni, la reazione della liquidità è evidente:
- Nella giornata di venerdì 21 il rendimento è salito oltre il 4,74%, segnalando una forte pressione di vendita sui titoli.
- All’inizio della settimana, con le indiscrezioni sull’uso del TGA, il rendimento è sceso verso il 4,70%, come evidenziato anche dalle serie storiche di Trading Economics.
Ma questa tregua rischia di durare pochissimo. Usare il TGA per ricomprare debito equivale a spostare soldi dalla tasca sinistra alla tasca destra della stessa giacca. La liquidità presente sul conto non nasce dal nulla: sono tasse già incassate o prestiti già contratti.
Se il Tesoro spende questi fondi per sostenere i prezzi delle proprie obbligazioni, prima o poi dovrà ricostituire la riserva emettendo nuovo debito. Inoltre, svuotare il conto espone Washington a rischi enormi quando si ripresenterà lo scontro politico sul tetto del debito pubblico.
I limiti strutturali: non si batte il mercato con l’ingegneria contabile
Il vero problema degli Stati Uniti non è la mancanza di trucchi contabili, ma un disavanzo fiscale che viaggia vicino al 6% del PIL e un debito complessivo che spaventa i grandi investitori internazionali. Quando un mercato obbligazionario vale decine di migliaia di miliardi, impiegare poche decine di miliardi dal TGA è come cercare di spegnere un incendio con un bicchiere d’acqua.
Senza un piano credibile di rientro dal deficit o un taglio deciso della spesa improduttiva, i rendimenti obbligazionari torneranno inesorabilmente a salire. I tentativi di manipolare la curva dei tassi possono offrire qualche giorno di respiro sui monitor di borsa, ma non cambiano la dura realtà dei fondamentali economici.









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