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La grande illusione green: mentre l’Europa vieta i tappi attaccati alle bottiglie, milioni di persone bruciano plastica per non morire di freddo

Milioni di persone nel mondo usano i rifiuti di plastica come combustibile in casa per cucinare e scaldarsi a causa della povertà energetica, liberando diossine pericolose per la salute. Noi pensiamo di cambiare il mondo senza sacchetti di PET.

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Mentre i burocrati occidentali studiano norme sempre più severe e costose per eliminare la plastica e tassare la CO2, nei paesi in via di sviluppo la realtà picchia duro. Una ricerca globale recente svela un dramma nascosto. Milioni di persone usano i rifiuti di plastica come combustibile quotidiano per cucinare, scaldarsi e sopravvivere.

Lo studio è stato guidato dalla Curtin University e pubblicato sulla rivista scientifica Nature Communications. I ricercatori hanno intervistato oltre 1.000 esperti, leader locali e operatori sociali in 26 paesi del mondo, scoprendo una realtà inquietante.

I numeri di una crisi globale sommersa

I dati raccolti mostrano che questa pratica non è un evento isolato, ma una vera e propria strategia di sussistenza per le fasce più povere della popolazione mondiale.

  • 1 intervistato su 3 ha dichiarato di conoscere famiglie che bruciano regolarmente plastica in casa.
  • Il 33% del campione ha visto vicini o membri della propria comunità compiere questo gesto quotidianamente.
  • Miliardi di persone nel mondo vivono oggi in condizioni di povertà energetica assoluta, senza accesso a reti elettriche o gas metano.

La plastica non viene bruciata solo per liberarsi della spazzatura. Diventa una risorsa economica sostitutiva quando i combustibili puliti costano troppo e i servizi di raccolta dei rifiuti sono inesistenti.

Le ricadute economiche: la povertà energetica vince sui divieti

Dal punto di vista economico, il fenomeno evidenzia il totale fallimento delle politiche ambientali globali che non tengono conto del reddito reale delle persone. La plastica ha un potere calorifico elevato ed è gratis. Per una famiglia che deve scegliere tra comprare il cibo o il gas in bombole, la scelta è obbligata.

Si brucia di tutto: sacchetti, imballaggi, flaconi e persino oggetti in PVC. Questo accade perché i mercati locali non offrono alternative energetiche a basso costo. Le politiche punitive sui combustibili fossili rischiano di peggiorare la situazione, spingendo sempre più persone verso queste soluzioni disperate.

Diamo uno sguardo alle tipologie di plastica più utilizzate e ai loro effetti:

Tipo di PlasticaUtilizzo principale in casaGrado di tossicità rilasciata
Imballaggi e Sacchetti (PE/PP)Avvio del fuoco e cucina rapidaMedio-Alto
Flaconi e Bottiglie (PET)Riscaldamento domesticoAlto
PVC (Terzo più bruciato)Combustione prolungataEstremamente Alto (Diossine)

Un disastro sanitario tra le mura domestiche

I fumi tossici colpiscono duramente all’interno delle abitazioni. Spesso le famiglie usano stufe di fortuna, fornelli a tre pietre o bracieri improvvisati senza alcuna ventilazione.

“Quando il PVC viene bruciato, rilascia diossine e furani altamente tossici, tra i contaminanti più pericolosi conosciuti dalla scienza”, spiegano gli esperti della Curtin University.

Queste sostanze non si limitano a inquinare l’aria, ma entrano nella catena alimentare. Il 60% degli intervistati ha confermato il forte rischio di contaminazione di acqua e cibo. Le tossine si depositano sui terreni agricoli vicini alle case, entrano nei pozzi e si accumulano persino nelle uova e negli animali da cortile. I soggetti più esposti sono le donne, i bambini e gli anziani, che trascorrono più tempo vicino ai fuochi domestici.

Perché le soluzioni occidentali sono inutili in questi scenari

L’uso della plastica nel mondo è destinato a triplicare entro il 2060. Dire a queste comunità di “non bruciare la plastica” tramite divieti o campagne di sensibilizzazione è totalmente inutile se prima non si risolve il problema della povertà energetica. La gente brucia la plastica per necessità, non per piacere.

Senza investimenti strutturali in infrastrutture energetiche moderne, reti di distribuzione del gas a basso costo e sistemi di gestione dei rifiuti funzionanti, nessun trattato internazionale potrà fermare i falò domestici. La transizione ecologica, se imposta senza logica economica e senza aiuti concreti ai redditi, produce solo povertà e disastri sanitari peggiori di quelli che vorrebbe combattere.

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