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LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE IL VASO COL QATAR? UN RISCATTO PER 1 MILIARDO

 

La politica estera mediorientale è percorsa dai fremiti causati dalla crisi dei rapporti fra Arabia saudita, Emirati, Bahrain, Dubai, Egitto ed altri paesi arabi,  e Qatar dall’altro.

Chiaramente le radici sono profonde e sono legate allo scontro storico per il dominio mediorientale fra Arabia (ed alleati) ed Iran, o, per vederla in modo  religioso, fra Islam di ramo Sunnita e di ramo Sciita Una rivalità che è ormai più che millenaria e che travalica l’area. Ricordiamo che nella penisola arabica sono solo due le aree con rrilevanti minorante sciite aventi qualche voce in capitolo, Qatar e Yemen, e, non casualmente, sono due spine nel fianco al Riad.

Volendo lasciare da parte temporaneamente il ruolo degli USA, quale è stata la goccia che ha fatto traboccare il vaso?

Secondo il Financial Times pare che la monarchia Qatariota abbia pagato UN MILIARDO DI DOLLARI di riscatto per far liberare un suo membro preso prigioniero durante una “Battuta di caccia” in Iraq.  Questo miliardo sarebbe andato per il 70% ed oltre all’Iran ed a gruppi sciiti a lui vicini, ma per un 20-30% al gruppo   Tahrir al-Sham, vicino ad Al Quaeda. Questa mossa ha fatto sentire l’Arabia ed i suoi alleati autorizzati ad intervenire come sappiano

La situazione del Qatar non è facile, nonostante le enormi risorse monetarie del paese . I collegamenti di terra sono interrotti, quelli aerei possibili solo attraverso uno stretto corridoio concesso dal Barhain. L’economia presto sentirà la stretta dei vicini, oltre a dover sostituire 200 mila lavoratori arabi, egiziani e nord africani che dovranno essere espulsi dal paese. Per uscire dalla stretta il paese non ha grosse alternative :

  • piegarsi ed organizzarsi politicamente in modo “Omogeneo” con Riad, ma sarebbe una grossa umiliazione;
  • chiedere aiuto direttamente a Teheran, che esporrebbe il paese ad una “Yemenizzazione” del conflitto, e ad una rapida sconfitta;
  • chiedere aiuto ad una potenza con interessi nell’area che possa, abbastanza rapidamente, decidere di estendere il suo cappello protettivo

Per ora la famiglia dell’emiro del Qatar tiene duro, ed il punto due sarebbe un vero suicidio, per quanta assistenza potesse dare Teheran Resta l’ipotesi numero tre, che vedrebbe entrare nel gioco del Golfo direttamente la Russia di Putin, con un grande smacco per l’Arabia e per gli USA.

Il grande perdente in questo gioco rischiano di essere gli USA: troppo vicini all’Arabia per poterla fermare, troppo amici al Qatar per restare a guardare.

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