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La Germania pronta a bloccare l’assalto cinese alla logistica interna: stop agli acquisti di Cosco
Berlino prepara il veto sull’acquisizione di Zippel da parte del colosso cinese Cosco: cinque ministeri e i servizi segreti lanciano l’allarme sui corridoi di trasporto utilizzati da Bundeswehr e NATO.

A Berlino è scattato il panico da sicurezza nazionale. Il governo federale tedesco ha deciso di alzare le barricate per fermare il colosso di Stato cinese Cosco, intenzionato a mettere le mani su un pezzo cruciale dei trasporti interni della Germania.
Secondo un promemoria governativo riservato svelato dal quotidiano economico Handelsblatt, ben cinque ministeri si sono schierati compatti per bloccare l’acquisizione della società di spedizioni Konrad Zippel. Sul tavolo c’è il controllo delle rotte ferroviarie e stradali usate dall’esercito tedesco e dalla NATO.
L’obiettivo di Pechino: comprare l’80% di Zippel
Cosco vuole rilevare l’80% delle quote di Zippel, azienda logistica con sede ad Amburgo. A prima vista, i numeri societari non sembrano enormi:
| Parametro societario | Dati di Zippel |
| Fatturato annuo | Circa 80 milioni di euro |
| Dipendenti | Circa 210 addetti |
| Volumi gestiti | Oltre 175.000 container (TEU) all’anno |
| Hub strategici | Terminal di Berlino, Schkopau ed Elsterwerda |
| Quota di traffico locale | Dal 35% al 90% delle merci nei terminal serviti |
La forza di Zippel non sta nelle dimensioni del bilancio, ma nella sua posizione geografica. L’azienda gestisce lo smistamento dei container che sbarcano nei porti del Mare del Nord e li spedisce verso i distretti industriali della Germania orientale tramite ferrovia e camion. In alcuni nodi ferroviari verso est, Zippel controlla fino al 90% del traffico.
Cinque ministeri contro l’accordo: entra in gioco la NATO
A fare scudo contro l’operazione non è solo il Ministero dell’Economia. Al no si sono uniti Esteri, Difesa, Interno e Finanze.
A pesare come un macigno è il parere delle forze armate. Il Ministero della Difesa ha chiarito che le linee di Zippel sono considerate strategiche per la mobilità della Bundeswehr e per i rifornimenti della NATO verso il confine orientale europeo. Lasciare che una società controllata direttamente da Pechino gestisca i binari su cui viaggiano convogli e mezzi militari alleati è stato giudicato un azzardo inaccettabile.
Anche i servizi segreti interni (BfV) hanno lanciato un allarme esplicito: se scoppiasse una crisi internazionale, per esempio attorno a Taiwan, Pechino potrebbe paralizzare o sabotare i trasporti europei semplicemente tirando il freno a mano delle sue filiali logistiche.
Dalle banchine ai binari: la tattica del carciofo
La mossa su Zippel svela la strategia a lungo raggio di Pechino. Nel 2023, tra mille polemiche e veti politici poi aggirati, Cosco era riuscita a entrare nel terminal container Tollerort del porto di Amburgo, incassando una quota di minoranza del 24,9%. Una volta messo un piede sul molo, la compagnia cinese ha provato a comprare i binari e i camion per portare i container direttamente nel cuore della Germania, senza più dipendere da operatori terzi e creando un’integrazione logistica che avrebbe reso la Germania molto vulnerabile.
La Germania, che per decenni ha teorizzato il libero mercato a senso unico con la Cina, scopre oggi le dolorose contraddizioni delle proprie scelte. Quando la catena logistica diventa terreno di scontro geopolitico, il prezzo dell’illusione lo paga la sicurezza del Paese.







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