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La Germania è la vera causa dell’instabilità economica mondiale fatta di tassi negativi: ecco perché (e le conseguenze). Il disegno che sta dietro

Riprendendo le parole di Bill Gross, il più grande gestore di bond del mondo che ha parlato in particolare del fenomeno dei tassi negativi esportati DALL’Eurozona AL Giappone e poi AL mondo, come in “un contagio Zika” :

I banchieri centrali sembrano intenzionati ad andare ancora più giù (ovvero a tagliare ulteriormente i tassi, già negativi), ignari a mio avviso del male che stanno arrecando al modello classico dell’economia che ha generato la prosperità, fino a quando non è entrato nel vicolo cieco dei tassi di interesse negativi e non è potuto andare più avanti.”

Ossia, i tassi negativi si sono estesi dall’Europa al mondo e non viceversa. Anzi, dall’Eurozona al mondo con la prima “vittima” (o carnefice, scegliete voi) la Svizzera che, a causa della necessità di far svalutare il franco per questioni competitive e di produttività, è stata la prima ad inaugurare la policy dei tassi a zero meno – compensando però la forte domanda di moneta stabile svizzera con il suo reimpiego in titoli azionari globali e soprattutto USA, una evoluzione del QE attesa a breve sui grandi schermi globali, finchè il mercato regge… -. Ben inteso, se qualche bond a breve dà tassi leggermente negativi non è un grave problema, ad esempio per durate entro l’anno. Il vero problema nasce quando una grossa parte della curva dei rendimenti presenta lo stesso sintomo.

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E dunque, come corollario vi invito a considerare come un paese tra i più ricchi del mondo, appunto la Confederazione Elvetica, sta di fatto svalutando la propria valuta rispetto all’euro usando il trucco del tassi a zero meno, almeno a partire dalla rottura del peg semi-ufficiale a 1.20 con l’euro di Gennaio 2015, mentre la relativamente molto più povera Italia si trova nell’impossibilità di svalutare come dovrebbe a fronte dei disastri della sua economia in crollo, ossia in potenziale l’Italia diventa più cara uccidendosi da sola! Berlino ed i suoi esportatori che restano competitivi grazie a dementi come noi italiani ringraziano in coro….

Cosa c’è dietro? Semplice, tutto si fonda sul progetto neocoloniale tedesco in Europa perpetrato in forza dell’asse franco-tedesco in veste continentale, dove il primo addendo dà copertura militare ed il secondo economica [il ruolo duale franco tedesco si vede benissimo ormai in Libya ed anche in Sirya]. Lo scopo è quello di impossessarsi degli assets dei paesi periferici, con acquisizioni mirate di primarie aziende italiane (soprattutto manifatturiere per la Germania; alimentari, lusso e finanziarie per i francesi) per spostarle nell’orbita franco-tedesca, uno stillicidio di acquisizioni (è notizia della scorsa settimana che anche la mitica MV Agusta è stata ceduta a Mercedes).

CNnBzERWwAEIHdBFa sorridere che l’unica grande azienda alimentare italiana non contendibile -assieme a Barilla, non a caso entrambe non quotate -, visto che non si riesce a comprarla si è cercata di sputtanarla – scusate appunto il francesismo – coinvolgendo addirittura una candidata alla presidenza della Repubblica francese, Segolene Royal nel caso Nutella.

FireShot Screen Capture #181 - 'La «crociata» di Ségolène Royal contro la Nutella_ non mangiatela più - Corriere_it' - www_corriere_it_esteri_15_giugno_16_crociata-segolene-royal-contro-nutella-non-man

L’Importante è sapere cosa accadrà a valle di tutto questo grandissimo caos creato su impulso tedesco (chiaramente la Francia verrà risparmiata): appunto, impoverire il substrato economico dei periferici per comprarselo a termine a basso prezzo. Poi, visto che creare moneta dal nulla INEVITABILMENTE genererà inflazione sul lungo termine, è chiaro che si dovrà gestire la futura spirale inflattiva lato tedesco. Or dunque, è chiaro che per far questo, dopo essersi posizionati industrialmente anche nei periferici, semplicemente in futuro la Germania uscirà dall’Euro non prima però di aver acquisito asset strategici sufficienti per fare arbitraggio tra attività teutoniche e le consorelle nei periferici all’atto della grande inflazione che inevitabilmente seguirà, inflazione generata dall’aumento di moneta circolante frutto amarissimo del QE a tassi negativi che la Germania stessa – secondo Bill Gross ma anche dello scrivente – ha esportato in tutto il mondo (Berlino ha un bel da lamentarsi dei QE di Draghi, se l’austerità che Berlino impone energicamente ai periferici da 5 anni fosse tolta i QE a tassi zero meno della BCE non sarebbero necessari!, ndr).

FireShot Screen Capture #178 - 'Made in Italy addio_ tutte le aziende italiane vendute all'estero [FOTO] I Nanopress' - www_nanopress_it_economia_2016_02_10_made-in-italy-addio-tutte-le-aziende-italian

Dunque l’equazione è la seguente:

tassi negativi in EU esportati nel mondo -> indebolimento dei paesi EUperiferici con acquisizione dei loro assets a basso prezzo –> inflazione scatenata da un macro evento (guerra, carestia etc.) -> uscita dall’euro da parte della Germania con arbitraggio delle attività acquisite nei periferici ottimizzando la generazione di valore verso la Germania, a vantaggio del sistema tedesco.

Una delle conseguenze sarà certamente la tendenza germanica ad acquisire real estate di qualità nei periferici, anche per permettere ai loro anziani una pensione dignitosa ed a basso prezzo a tre/quattro ore da casa (i pensionati tedeschi pur con assegni più alti di quelli italiani non potranno vivere una decorosa esistenza negli anni d’argento in Germania a causa dell’inevitabile incremento del costo della vita derivante da maggiore benessere acquisito sulle spalle dei paesi eurodeboli: ad esempio le leggi sulla possibilità di cedere le abitazioni dei nostri anziani o la possibilità delle banche di impossessarsi degli appartamenti dei privati dopo qualche rata non pagata vanno precisamente nella stessa direzione, tali assets verranno in futuro girati agli istituti europei più forti a prezzi da realizzo, almeno quelli di pregio, e poi assorbiti dalla sfera tedesca).

FireShot Screen Capture #179 - 'Economia - Germania, rischio povertà per i pensionati I Liguria I economia I Il Secolo XIX' - www_ilsecoloxix_it_p_economia_2012_10_22_APARBalD-germania_pensionati_pover

In tutto questo resta la domanda su come fare per uscire dal giogo. Semplice, ribellandosi. Ma per ribellarsi serve avere amici con le spalle larghe che se proprio non ti supportano almeno non ti vadano contro. Oggi Obama non può permettersi assolutamente di avallare una crisi sistemica da rottura dell’euro, ne andrebbe della sua reputazione per i posteri (vista la crisi che innescherebbe anche in USA) ed anche della rielezione dei Democratici il prossimo autunno, rielezione che si suppone dovrebbe dare continuità alla sua folle estera politica basata sull’interventismo ideologico più radicale. In tutto questo notate che l’Italia è il vero obiettivo delle politiche euro austere [per indebolirci e poi comprarci, come sta avvenendo, ndr] semplicemente perchè è IL COMPETITOR continentale – ricattabile o comprabile a livello governativo – della Germania nella manifattura!

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Or dunque, la possibilità di salvezza dell’Italia e dei paesi eurodeboli passa necessariamente per un’attesa fino a Novembre prossimo e molto probabilmente anche per l’elezione di un presidente USA Repubblicano. Ci va solo bene che la Germania sia ormai in rotta di collisione con gli interessi USA nel mondo, di fatto avendo già tradito la linea degli interessi di Washington guardando a est. In caso di attuazione del piano Euexit selettivo (UK, Olanda, Polonia ed Italia) le turbolenze in EU aumenteranno ma con l’epilogo uscita di un ridimensionamento tedesco e di una ripresa delle economie europeriferiche.

Se la politica di Obama dovesse invece trovare continuità anche il prossimo anno per l’Italia non faccio fatica a pensare ad una forma di secessione violenta sulla falsa riga di quanto accaduto in Libya, forse solo un filo più soft. Se solo i nostri politici avessero la compiacenza di prendere in considerazione questo scenario capirebbero che l’uscita dall’euro è un’opzione irrinunciabile per l’Italia, almeno per come l’abbiamo conosciuta dal 1860.

Mitt Dolcino

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