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LA CONGIURA DEI POST INTELLIGENTI

Nel dibattito sulla post verità c’è più di qualche conto che non torna. Improvvisamente, i media generalisti si sono accorti che il mondo del web pullula di bufale. Quindi, qualche bella testa politica, dai massimi livelli a quelli intermedi, ha denunciato la faccenda. Da scompisciarsi dal ridere. A sentir loro è finita l’era della verità e siamo approdati a quella della post-verità, una verità spacciata per tale da una moltitudine di cacciaballe complottisti sparpagliati nei meandri della rete. Ora, almeno un paio di considerazioni vanno fatte prima che la censura invocata dal genio ribelle Zuckerberg o dal presidente dell’Antitrust Giovanni Pitruzzella (ipse dixit: “i pubblici poteri devono controllare l’informazione”) entri a regime. Approfittiamo, dunque, degli ultimi scampoli di libertà per ricordarci di cosa andrebbe ricordato  ai grandi players dell’agorà globale cioè ai detentori dell’80% delle piattaforme multimediali  sforna veline. Per esempio quali e quante mozzarelle di bufala ci hanno servito sul piatto – belle morbide e turgide e grondanti acquerugiola – negli ultimi anni: dalle armi di distruzione di massa del brigante irakeno Saddam alle ‘versioni ufficiali’ da babbei dopo ogni atto terroristico, dal collasso dell’economia mondo per effetto della Brexit all’implosione della repubblica italiana se vinceva il no al referendum. Lorsignori devono stare molto, molto attenti. Se davvero passeranno all’azione approntando qualche Minculpop due punto zero rischiano di diventarne le prime vittime. Anzi no, dai, scherzavo. A costoro non danno noia le vere bufale, quelle funzionali alla Matrice di cui essi rappresentano i cani da riporto. Li infastidiscono assai di più le verità scomode (derubricate a post-verità) che la Matrice non sopporta. Quindi, il nuovo tribunale del popolo – l’unico davvero pericoloso alle viste (altro che Grillo!) – saprà colpire selettivamente e senza pietà in modo da bonificare l’atmosfera dell’informazione dall’ossigeno delle notizie seccanti, salvaguardando invece con cura le scie chimiche della disinformazione di massa. Teniamo gli occhi aperti e le orecchie dritte, ma non abbandoniamo la speranza e l’ottimismo. Dopotutto, il copione cui si attengono è sempre lo stesso; quello di Brave New World di Huxley e di 1984 di Orwell: ristrutturare la verità per manipolare le coscienze, distorcere i fatti per far convergere le opinioni, le idee (e quindi i voti) negli unici serbatoi tollerati dal Sistema. Insomma, sono dannatamente prevedibili e non hanno letto Orwell. Quindi, sono post colti e post intelligenti. È questa, forse, la nostra fortuna.

Francesco Carraro

www.francescocarraro.com

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